đ Il fisico Michael GuillĂ©n sostiene di aver trovato Dio nello spazio
Un ex fisico di Harvard, Michael GuillĂ©n, ha recentemente proposto unâidea suggestiva che ha attirato lâattenzione dei media e del pubblico: secondo lui, la âdimoraâ di Dio potrebbe trovarsi a circa 439 miliardi di trilioni di chilometri dalla Terra, una distanza enorme che va ben oltre lâuniverso osservabile.

La tesi di GuillĂ©n si basa sul concetto di orizzonte cosmico, un limite oltre il quale la luce non ha avuto il tempo di raggiungerci a causa dellâespansione stessa dellâuniverso. Secondo questa interpretazione, oltre quel confine la luce non potrĂ mai arrivare fino a noi, creando una âzonaâ permanente di invisibilitĂ .
GuillĂ©n collega questa idea a descrizioni teologiche del paradiso come un luogo âirraggiungibileâ e propone che questo confine osservabile possa essere interpretato come la âcollocazioneâ di Dio o del regno divino. La sua argomentazione intreccia passi della Bibbia con concetti di cosmologia moderna, in particolare la dinamica dellâespansione dellâuniverso.
Secondo la sua logica, a quellâenorme distanza la luce delle galassie che si trovano oltre lâorizzonte cosmico si allontanerebbe alla velocitĂ della luce, rendendo la regione irraggiungibile anche in linea teorica, una caratteristica che GuillĂ©n equipara alla descrizione di una realtĂ âoltreâ la portata umana.
Tuttavia, lâinterpretazione della comunitĂ scientifica Ăš molto diversa: gli scienziati sottolineano che lâorizzonte cosmico non Ăš un luogo fisico nĂ© una destinazione nello spazio, ma piuttosto una limitazione osservativa dovuta allâespansione dellâuniverso. Significa che quella distanza non rappresenta un âluogoâ reale dove si potrebbe collocare unâentitĂ o una regione materiale; Ăš semplicemente il limite oltre il quale la luce non ci raggiunge.
Inoltre, la descrizione del tempo âche si fermaâ oltre lâorizzonte cosmico Ăš spesso fraintesa nei racconti divulgativi: per un osservatore sulla Terra, la luce di un oggetto estremamente distante appare fortemente spostata verso il rosso (redshift) e puĂČ sembrare che il tempo ârallentiâ, ma dal punto di vista delle leggi fisiche non Ăš una zona in cui il tempo non esiste o si blocca realmente.                        Â
La teoria di GuillĂ©n non Ăš supportata da prove empiriche o modelli accademici consolidati, ma Ăš piuttosto un esercizio filosoficoâteologico che usa concetti scientifici per esplorare un tema metafisico. La scienza moderna non fornisce alcuna indicazione sperimentale che Dio possa essere localizzato in una posizione fisica specifica nellâuniverso, e nessun modello fisico accreditato collega lâorizzonte cosmico a una dimora divina.
In sintesi, lâidea di un âindirizzo spazialeâ per Dio rimane una speculazione che sconfina tra cosmologia, filosofia e fede, e non rientra nella comprensione scientifica attuale dellâuniverso. Mentre Ăš affascinante e stimola il dibattito sul rapporto tra scienza, teologia e natura del cosmo, la comunitĂ scientifica considera questi collegamenti interpretazioni personali e non evidenze empiriche.
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