🌐 Lattine nei supermercati vietate, rischio tumori e di fertilità
Secondo l’allarme lanciato dal prof. Matteo Bassetti, alcune lattine nei supermercati che contengono Bisfenolo A (BPA) possono rappresentare un potenziale rischio di tumori e problemi di fertilità per i consumatori. La normativa europea ha vietato il BPA nei materiali a contatto con gli alimenti, ma molti prodotti con rivestimenti che lo contengono sono ancora in vendita durante il periodo di transizione. In questo approfondimento spieghiamo quali lattine fare attenzione e tutte le alternative più sicure disponibili.
Cosa c’è dietro il divieto di lattine nei supermercati
Dal 20 gennaio 2025 l’Unione Europea ha vietato l’uso del Bisfenolo A (BPA) nei materiali destinati al contatto con gli alimenti. Tuttavia, per favorire l’adeguamento dell’industria alimentare, è stato previsto un periodo di transizione fino al 2028, durante il quale alcune lattine e barattoli conformi alle regole precedenti possono ancora essere venduti sugli scaffali dei supermercati.
Il Bisfenolo A è un composto chimico utilizzato dalla metà del XX secolo per produrre plastiche e resine epossidiche, spesso presenti come rivestimento interno delle lattine alimentari e delle bevande in lattina.
Quali rischi per la salute associati al BPA
Secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, il Bisfenolo A è considerato un interferente endocrino, ovvero una sostanza che può imitare l’azione degli estrogeni e alterare il sistema ormonale. Questa caratteristica può essere associata a potenziali problemi di fertilità, pubertà precoce, obesità, diabete e alcuni tumori ormono‑dipendenti, se l’esposizione è ripetuta e prolungata.
Gli interferenti endocrini come il BPA sono riconosciuti a livello europeo anche da agenzie chimiche e di sicurezza, che li classificano come sostanze di preoccupazione per la salute riproduttiva e il sistema ormonale.

Quali lattine evitare
Durante il periodo di transizione è possibile imbattersi in lattine e barattoli di alimenti che ancora contengono BPA nei loro rivestimenti interni. Tra quelli più comuni nei supermercati si trovano:
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lattine di legumi, come ceci, fagioli e lenticchie;
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barattoli di sughi o conserve vegetali;
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lattine di bevande, incluse alcune energy drink;
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prodotti in scatola con rivestimento metallico interno non ancora aggiornato allo standard senza BPA.
Non tutte le lattine sono chiaramente etichettate per la presenza di BPA, quindi è importante leggere con attenzione le indicazioni in etichetta e, in caso di dubbio, preferire alternative non metalliche.
Come ridurre l’esposizione al BPA
Gli esperti sottolineano che non è il consumo occasionale a determinare un rischio immediato, ma l’esposizione ripetuta nel tempo:
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evitare il consumo frequente di alimenti in lattine o barattoli rivestiti che possono contenere BPA;
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non riscaldare cibi in contenitori in plastica nel microonde, poiché il calore può favorire il rilascio di sostanze chimiche;
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preferire alimenti con confezioni alternative più sicure.
Alternative più sicure vetro, acciaio e ceramica
Per abbattere il potenziale rischio legato ai materiali di imballaggio, le opzioni indicate come più sicure per conservare e cucinare alimenti sono:
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contenitori in vetro, che non rilasciano sostanze chimiche nel cibo;
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recipienti in acciaio inossidabile per conservazione e trasporto degli alimenti;
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utensili e piatti in ceramica per cottura e microonde.
Questi materiali sono largamente disponibili nei supermercati e nei negozi di casalinghi e, a differenza delle lattine con rivestimenti BPA, non interferiscono con il sistema endocrino.
Normative UE e gli obblighi dell’industria
La normativa europea sul BPA non riguarda solo le lattine, ma tutti i materiali a contatto con gli alimenti. La progressiva messa al bando riflette la valutazione scientifica dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sull’abbassamento dei livelli considerati sicuri di esposizione al Bisfenolo A.
Entro il 2028, le aziende dovranno adeguare completamente i loro imballaggi per eliminare l’uso di BPA nei prodotti alimentari, portando a una transizione verso materiali alternativi più sicuri e trasparenti anche per i consumatori.

Rischio reale o cautela preventiva
L’allarme di Matteo Bassetti non va interpretato come una minaccia immediata da ogni singola lattina, ma come un invito alla consapevolezza dei consumatori riguardo ai materiali che entrano in contatto con gli alimenti. Con l’attuale normativa europea in fase di transizione, è prudente limitare l’esposizione ripetuta al Bisfenolo A scegliendo alternative sicure come vetro, acciaio o ceramica per una routine alimentare più salutare.
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