10:48 pm, 10 Marzo 26 calendario

Lotta tra creatività femminile e voglia maschile di controllarla

Di: S.D.P.
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“Gli uomini hanno costruito il mondo per soddisfare i propri bisogni, io donna forse potrei immaginare una casa diversa per concepire un altro mondo” pensava  l’architetta irlandese Eileen Gray prima di costruire la ‘sua’ casa.

Non una casa come un’altra. Ma la casa sul mare a Roquebrune-Cap-Martin, in Costa Azzurra,  considerata un simbolo dell’architettura moderna che lei progettò  nel 1929 insieme a Jean Badovici e che folgorò Le Corbusier sino a diventare per lui una sorta di ossessione . Non fu un caso se arrivò a dipingere murali sulle sue pareti bianche senza il permesso della Gray e se vicino alla casa costrui persino il suo Cabanon per non allontanarsi da li e imporre in quel luogo la sua presenza.

Parliamo quindi di una casa icona, di una casa ossessione, di una casa sogno, di una casa lotta tra la creatività femminile e la voglia maschile di controllarla.  Di una casa al centro dell’intrigante film  ‘E.1027-Eileen Gray e la casa sul mare’ che sarà nei nostri cinema dal 12 marzo e che è firmato dai registi-sceneggiatori Beatrice Minger e Christoph Schaub.

Mix di doc e fiction, di teatro e cinema e mix di sogni e di storia, per i registi “è una storia con al centro  un conflitto irrisolto. Si potrebbe sostenere che Le Corbusier non abbia fatto nulla di “sbagliato”: quando arrivò, Eileen Gray non viveva più nella casa, e Jean Badovici gli diede il permesso di dipingere i murali. Ma è accettabile appropriarsi della visione artistica di un’altra persona? Per me, no. Da questa inquietudine è nato il film. La violazione non riguarda solo le pareti bianche di una casa. All’inizio del Novecento, le artiste erano confinate agli spazi interni – arredi, decorazione, pittura, scrittura. Gray infranse quel limite entrando nel territorio maschile dell’architettura. Le Corbusier, lo “Zeus” del modernismo francese, reagì cercando di ricondurla al suo posto.Gray dovette affermarsi come una delle prime architette in un mondo dominato dagli uomini-. Portò una voce femminile nel dibattito modernista. L’interesse di Le Corbusier per la sua casa generò una storia emotiva, quasi un dramma. Per raccontarla abbiamo scelto un approccio radicale: niente interviste, niente esperti, niente ricerca della “verità” documentaria. Abbiamo preferito l’astrazione: creare uno spazio cinematografico dove emozioni e domande potessero emergere. Un luogo in cui anche Eileen Gray potesse interrogare sé stessa”.

Come dire non solo il  racconto di un progetto diventato emblema dell’architettura moderna ma anche di uno scontro tra visioni del mondo: “Le Corbusier incarnava il mito del genio maschile, competitivo e abilissimo nel promuovere sé stesso. Gray era l’opposto: un’artista inquieta, introspettiva,che si percepiva più come un medium che come una creatrice. Scelse sempre la libertà artistica al posto del potere o dello status. Le Corbusier non si appropriò della sua casa perché lei era una donna,perché non sopportava la sua prospettiva diversa, la sua sensibilità, la sua forza, la sua libertà. Ancora oggi studiosi e restauratori discutono su responsabilità e paternità. La stessa ristrutturazione della villa è stata segnata da visioni opposte. Oggi E.1027 è un museo aperto al pubblico, dove queste due letture convivono e si confrontano. Il dibattito continua”.

10 Marzo 2026
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