10:54 am, 1 Marzo 26 calendario

🌐 Gli attacchi di squali all’uomo aumentati del 50%: trend in salita

Di: Redazione Metrotoday
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Secondo l’ultimo rapporto dell’International Shark Attack File, gli attacchi di squali all’uomo sono aumentati del 50% nel 2025 rispetto all’anno precedente, con un incremento sia nei casi non provocati sia nei decessi. Questo aumento ha riportato al centro del dibattito pubblico la percezione del rischio legato agli squali e le misure di sicurezza sulle coste più frequentate.

Secondo il dato più aggiornato disponibile, gli attacchi di squali all’uomo sono aumentati del 50% nel 2025, con 65 casi registrati a livello mondiale di attacchi non provocati, contro i 47 dell’anno precedente. Il dato è stato ufficializzato nel database dell’International Shark Attack File, gestito dal Programma di Ricerca sugli Squali dell’Università della Florida, e rappresenta un significativo incremento anno su anno. Questo rialzo ha comportato anche un aumento dei decessi collegati agli attacchi, passando da 7 a 12 persone nel corso dello stesso periodo.

Un trend in aumento, ma con contesto chiaro

L’aumento degli attacchi di squali all’uomo non significa necessariamente che gli squali siano diventati più aggressivi di prima. Gli esperti sottolineano che molte delle variazioni annuali nelle statistiche possono essere influenzate da fattori come l’incremento della presenza umana in acqua durante le attività ricreative, i cambiamenti climatici che alterano gli habitat degli animali e la maggiore accuratezza nella raccolta dei dati.

Ad esempio, luoghi come la Florida continuano a registrare il maggior numero di morsi non provocati, riflettendo sia la densità di popolazione sulla costa sia la frequenza con cui le persone entrano in acqua. Anche l’Australia mantiene posizioni di rilievo per numero di attacchi e decessi, soprattutto causati da specie come lo squalo bianco, lo squalo tigre e lo squalo toro.

Nonostante l’aumento percentuale, gli attacchi di squali restano fenomeni estremamente rari, soprattutto se confrontati ad altri pericoli marini: ad esempio, ogni anno migliaia di persone muoiono per annegamento o per incidenti legati alle condizioni del mare. Anche le statistiche storiche mostrano che, nel lungo periodo, il numero di morsi non provocati è relativamente stabile e che il 2024 stesso aveva segnato uno dei livelli più bassi di attacchi registrati negli ultimi decenni.

Perché la percezione cambia

L’attenzione mediatica agli attacchi di squali può aumentare rapidamente quando si verificano eventi tragici o numeri in crescita. Tuttavia, è importante ricordare che il rischio di essere attaccati da uno squalo è infinitamente più basso rispetto ad altri pericoli associati all’acqua, come annegamento o malori. L’aumento del 50% nei casi registrati è significativo dal punto di vista statistico, ma parte da una base estremamente bassa e non implica una “epidemia” di attacchi.

Le cause possibili dell’aumento

Secondo i ricercatori, l’incremento degli attacchi di squali all’uomo può dipendere da diversi fattori, tra cui:

  • Maggiore attività umana in acqua, soprattutto durante stagioni e località balneari affollate.

  • Cambiamenti climatici e riscaldamento degli oceani, che alterano gli habitat e le rotte migratorie di varie specie di squali.

  • Migliore raccolta dati e segnalazione degli incidenti, grazie a sistemi più avanzati di monitoraggio scientifico e di reportistica internazionale.

Nonostante la crescita dei casi, molte autorità marittime e organizzazioni di sicurezza sottolineano che le misure preventive sulle spiagge, come il pattugliamento, l’uso di droni e le comunicazioni di rischio, sono cruciali per ridurre ulteriormente il numero di incidenti.

Il quadro complessivo

Nel complesso, gli attacchi di squali all’uomo sono aumentati del 50% nel 2025, ma la loro frequenza resta eccezionalmente bassa rispetto ai milioni di persone che ogni anno entrano in mare. La statistica riflette più un cambiamento nelle condizioni ambientali e nei comportamenti umani che una trasformazione radicale nel comportamento dei predatori marini. Il fenomeno, pur restando sotto stretta osservazione degli scienziati, non deve alimentare paure irrazionali: gli squali continuano a svolgere un ruolo cruciale negli ecosistemi marini, e le attività di ricerca e prevenzione mirano a garantire sia la sicurezza delle persone sia quella delle specie marine.

1 Marzo 2026 ( modificato il 20 Febbraio 2026 | 10:57 )
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