đ Firenze, gettata in Arno la statua di Clet: recuperata decapitata
Un atto vandalico contro lâarte pubblica a Firenze: la statua âLâUomo Comuneâ di Clet è stata gettata nel fiume Arno e recuperata priva della testa; lâartista francese lancia un appello alla cittadinanza per ritrovare la parte mancante e offre in cambio una sua opera.
Nel cuore di Firenze, un gesto di vandalismo ha scosso cittadini, turisti e appassionati dâarte: nella notte tra venerdĂŹ e sabato scorsi, la celebre scultura di Clet Abraham, conosciuta come âLâUomo Comuneâ, è stata sradicata dalla sua consueta posizione sul Ponte alle Grazie e gettata nelle acque dellâArno. La statua, simbolo di arte contemporanea e icona urbana amata da residenti e visitatori, è stata successivamente recuperata dal fiume ma senza la testa, ormai scomparsa.

La scultura, installata per la prima volta nel 2014, rappresenta una figura stilizzata con un piede sospeso sopra il vuoto, unâopera che ha contribuito a definire il volto contemporaneo di Firenze, generando spesso dibattiti sul ruolo dellâarte pubblica nello spazio urbano. Non è la prima volta che lâinstallazione viene bersaglio di atti di danneggiamento, ma lâepisodio di questa settimana ha suscitato particolare indignazione per lâentitĂ del gesto.
La scoperta dellâaccaduto è avvenuta al mattino, quando i membri di un circolo di canottieri che si trovavano lungo lâArno hanno individuato la statua adagiata tra le acque, visibilmente danneggiata e priva della testa. Le parti ritrovate dellâopera mostrano chiari segni di violenza fisica, sollevando interrogativi non solo sulle motivazioni dellâatto ma anche sulla vulnerabilitĂ delle opere dâarte pubbliche ai gesti di vandalismo.
In un video pubblicato sui social, lo stesso Clet Abraham ha commentato lâaccaduto con profonda amarezza, sottolineando che âlâarte costruisce, il vandalismo invece distruggeâ e annunciando che offrirĂ una sua opera in regalo a chi riuscirĂ a ritrovare e restituire la testa dellâinstallazione prima che venga trascinata via dalle correnti verso Pisa. Questo appello ha rapidamente fatto il giro della cittĂ , trasformando lâevento in un invito civico a proteggere e valorizzare il patrimonio artistico locale.

Lâopera, che da anni arricchisce il panorama artistico urbano fiorentino, era spesso fotografata e commentata dai passanti proprio per il suo posizionamento suggestivo e il forte impatto visivo. La figura di Clet è nota per le sue provocazioni artistiche che intrecciano lo spazio pubblico con riflessioni sul quotidiano, e questa vicenda ha riacceso lâattenzione sulla sua presenza nella cittĂ e sulla capacitĂ dellâarte contemporanea di stimolare dibattito e partecipazione sociale.
Le reazioni della comunitĂ fiorentina sono state immediate: residenti, operatori culturali e istituzioni hanno espresso solidarietĂ allâartista e condanna per lâatto vandalico, considerato non solo un danno materiale ma anche un colpo al senso civico e allâidentitĂ culturale condivisa. Lâassessore regionale alla cultura ha definito il gesto âgrave e incivileâ, sottolineando che colpire unâopera dâarte significa colpire i valori di creativitĂ e partecipazione che essa rappresenta per la comunitĂ .
La polizia locale e le autoritĂ competenti hanno avviato accertamenti per identificare i responsabili, mentre la cittĂ si interroga sullâimportanza della tutela delle opere dâarte pubbliche. Nel contempo, lâappello di Clet ha trovato eco tra fiorentini e visitatori: il ritrovamento della testa dellâUomo Comune è diventato simbolo di una sfida civica, un modo per riaffermare lâimportanza della cura e del rispetto delle espressioni artistiche che arricchiscono lo spazio urbano.

Questa vicenda mette in evidenza un tema ricorrente nelle cittĂ dâarte moderne: la difficoltĂ di coniugare apertura e accessibilitĂ degli spazi pubblici con la protezione attiva dei beni culturali, un equilibrio delicato che richiede la partecipazione attiva della collettivitĂ .
In attesa di ulteriori sviluppi sulle indagini, Firenze resta al centro dellâattenzione per un episodio che non riguarda solo la distruzione di una statua ma lâintera relazione tra arte, comunitĂ e responsabilitĂ civile.
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