11:45 pm, 5 Marzo 26 calendario

🌐 Dubai, italiani in fuga? Gli influencer restano negli Emirati

Di: Camilla Locoratolo
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Dubai e italiani al centro del dibattito mentre l’escalation militare con l’Iran spinge turisti e residenti a lasciare gli Emirati. Ma molti influencer italiani che vivono a Dubai minimizzano la crisi e dichiarano di non voler tornare in Italia, riaprendo il confronto su fiscalità, stile di vita e sicurezza nel Golfo.

Dubai e italiani: tra fuga e permanenza

L’escalation militare legata al conflitto con l’Iran ha trasformato Dubai in uno dei luoghi più osservati del momento. Da una parte centinaia di stranieri stanno cercando di lasciare gli Emirati Arabi Uniti; dall’altra, molti italiani che vivono stabilmente nella città – soprattutto influencer e imprenditori digitali – continuano a difendere la scelta di restare.

Le immagini della fuga di turisti e residenti hanno fatto il giro del mondo. I prezzi dei jet privati sono saliti alle stelle mentre i più ricchi cercano di lasciare la città, mentre altri tentano di raggiungere Oman o Arabia Saudita in auto per trovare un volo disponibile.

Eppure, nello stesso momento, sui social network il racconto è molto diverso. Numerosi creator italiani pubblicano video dalle spiagge e dai locali della città, sostenendo che la vita a Dubai continua quasi normalmente.

Gli influencer: “Chi ci vuole tornare in Italia?”

Le dichiarazioni di diversi influencer italiani hanno acceso il dibattito nel Paese.

In molti video diffusi online, alcuni di loro affermano apertamente di non voler rientrare in Italia nonostante le tensioni. “Chi ci vuole tornare in Italia? Qui stiamo benissimo”, è una delle frasi che più ha fatto discutere, pronunciata da italiani residenti negli Emirati mentre mostravano la quotidianità della città.

Il fenomeno non è casuale. Negli ultimi anni Dubai è diventata una delle destinazioni preferite per influencer e creator digitali europei grazie a diversi fattori:

  • fiscalità molto vantaggiosa

  • burocrazia limitata per attività online

  • stile di vita lussuoso e mediatico

  • presenza di una grande comunità internazionale

Per molti di loro, dunque, Dubai non è solo una meta turistica ma una vera base economica e professionale.

La realtà della crisi: italiani bloccati e rientri difficili

Non tutti però condividono la stessa tranquillità.

Diversi italiani rimasti negli Emirati nei giorni degli attacchi hanno raccontato momenti di forte paura. Alcuni si sono rifugiati nei garage degli hotel durante gli allarmi, mentre altri hanno cercato di raggiungere il confine con l’Oman per poter rientrare in Europa.

La Farnesina ha organizzato operazioni di assistenza e voli di rientro per cittadini italiani bloccati nella regione, mentre centinaia di persone hanno cercato alternative di viaggio attraverso altri Paesi del Golfo.

Anche diverse personalità pubbliche italiane si sono ritrovate temporaneamente bloccate tra Dubai e Doha nei giorni successivi agli attacchi.

L’immagine di Dubai e la battaglia della comunicazione

Parallelamente alla crisi, si sta giocando anche una partita di comunicazione.

Il governo degli Emirati e numerosi residenti influenti stanno cercando di trasmettere un’immagine di normalità, condividendo video e immagini di centri commerciali, ristoranti e spiagge affollate. Alcuni video mostrano addirittura membri delle autorità locali passeggiare nei mall per rassicurare la popolazione.

L’obiettivo è chiaro: evitare che l’immagine internazionale della città venga compromessa da una guerra che, almeno finora, non ha trasformato Dubai in un vero teatro di combattimento.

Dubai e il “sogno fiscale” degli italiani

La discussione sul comportamento degli influencer ha riportato alla luce una questione più ampia: perché così tanti italiani scelgono Dubai.

Negli ultimi anni gli Emirati sono diventati una delle destinazioni preferite per imprenditori digitali, trader, consulenti e creator. La possibilità di lavorare online, unita a un sistema fiscale molto più leggero rispetto a quello europeo, ha favorito la nascita di una comunità italiana numerosa e visibile.

In molti casi si tratta di professionisti del web che producono contenuti sui social e che hanno trasformato la città in un palcoscenico permanente per il lifestyle digitale.

Una polemica che divide l’opinione pubblica

Le dichiarazioni di chi non vuole tornare in Italia hanno però suscitato critiche e ironie.

Sui social e nei commenti online molti utenti hanno accusato gli influencer di minimizzare la guerra o di raccontare una realtà troppo patinata rispetto alla situazione geopolitica reale.

Allo stesso tempo, altri difendono la scelta di restare, sottolineando che Dubai resta una città altamente organizzata e sicura anche in momenti di tensione regionale.

Il paradosso della crisi

Il caso degli italiani a Dubai racconta un paradosso tipico della globalizzazione contemporanea.

Da un lato c’è una guerra che provoca timori e spostamenti di massa; dall’altro una parte della comunità internazionale continua a vivere la città come simbolo di opportunità economica e libertà fiscale.

Per questo motivo il dibattito non riguarda solo la sicurezza nel Golfo, ma anche il modello economico che ha trasformato Dubai in una calamita per professionisti digitali europei.

Cosa può succedere ora

Molto dipenderà dall’evoluzione della crisi con l’Iran.

Se il conflitto dovesse intensificarsi, gli Emirati potrebbero diventare più esposti agli attacchi e aumenterebbe la pressione per lasciare la regione.

Per ora però la città continua a vivere una doppia realtà:

  • turisti e residenti che cercano di partire

  • influencer e imprenditori digitali che difendono la scelta di restare

Un contrasto che racconta non solo una crisi geopolitica, ma anche il rapporto sempre più complesso tra social media, immagine e realtà internazionale.

5 Marzo 2026 ( modificato il 6 Marzo 2026 | 0:04 )
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