6:31 pm, 6 Marzo 26 calendario

🌐 Terzjus Report: Terzo settore motore di crescita sociale e economia

Di: Mascia Consorte
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Il Terzjus Report 2025 conferma il ruolo centrale del Terzo settore nell’economia e nel welfare italiano: partecipazione civica, donazioni, 5 per mille, occupazione e amministrazione condivisa segnano trend di crescita, ma restano sfide strutturali da affrontare per trasformare la riforma in qualità del lavoro e sostenibilità.

La presentazione del Terzjus Report 2025 a Roma segna un punto di svolta per il Terzo settore italiano. A quasi dieci anni dall’avvio della riforma legislativa, il quadro normativo si completa e il comparto si afferma come attore strategico per il welfare, lo sviluppo sociale e l’economia inclusiva del Paese. Il rapporto, illustrato oggi a Palazzo Wedekind da istituzioni, rappresentanti del governo e delle reti associative, presenta un’immagine di forte dinamismo, partecipazione civica crescente e centralità delle organizzazioni della società civile nei processi di co-programmazione con la pubblica amministrazione.

Il Terzo settore non solo resiste alle sfide: cresce, si innova e diventa motore di sviluppo sociale, spingendo verso modelli di welfare comunitario e sostenibile. Le principali evidenze emerse dal Terzjus Report 2025 fotografano un comparto che ha saputo consolidarsi e guardare avanti, affrontando con efficacia la transizione normativa ma confrontandosi al contempo con questioni strutturali irrisolte.

Partecipazione civica e digitale: l’avanguardia si rinnova

Il rapporto evidenzia come la partecipazione civica online e offline sia in netto aumento. Quella digitale emerge come una vera e propria “avanguardia civica”, con oltre il 5% dei volontari attivi esclusivamente online e un ulteriore 34% capace di combinare azioni digitali e presenza fisica. Questa nuova generazione di cittadini impegnati è giovane, istruita, informata e utilizza il digitale come leva di cittadinanza attiva, segnando una trasformazione profonda delle forme di impegno volontario.

La sfida per le reti associative e i Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) sarà trasformare questo attivismo “a bassa soglia” in impegno stabile e strutturato, rafforzando competenze organizzative e capacità di coinvolgimento, soprattutto nei contesti territoriali più marginali.

Donazioni e 5 per mille: fiducia ai massimi storici

Un altro elemento chiave del report riguarda la crescita delle donazioni e della destinazione del 5 per mille. Nel 2024 quasi 18 milioni di contribuenti – pari al 42,2% del totale – hanno scelto di destinare il 5 per mille del proprio reddito a un ente del Terzo settore, segnando un record storico. Anche le erogazioni liberali mostrano una forte crescita: tra il 2019 e il 2023 il numero di donatori è aumentato del 30%, mentre il valore complessivo delle donazioni è cresciuto del 34%, superando i 695 milioni di euro.

Questi dati indicano che la sussidiarietà fiscale funziona e rafforza il legame tra cittadini e comunità, con un impatto diretto sulla capacità delle organizzazioni sociali di operare con maggiore autonomia e sostenibilità.

Occupazione in crescita, ma persistono disparità

Nel 2025 il Terzo settore italiano conta oltre 817.500 occupati, segnando una crescita del 20% rispetto al 2019. Di questi, oltre l’80% è impiegato nelle imprese sociali. La quota di occupazione femminile è particolarmente significativa (73%), con un’alta incidenza di contratti a tempo indeterminato (93%).

Tuttavia, il rapporto sottolinea come resti aperta una questione salariale rilevante, con retribuzioni inferiori del 25‑30% rispetto alla media del settore privato tradizionale. La bassa retribuzione media (13.331 euro) e la prevalenza di part‑time tra le lavoratrici evidenziano la necessità di politiche più incisive per contrastare il rischio di lavoro povero e valorizzare il lavoro nel settore sociale.

Amministrazione condivisa: una rivoluzione silenziosa

Tra le novità più rilevanti del report vi è la diffusione degli strumenti di amministrazione condivisa tra pubblica amministrazione ed enti del Terzo settore. L’Università della Valle d’Aosta ha censito quasi 3.200 avvisi di coprogrammazione e coprogettazione pubblicati tra il 2018 e il 2024, con un’impennata significativa dopo il 2021.

Questo trend indica che la collaborazione con le istituzioni pubbliche sta diventando ordinaria nella progettazione del welfare socio‑sanitario, consolidando una nuova modalità di intervento cooperativo. Tuttavia, per consolidare questa trasformazione servono formazione specifica per i funzionari pubblici, risorse adeguate e strumenti di valutazione dell’impatto sociale che siano condivisi e affidabili.

Il RUNTS cresce: verso 160.000 enti iscritti

Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) supera nel 2025 i 140.000 enti iscritti, segnando un avanzamento importante nella trasparenza e nella visibilità del comparto. Di questi, oltre 51.000 sono nuovi ingressi che non erano presenti nei registri precedenti.

L’obiettivo è raggiungere 160.000 enti iscritti entro la fine del 2026, con il completamento del processo di passaggio delle ONLUS al nuovo sistema. Un trend che rafforza l’identità del settore e la sua capacità di incidere in modo strutturato sulla risposta ai bisogni sociali.

PANES: l’Italia verso una strategia nazionale per l’economia sociale

Il 2025 segna anche l’avvio dell’iter legislativo del Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale (PANES), che pone l’Italia tra i Paesi europei dotati di una strategia strutturata per sostenere e sviluppare l’economia sociale. Il piano definisce un perimetro culturale e giuridico per le organizzazioni sociali – cooperative, imprese sociali, ETS, enti religiosi, società di mutuo soccorso e SSD – e promuove strumenti per favorire finanza, fiscalità, public procurement e aiuti di Stato.

Una approvazione rapida del PANES e l’attivazione di comitati di esperti, piani territoriali e incentivi per gli investimenti nelle imprese sociali sono considerati passaggi fondamentali per dare centralità alla economia sociale come modello di sviluppo sostenibile, innovativo e inclusivo.

Orizzonte 2027: trasformare la riforma in qualità e impatto

Guardando al futuro, il rapporto indica che la riforma normativa del Terzo settore è ormai completata, ma la vera sfida ora è trasformare numeri e regole in qualità del lavoro sociale, sostenibilità economica e impatto sociale misurabile. Tra le priorità emergono:

  • sblocco dei Titoli di solidarietà e incentivi fiscali per gli investimenti nelle imprese sociali

  • interventi strutturali sull’IRAP, che penalizza gli enti labor‑intensive

  • rafforzamento delle reti associative e dei CSV per accompagnare l’evoluzione del volontariato e dell’impegno civico.

La transizione da un modello di supporto alla pubblica amministrazione a un ruolo di innovazione sociale autonoma rappresenta la nuova frontiera del Terzo settore italiano.

Un nuovo inizio per il Terzo settore

Il Terzjus Report 2025 restituisce l’immagine di un comparto in forte crescita, con una partecipazione civica sempre più diffusa, donazioni record, un mercato del lavoro in espansione e una collaborazione istituzionale consolidata. Allo stesso tempo, evidenzia sfide cruciali da affrontare per garantire equità salariale, sostenibilità economica e maggior riconoscimento delle competenze.

Il messaggio emerso è chiaro: la riforma normativa è solo l’inizio. Ora serve trasformare regole e numeri in qualità del lavoro, innovazione sociale e sviluppo territoriale, facendo del Terzo settore una leva strategica per la coesione sociale e l’economia del Paese verso il 2027.

6 Marzo 2026
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