8:40 pm, 2 Marzo 26 calendario

🌐 Il fisico Michael GuillĂ©n sostiene di aver trovato Dio nello spazio

Di: Redazione Metrotoday
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Un ex fisico di Harvard, Michael GuillĂ©n, ha recentemente proposto un’idea suggestiva che ha attirato l’attenzione dei media e del pubblico: secondo lui, la “dimora” di Dio potrebbe trovarsi a circa 439 miliardi di trilioni di chilometri dalla Terra, una distanza enorme che va ben oltre l’universo osservabile.

La tesi di GuillĂ©n si basa sul concetto di orizzonte cosmico, un limite oltre il quale la luce non ha avuto il tempo di raggiungerci a causa dell’espansione stessa dell’universo. Secondo questa interpretazione, oltre quel confine la luce non potrĂ  mai arrivare fino a noi, creando una “zona” permanente di invisibilitĂ .

GuillĂ©n collega questa idea a descrizioni teologiche del paradiso come un luogo “irraggiungibile” e propone che questo confine osservabile possa essere interpretato come la “collocazione” di Dio o del regno divino. La sua argomentazione intreccia passi della Bibbia con concetti di cosmologia moderna, in particolare la dinamica dell’espansione dell’universo.

Secondo la sua logica, a quell’enorme distanza la luce delle galassie che si trovano oltre l’orizzonte cosmico si allontanerebbe alla velocitĂ  della luce, rendendo la regione irraggiungibile anche in linea teorica, una caratteristica che GuillĂ©n equipara alla descrizione di una realtĂ  “oltre” la portata umana.

Tuttavia, l’interpretazione della comunitĂ  scientifica Ăš molto diversa: gli scienziati sottolineano che l’orizzonte cosmico non Ăš un luogo fisico nĂ© una destinazione nello spazio, ma piuttosto una limitazione osservativa dovuta all’espansione dell’universo. Significa che quella distanza non rappresenta un “luogo” reale dove si potrebbe collocare un’entitĂ  o una regione materiale; Ăš semplicemente il limite oltre il quale la luce non ci raggiunge.

Inoltre, la descrizione del tempo “che si ferma” oltre l’orizzonte cosmico Ăš spesso fraintesa nei racconti divulgativi: per un osservatore sulla Terra, la luce di un oggetto estremamente distante appare fortemente spostata verso il rosso (redshift) e puĂČ sembrare che il tempo “rallenti”, ma dal punto di vista delle leggi fisiche non Ăš una zona in cui il tempo non esiste o si blocca realmente.                                                

La teoria di GuillĂ©n non Ăš supportata da prove empiriche o modelli accademici consolidati, ma Ăš piuttosto un esercizio filosofico‑teologico che usa concetti scientifici per esplorare un tema metafisico. La scienza moderna non fornisce alcuna indicazione sperimentale che Dio possa essere localizzato in una posizione fisica specifica nell’universo, e nessun modello fisico accreditato collega l’orizzonte cosmico a una dimora divina.

In sintesi, l’idea di un “indirizzo spaziale” per Dio rimane una speculazione che sconfina tra cosmologia, filosofia e fede, e non rientra nella comprensione scientifica attuale dell’universo. Mentre ù affascinante e stimola il dibattito sul rapporto tra scienza, teologia e natura del cosmo, la comunità scientifica considera questi collegamenti interpretazioni personali e non evidenze empiriche.

2 Marzo 2026 ( modificato il 17 Febbraio 2026 | 20:42 )
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