🌐 Obesità più diffusa al Sud ma il 52% dei centri cura è al Nord
In Italia l’obesità è significativamente più diffusa nelle regioni del Sud, dove molti territori presentano tassi più elevati di persone in sovrappeso o obese, ma oltre la metà dei centri specializzati per la cura di questa patologia si trova al Nord, evidenziando profonde disuguaglianze nell’accesso alle cure e ai percorsi terapeutici.
Secondo la Società Italiana dell’Obesità (SIO), dei circa 160 centri per l’obesità attivi in Italia, il 52% è concentrato nel Nord, mentre solo il 30% opera al Sud e nelle Isole, nonostante proprio il Mezzogiorno registra spesso i tassi più alti di obesità e sovrappeso, con regioni come Molise, Campania e Abruzzo tra le più colpite.
Il quadro epidemiologico: più obesità al Sud
Le differenze territoriali nell’incidenza dell’obesità in Italia sono stabili e marcate: i dati demografici e sanitari mostrano che procedendo dal Nord verso il Sud si osserva un gradient di obesità crescente, con una prevalenza più elevata nel Mezzogiorno tra adulti e bambini rispetto alle regioni settentrionali. Analyse statistiche di precedente report evidenziano infatti che molte regioni meridionali presentano valori di obesità e sovrappeso ben più alti rispetto al Nord del Paese.

Questa distribuzione è spesso legata a determinanti socio‑economici e stili di vita, come livelli più bassi di attività fisica e maggiore sedentarietà nelle regioni meridionali, oltre a fattori legati all’istruzione, all’accesso a spazi salutari e alle opportunità di prevenzione sanitaria.
La mappa dei centri di cura: il Nord in vantaggio
Nonostante la maggiore necessità di interventi nel Sud, i centri specialistici per l’obesità sono prevalentemente situati al Nord:
-
52% dei centri in Italia si trova al Nord;
-
18% nel Centro;
-
30% al Sud e nelle Isole.
Questa distribuzione riflette una disparità nell’offerta sanitaria, dove territori con minori tassi di obesità dispongono di una rete più capillare di servizi diagnostici e terapeutici, mentre molte aree meridionali — ad esempio regioni come Calabria e Molise — appaiono ancora zone d’ombra nell’accesso alle cure.
Accesso alle terapie e percorsi assistenziali
Le differenze non si limitano alla distribuzione geografica dei centri: anche l’accesso alle nuove terapie farmacologiche e ai Percorsi diagnostico terapeutico assistenziali (PDTA) risente della frattura territoriale. Solo sei regioni italiane hanno approvato un PDTA per l’obesità, strumenti essenziali per garantire uniformità e qualità delle cure sul territorio: tre di queste sono nel Nord, una nel Centro e due al Sud.
In molte altre aree, il ricorso a farmaci anti‑obesità moderni, come gli agonisti del recettore Glp‑1, è spesso a carico dei pazienti, con costi che si aggirano attorno ai 300 euro al mese, rendendo l’accesso più probabile per chi ha redditi più elevati.

“Paradosso delle cure”: cosa dicono gli esperti
Gli specialisti della SIO sottolineano il paradosso italiano: “I tassi di obesità sono più alti al Sud, ma i centri di cura e le risorse sanitarie sono concentrati principalmente al Nord”, una situazione che penalizza ulteriormente le regioni dove la malattia è più diffusa e dove la risposta sanitaria efficace è più urgente.
Secondo il presidente della SIO, Silvio Buscemi, questa disparità è legata a determinanti socio‑economici e a differenze nella capacità delle regioni di strutturare servizi specialistici e percorsi assistenziali.
Implicazioni per la salute pubblica
Questa disuguaglianza tra incidenza dell’obesità e disponibilità di cure solleva questioni strutturali sul sistema sanitario italiano e sui criteri di allocazione delle risorse:
-
Equità nell’accesso alle cure: aree con maggiore prevalenza di obesità dovrebbero avere maggiore infrastrutturazione sanitaria per rispondere alla domanda di diagnosi, terapia e follow‑up;
-
Prevenzione e educazione sanitaria: programmi di prevenzione efficaci devono essere implementati soprattutto dove i tassi di obesità sono più alti, considerando i fattori sociali e ambientali che influenzano stili di vita;
-
Inclusione nei LEA: l’inserimento dell’obesità in modo completo nei Livelli Essenziali di Assistenza potrebbe modulare l’accesso alle cure e alle terapie in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

Il fenomeno dell’obesità in Italia presenta un profilo fortemente territoriale, con prevalenza più elevata nelle regioni meridionali ma una offerta di cura concentrata al Nord, generando un significativo paradosso sanitario che evidenzia profonde disparità strutturali nel sistema di assistenza.
Per superare queste disuguaglianze è necessario non solo potenziare la rete di centri nel Sud e nelle Isole, ma anche garantire percorsi assistenziali omogenei, accesso equo alle nuove terapie e strategie preventive mirate su scala nazionale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA




