9:07 am, 28 Febbraio 26 calendario

🌐 Usa e Israele attaccano l’Iran: Trump ribadisce “mai il nucleare”

Di: Redazione Metrotoday
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Usa e Israele attaccano l’Iran, attacco congiunto; Trump annuncia major combat operations e afferma che l’Iran “non avrà mai l’atomica”; esplosioni in tutto il paese e ritorsioni missilistiche in corso

In una delle più significative escalation militari degli ultimi anni nel Medio Oriente, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un massiccio attacco congiunto contro l’Iran sabato 28 febbraio 2026, segnando l’inizio di quello che il presidente statunitense Donald Trump ha definito “major combat operations nel paese. L’operazione, coordinata tra Washington e Tel Aviv, ha preso di mira infrastrutture militari, sistemi missilistici e obiettivi strategici in diverse città iraniane, tra cui Teheran, Isfahan, Qom, Karaj e Kermanshah.

La notizia ha fatto il giro del mondo in poche ore, con esplosioni udibili nella capitale iraniana e in molte altre località, mentre le forze israeliane annunciavano un attacco preventivo contro l’Iran, definito da Tel Aviv come necessario per neutralizzare “minacce imminenti”.

Trump: operazioni di combattimento in Iran e messaggio alle Guardie Rivoluzionarie

In un video diffuso sui social, Trump ha confermato che l’esercito statunitense ha avviato “major combat operations” in Iran, sottolineando che l’obiettivo principale è difendere gli Stati Uniti eliminando le “minacce imminenti” da parte del regime iraniano. Il presidente ha ribadito che l’Iran non potrà “mai sviluppare un’arma nucleare” e ha definito il regime di Teheran come un “pericolo terroristico” da neutralizzare.

“Questo regime terroristico non potrà mai avere un’arma nucleare. Lo dico di nuovo, non potranno mai avere un’arma nucleare”, ha affermato Trump, evidenziando la determinazione statunitense a distruggere le capacità missilistiche e navali iraniane.

Nelle stesse dichiarazioni, il presidente ha rivolto un monito diretto alle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC): “Depositate le armi o affrontate la morte certa”, offrendo presunta immunità solo a chi si arrendesse.

Esplosioni in Iran e reazioni militari regionali

Le prime ore del conflitto hanno visto esplosioni multiple a Teheran e in altri centri urbani, con colonne di fumo visibili nel cielo e sirene d’allarme attivate sia in Iran sia in Israele. Le autorità israeliane hanno riportato lancio di missili balistici da parte dell’Iran verso il proprio territorio, intensificando la dimensione militare dello scontro.

L’operazione congiunta è stata pianificata da settimane, secondo fonti di sicurezza israeliane, e avrebbe coinvolto attacchi simultanei via aria e mare da parte delle forze statunitensi e israeliane.

Motivi dell’offensiva e contesto internazionale

L’escalation arriva in un contesto già saturo di tensioni tra Iran, Stati Uniti e Israele: negoziati nucleari falliti, ripetuti avvertimenti da parte di Washington e Tel Aviv, e precedenti azioni militari, tra cui operazioni statunitensi nel 2025 contro siti nucleari iraniani.

Secondo quanto dichiarato da Trump, l’Iran avrebbe ripreso lo sviluppo del proprio programma nucleare nonostante attacchi precedenti e offerte di accordi diplomatici, spingendo gli Stati Uniti a “non tollerare più” tale minaccia.

Rischi di un conflitto più ampio e impatto globale

La decisione di avviare major combat operations in Iran ha immediatamente sollevato preoccupazioni a livello internazionale. Analisti avvertono che la guerra potrebbe allargarsi rapidamente coinvolgendo altri attori regionali e aumentando il rischio di un conflitto prolungato. La chiusura dello spazio aereo, l’interruzione di rotte commerciali e la minaccia di ritorsioni da parte di milizie sostenute dall’Iran rendono la situazione particolarmente volatile.

Le potenziali conseguenze sui mercati energetici, sui prezzi del greggio e sugli equilibri geopolitici globali sono già oggetto di analisi da parte di governi e istituti economici. L’Unione Europea e altre potenze mondiali hanno espresso profonda preoccupazione per un’escalation incontrollata che potrebbe travolgere l’intera regione mediorientale.

Una partita ad altissima posta per la sicurezza globale

Con l’attacco di oggi, Usa e Israele attaccano l’Iran in quella che potrebbe essere la fase più critica del conflitto in Medio Oriente degli ultimi anni. Le dichiarazioni ufficiali di Trump e le contromosse iraniane segnano l’inizio di un capitolo potenzialmente lungo e sanguinoso: le prossime ore saranno decisive per capire se la guerra potrà espandersi o se si apriranno nuove vie diplomatiche, ma la situazione rimane estremamente tesa e imprevedibile.

Si osservano con apprensione gli sviluppi, mentre la popolazione civile nei paesi coinvolti si trova già a fronteggiare gli effetti immediati di un conflitto che potrebbe rimodellare gli equilibri globali per anni a venire. Le “major combat operations” dichiarate da Trump segnano un punto di non ritorno nella storia delle relazioni tra Stati Uniti, Israele e Iran.

28 Febbraio 2026
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