11:40 am, 4 Marzo 26 calendario

🌐 BigMama ancora bloccata a Dubai sotto attacco: nuovo appello social

Di: Redazione Metrotoday
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La cantante BigMama, bloccata a Dubai a causa della crisi in Medio Oriente, lancia un nuovo appello social sulla sua difficile situazione di rientro in Italia mentre aumentano i rimpatri di altri connazionali.

Nel cuore di una crisi che ha paralizzato gli spostamenti aerei nel Golfo Persico, BigMama — all’anagrafe Marianna Mammone — torna a lanciare un messaggio ai propri follower dopo giorni di blocco a Dubai, ribadendo di essere ancora intrappolata negli Emirati Arabi Uniti e impegnata in una situazione di grande incertezza e paura.

Il nuovo appello social di BigMama e la situazione a Dubai

Domenica scorsa, BigMama aveva condiviso un video dai toni drammatici, con la voce spezzata e le lacrime agli occhi, in cui chiedeva aiuto per sé e per gli altri italiani rimasti bloccati dopo la chiusura dello spazio aereo causata dall’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele, Iran e alleati.

Nel nuovo breve post diffuso sui propri profili social la cantante scrive: “Noi siamo ancora qui”, confermando che nonostante gli sforzi e l’attenzione mediatica, non è riuscita a lasciare Dubai insieme ad altri connazionali.

Secondo il suo racconto, il volo per il ritorno è stato dirottato nel deserto nei pressi di Dubai dopo essere partita da Malè, alle Maldive. Da allora, BigMama e altre persone si trovano in hotel in attesa di indicazioni e aggiornamenti, continuando a percepire minacce missilistiche e vivendo momenti di paura.

Un clima di tensione e paura per molti italiani

La sua esperienza non è un caso isolato. Gli attacchi e la risposta di Teheran — che ha colpito anche gli Emirati Arabi — hanno determinato un’estesa chiusura degli aeroporti e cancellazioni di voli, lasciando migliaia di italiani bloccati tra Dubai, Abu Dhabi, Oman e altri Paesi del Golfo.

La Farnesina ha organizzato voli charter per agevolare il rientro, e il primo gruppo di 127 connazionali è atterrato a Roma Fiumicino il 2 marzo partendo da Mascate, in Oman.

Nei giorni successivi, altre operazioni di rimpatrio sono state attivate, tra cui voli da Muscat e Abu Dhabi che hanno riportato in Italia diversi cittadini, compresi studenti coinvolti in un programma formativo internazionale a Dubai.

Gli italiani nel Golfo: numeri e condizioni attuali

Secondo gli ultimi aggiornamenti, circa 2.500 italiani sono riusciti a rientrare in patria attraverso diversi canali, approfittando anche della lenta ripresa dell’operatività aeroportuale nell’area.

Tuttavia, restano molti casi critici, tra cui famiglie, turisti e studenti che non hanno ancora una data certa di partenza. A Dubai, oltre a BigMama, ci sono anche cittadini italiani a bordo di una nave da crociera (Msc Euribia) ancorata nel porto da tre notti*, con la compagnia impegnata a garantire un ritorno sicuro appena possibile.

Emergono anche storie drammatiche di persone il cui rientro è fondamentale per motivi sanitari, come una donna la cui presenza in Italia è cruciale per un trapianto di midollo di un parente malato.

Criticità nei rientri e appelli di solidarietà

Mentre il governo italiano continua gli sforzi diplomatici e logistici, molti rimpatriati hanno raccontato dei costi elevati per tornare, con voli fino a 3.000 euro, e delle difficoltà nel contattare le autorità competenti nei momenti più critici.

BigMama, con la sua nuova dichiarazione “Noi siamo ancora qui”, punta ancora una volta i riflettori sulla condizione dei cittadini italiani trattenuti a Dubai senza certezze su un possibile rientro immediato, chiedendo che le istituzioni e l’opinione pubblica continuino a prestare attenzione alla situazione.

Una situazione che resta drammatica

La crisi in Medio Oriente ha messo in luce le vulnerabilità dei sistemi di assistenza e i limiti delle infrastrutture di rientro per i cittadini italiani all’estero. Nonostante alcuni rimpatri siano già avvenuti, restano molte famiglie in attesa di tornare a casa, e la testimonianza di BigMama — attraverso i suoi appelli social — rappresenta un grido collettivo di ansia e incertezza.

Le autorità continuano a facilitare i rientri dove possibile, ma per molte persone come BigMama la fine di questa odissea non è ancora all’orizzonte.

4 Marzo 2026
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