7:09 pm, 11 Marzo 26 calendario

🌐 Animali conservati: risolto il mistero dei barattoli di Darwin

Di: Redazione Metrotoday
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Un nuovo studio scientifico ha finalmente svelato il mistero dei contenitori “sotto spirito” in cui animali raccolti da Charles Darwin durante il viaggio dell’HMS Beagle alle Galápagos sono stati preservati per quasi due secoli. La ricerca utilizza tecnologie all’avanguardia per capire cos’era davvero il liquido che ha mantenuto intatti questi esemplari, senza danneggiarli.

Barattoli storici, un mistero da oltre 180 anni

Nei sotterranei del Natural History Museum di Londra, una “Tank Room” poco nota al pubblico custodisce centinaia di barattoli in vetro contenenti animali preservati da Charles Darwin durante il suo celebre viaggio scientifico (1831‑1836). Pesci, rettili, piccoli mammiferi e invertebrati sono ancora conservati “sotto spirito”, ma per più di un secolo la composizione esatta del liquido all’interno di questi contenitori è rimasta un enigma. Scoprire quale sostanza fosse utilizzata è fondamentale per garantire la conservazione futura degli esemplari, evitando deterioramenti o danni chimici.

La scienza che guarda dentro ai barattoli

Per affrontare il problema di analizzare campioni antichi senza aprire i barattoli — rischio che potrebbe compromettere l’integrità degli animali — i ricercatori hanno impiegato una tecnica innovativa: la Spettroscopia Raman a spostamento spaziale (SORS), un metodo laser portatile che può leggere la composizione chimica attraverso il vetro.

Questa tecnologia ha permesso agli scienziati di analizzare 46 esemplari storici, inclusi alcuni raccolti dallo stesso Darwin, senza alcuna apertura fisica dei contenitori. La precisione di questa analisi è risultata efficace nell’80 % dei casi, con ulteriori determinazioni parziali nel 15 %, consentendo di capire cosa realmente ha mantenuto preservati quei campioni per quasi due secoli.

Cos’era davvero lo “spirito” di conservazione

Contrariamente all’idea di un fluido unico e standard, lo studio ha dimostrato che non esisteva una sola formula chimica per tutti i campioni. La composizione del liquido di conservazione variava in modo significativo a seconda del tipo di organismo:

  • Mammiferi e rettili erano solitamente fissati con formaldeide (formalin) e poi immersi in etanolo per la conservazione a lungo termine.

  • Invertebrati marini e altri organismi delicati erano spesso conservati in soluzioni più complesse, talvolta con additivi come glicerolo o soluzioni tampone per proteggere i tessuti più fragili.

Questa diversità indica che la conservazione non seguiva un protocollo unico ma era invece adattata alle esigenze biologiche dei diversi organismi che Darwin aveva raccolto. L’uso combinato di fissativi e solventi chimici, scelti in base alla natura dell’esemplare, rifletteva le pratiche museali e i limiti tecnici dell’epoca.

Perché questa scoperta conta

La possibilità di identificare le diverse composizioni dei liquidi di conservazione storici ha un valore pratico e scientifico molto più ampio:

  • offre una base per valutare la stabilità dei campioni, potendo intervenire prima di eventuali deterioramenti;

  • permette di confrontare le tecniche di conservazione storiche con quelle moderne, migliorando la manutenzione preventiva delle collezioni;

  • contribuisce a comprendere meglio la storia materiale di questi oggetti scientifici, rivelando come i metodi scelti riflettessero esigenze funzionali e conoscenze del tempo.

Gli esemplari studiati non solo raccontano la storia naturale delle specie raccolte da Darwin, ma ora parlano anche delle pratiche museali e tecniche chimiche che li hanno preservati integri fino a oggi — un dettaglio fondamentale per i curatori e i ricercatori che continueranno a studiare la collezione.

Una finestra sulla storia della scienza

Questa ricerca non cambia la storia delle teorie di Darwin, ma espande la nostra comprensione di come la scienza e la museologia storica si siano evolute nel tempo. Le tecnologie moderne come la spettroscopia Raman permettono oggi di guardare dentro i barattoli senza correre rischi, trasformando il mistero in conoscenza tangibile.

In definitiva, quello che per decenni è stato un semplice mistero da museo si sta rivelando una risorsa preziosa per la conservazione futura e la comprensione delle tecniche scientifiche del passato, rafforzando il valore storico e scientifico delle collezioni di Darwin per le generazioni future.

11 Marzo 2026 ( modificato il 28 Febbraio 2026 | 19:13 )
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