🌐 Sayf a Sanremo e Tu mi piaci tanto: successo del rapper genovese
Sayf è uno degli artisti più chiacchierati e originali della 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026, in gara con il singolo “Tu mi piaci tanto” — una canzone che mescola rap, cantautorato e citazioni culturali dell’Italia contemporanea. Il testo del brano è diventato subito oggetto di dibattito per i suoi versi intensi e stratificati, che raccontano un Paese e un individuo attraverso immagini forti e ironiche.
Il rapper genovese, al suo primo debutto tra i “Big” del Festival di Sanremo, ha portato sul palco dell’Ariston una visione artistica che rompe con i cliché tradizionali della kermesse e introduce un linguaggio più urbano e personale che ha attirato l’attenzione del pubblico giovane.
Chi è Sayf
Sayf, nome d’arte di Adam Viacava, è un rapper di 26 anni nato a Genova da madre tunisina e padre italiano e cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure. È emerso nella scena urban italiana come uno dei profili più interessanti della nuova generazione, capace di fondere sonorità rap, pop e testi profondi con citazioni culturali e sociali.

La sua passione per la musica nasce da bambino, quando inizia a studiare la tromba alle scuole medie: questo background strumentale influenza ancora oggi il suo modo di comporre e di approcciarsi alla scrittura musicale. La sua carriera si sviluppa attraverso collaborazioni con collettivi e artisti come Rhove, Disme ed Ele A, mentre nel 2024 fonda il collettivo Genovarabe e firma con ADA/Warner Music, pubblicando l’EP Se Dio Vuole che lo porta alla ribalta nel circuito mainstream.
La sua musica ha iniziato a farsi conoscere dal grande pubblico grazie al successo estivo di brani come Sto bene al mare, realizzato insieme a Marco Mengoni e Rkomi, che ne ha consolidato il profilo artistico soprattutto tra le nuove generazioni.
“Tu mi piaci tanto”: testo, significato e struttura
“Tu mi piaci tanto” — in gara a Sanremo 2026 — è un brano urban pop scritto dallo stesso Sayf insieme a Luca Di Blasi e Giorgio De Lauri . La canzone si distingue per la sua struttura sonora che fonde rap, melodie orecchiabili e riferimenti culturali profondi, diventando uno degli esempi più originali del Festival di quest’anno.
Nel testo ricorrono immagini esplicite e citazioni della vita quotidiana italiana — dalla Liguria al ricordo dei Mondiali del 2006, fino ai nomi di grandi della cultura musicale italiana come Luigi Tenco — con una scrittura che osa accostare sarcasmo, introspezione e critica sociale. Il rapper definisce il brano una “canzonetta”, ma la stratificazione delle idee e la densità dei versi rivelano un lavoro artistico più complesso, centrato sulla percezione che Sayf ha del proprio paese e del mondo che lo circonda.

Il ritornello, ripetuto più volte con la frase “Tu mi piaci, tu mi piaci tanto”, diventa un manifesto di autenticità e affermazione di sé, mentre il resto del testo intreccia esperienze sociali, riferimenti politici e momenti di riflessione personale.
Temi, messaggi e impatto
La canzone parla non solo di amore, ma dell’Italia e degli italiani nel loro complesso, mettendo in luce contraddizioni, speranze e la ricerca di un’identità collettiva. Questo approccio tematico ha suscitato discussioni sia tra la critica che tra il pubblico — che ha riconosciuto nel pezzo una visione innovativa della musica rap sul palco dell’Ariston.
Nel corso della serata delle cover di Sanremo, Sayf si è esibito con Alex Britti e Mario Biondi in una reinterpretazione di Hit the Road Jack, classificandosi secondo nella classifica di quella performance: un segnale ulteriore della sua versatilità sul palco e della sua capacità di confrontarsi con repertori molto distanti dal suo stile originario.

Perché Tu mi piaci tanto sta facendo discutere
“Tu mi piaci tanto” si è imposto come una delle canzoni più discusse del Festival grazie alla sua capacità di raccontare l’Italia con linguaggi contemporanei, attingendo tanto alla cultura popolare quanto alla tradizione rap. Sayf ha scelto di presentare sul palcoscenico un pezzo che non si limita alla mera esibizione musicale, ma che invita all’ascolto attento e alla riflessione sulle contraddizioni del Paese.
Con il suo debutto a Sanremo come Big, Sayf ha segnato un punto di svolta nella percezione del rap italiano nelle competizioni canore mainstream, portando sul palco della storica manifestazione un linguaggio urbano, autentico e profondamente personale.
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