11:58 am, 6 Marzo 26 calendario

🌐 Un olfatto difettoso può essere un segnale dell’Alzheimer

Di: Redazione Metrotoday
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La perdita dell’olfatto potrebbe essere molto più di un semplice effetto dell’età: rappresenta uno dei primi segnali indicativi della malattia di Alzheimer, legato a un meccanismo biologico specifico che colpisce direttamente la connessione nervosa responsabile della percezione degli odori nel cervello. Nuove scoperte scientifiche gettano luce su come e perché questo sintomo possa emergere prima dei tradizionali problemi cognitivi e di memoria associati alla malattia.

Olfatto e Alzheimer: il collegamento biologico

Uno degli aspetti più sorprendenti nella ricerca sull’Alzheimer riguarda il ruolo dell’olfatto come possibile indicatore precoce della malattia. Secondo uno studio pubblicato su Focus.it, un meccanismo del sistema immunitario del cervello può danneggiare prematuramente le vie nervose che collegano il bulbo olfattivo al sistema nervoso centrale, compromettendo così la capacità di percepire gli odori. Questo processo si verifica molto prima della comparsa dei classici sintomi cognitivi dell’Alzheimer.

I ricercatori del Centro tedesco per le malattie neurodegenerative e della Ludwig‑Maximilians‑Universität di Monaco hanno osservato, sia in tessuti umani sia in modelli murini, che cellule immunitarie chiamate microglia possono “sminuzzare” connessioni neurali chiave tra il bulbo olfattivo e altre aree cerebrali coinvolte nella percezione degli odori. Questo fenomeno potrebbe spiegare perché molte persone con Alzheimer iniziano a perdere l’olfatto prima di manifestare altri sintomi evidenti.

Un indicatore precoce prima della memoria

La riduzione dell’olfatto può precedere di anni i sintomi cognitivi classici dell’Alzheimer, come problemi di memoria o difficoltà di pensiero. In numerose ricerche cliniche e osservazionali sul declino sensoriale e sulle demenze, la funzione olfattiva è emersa come uno dei primi segnali che qualcosa non va nel cervello.

Studi epidemiologici suggeriscono inoltre che individui con un marcato deficit olfattivo oggi hanno un rischio maggiore di sviluppare decadimento cognitivo e demenza in futuro. In particolare, nei portatori di specifiche varianti genetiche associate all’Alzheimer, la perdita dell’olfatto potrebbe manifestarsi prima e in modo più evidente.

Perché l’olfatto è così sensibile alle malattie neurodegenerative

A differenza di altri sensi, l’olfatto ha una connessione diretta con regioni profonde del cervello coinvolte sia nella percezione sensoriale sia nella memoria e nelle emozioni. Queste aree sono anche fra le prime ad essere interessate dalla neurodegenerazione tipica dell’Alzheimer.

In condizioni normali, le cellule olfattive nelle cavità nasali inviano segnali al bulbo olfattivo, che li elabora e li trasmette ad altre regioni del cervello. Quando queste vie neuronali vengono eliminate o danneggiate, la percezione degli odori diminuisce o si perde del tutto. L’impatto del sistema immunitario nelle primissime fasi della malattia è stato ora messo in evidenza come un possibile fattore critico.

Rilevanza della diagnosi precoce

Riconoscere la perdita dell’olfatto come possibile segnale precoce dell’Alzheimer apre nuove prospettive nel campo della diagnosi precoce e potrebbe portare allo sviluppo di test olfattivi clinici come parte di programmi di screening per il deterioramento cognitivo.

La diagnosi precoce è considerata un elemento fondamentale nella gestione dell’Alzheimer, perché offre la migliore opportunità di intervenire prima che i sintomi diventino invalidanti. Anche se la perdita dell’olfatto non è un indicatore esclusivo — poiché può essere causata anche da altre condizioni, come infezioni virali o sinusiti — la sua correlazione con la neurodegenerazione è sempre più supportata da prove scientifiche.

Tra normale invecchiamento e segnali 

È importante sottolineare che un certo declino dell’olfatto può far parte del normale processo di invecchiamento, ma una perdita olfattiva rapida o marcata deve essere valutata con attenzione. Differenziare tra gli effetti dell’età e i possibili segnali di malattia richiede un approccio clinico completo, che includa esami neurologici, test cognitivi e valutazioni sensoriali.

Il naso come “sentinella” della salute del cervello

La scoperta che un olfatto difettoso può essere un segnale precoce di Alzheimer rappresenta un passo avanti significativo nella nostra comprensione delle fasi iniziali della malattia e delle opportunità di diagnosi precoce. Questo nuovo quadro biologico getta luce su perché alcune persone perdono l’olfatto prima di altri sintomi più evidenti e suggerisce che i test olfattivi potrebbero un giorno diventare uno strumento utile nella prevenzione e nel monitoraggio del declino cognitivo.

6 Marzo 2026 ( modificato il 20 Febbraio 2026 | 12:03 )
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