12:24 pm, 1 Marzo 26 calendario

🌐 Genova, picchia i figli perché disturbata dal cellulare: a processo

Di: Redazione Metrotoday
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Una vicenda di maltrattamenti in famiglia scuote Genova: una donna di 31 anni è stata rinviata a giudizio con rito abbreviato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate nei confronti dei suoi due figli piccoli, di uno e tre anni, per avere reagito con violenza quando i bambini l’avrebbero “disturbata” mentre era al cellulare. Il processo è fissato per il 5 marzo davanti alla giudice Angela Nutini.

La dinamica dei fatti: dalla denuncia all’avvio del processo

La Procura di Genova ha deciso di procedere dopo una denuncia presentata dal marito della donna, che aveva notato comportamenti aggressivi nei confronti dei bambini e lividi sul loro corpo, inizialmente giustificati dalla moglie come conseguenza di cadute. Tuttavia, insospettito, l’uomo fece installare telecamere di sorveglianza in casa con la scusa di prevenire furti.

I filmati registrati hanno mostrato scene di violenza fisica, con il figlio più grande colpito alla testa con un telecomando, schiaffeggiato e preso a calci mentre era a terra, e la piccola di un anno presa a schiaffi in testa. Tutto sarebbe avvenuto perché i bambini avrebbero chiesto attenzioni per mangiare, andare in bagno o ricevere affetto, interruzioni percepite dalla madre mentre era sul cellulare.

Le misure cautelari e il quadro giudiziario

Già lo scorso settembre, la giudice delle indagini preliminari, Carla Pastorini aveva adottato importanti provvedimenti: allontanamento dal nucleo familiare, divieto di avvicinamento ai minori e l’obbligo di utilizzare un braccialetto elettronico per monitorare l’eventuale violazione delle restrizioni. Queste misure sono state eseguite dagli agenti della Squadra Mobile su richiesta della Procura nell’ambito del codice rosso, la procedura d’urgenza per i reati di violenza domestica.

Secondo gli inquirenti, dai filmati è emerso un comportamento continuato di violenza gratuita e immotivata da parte della madre nei confronti dei figli in tenerissima età, definito dalla magistrata una violenza persecutoria aggravata.

Il ruolo del marito e le prove emerse

Il marito, dopo aver notato lividi sui corpi dei bambini e le spiegazioni poco convincenti della donna, ha deciso di installare telecamere per monitorare la casa. Le registrazioni hanno costituito la prova centrale nell’indagine, mostrando gli episodi di violenza che hanno portato alla denuncia e alle misure cautelari.

La Procura ha insistito per l’applicazione del codice rosso, che permette un intervento rapido nei casi di maltrattamenti e violenze in famiglia contro soggetti vulnerabili come i minori.

Le accuse formali e il futuro processo

Al centro dell’imputazione ci sono le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate. L’accusa sostiene che la donna abbia ripetutamente usato violenza fisica contro i figli in risposta a normali richieste di affetto e bisogni quotidiani, quali mangiare o usare il bagno, comportamenti considerati “disturbo” quando la madre era impegnata con il cellulare.

Il processo con rito abbreviato — che prevede tempi più rapidi rispetto al giudizio ordinario — inizierà il 5 marzo e sarà l’occasione per la difesa, rappresentata dall’avvocata Francesca Solporini, di presentare le proprie argomentazioni.

Il dibattito sui maltrattamenti in famiglia

Il caso ha richiamato l’attenzione su un tema più ampio di violenza domestica e responsabilità genitoriale, con reazioni di sconcerto per la natura dei fatti e per l’età molto giovane delle vittime. Episodi in cui i figli vengono picchiati da chi dovrebbe rappresentare per loro un ambiente sicuro sollevano interrogativi su come prevenire e intervenire in situazioni di rischio familiare.

Secondo gli esperti, oltre alle sanzioni penali, è spesso necessario attivare percorsi di supporto psicologico e sociale per tutelare i minori coinvolti e rompere cicli di violenza che possono avere conseguenze profonde sul benessere psico‑emotivo dei bambini.

La vicenda della madre di Genova, che ha reagito con violenza verso i suoi bambini perché “disturbata” mentre era al cellulare, è ora al centro di un processo penale che inizierà il 5 marzo con rito abbreviato. Le prove raccolte, in particolare i video delle telecamere installate dal marito, hanno mostrato comportamenti aggressivi e ripetuti nei confronti di figli in tenerissima età. Il caso solleva questioni delicate sulla tutela dei minori, la prevenzione dei maltrattamenti e l’intervento delle autorità quando la violenza domestica riguarda le fasce più vulnerabili.

1 Marzo 2026 ( modificato il 28 Febbraio 2026 | 12:27 )
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