8:06 am, 28 Febbraio 26 calendario

🌐 Raid del Pakistan in Afghanistan: colpite Kabul e Kandahar

Di: Redazione Metrotoday
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Raid del Pakistan in Afghanistan: bombardate Kabul e Kandahar. L’escalation tra Islamabad e i Talebani riaccende la crisi regionale e aumenta il rischio di un conflitto aperto lungo il confine.

Nuova fiammata di tensione tra Pakistan e Afghanistan. Nelle ultime ore l’aviazione pakistana ha condotto una serie di raid oltreconfine, colpendo obiettivi che, secondo Islamabad, sarebbero riconducibili a gruppi armati ostili. Le esplosioni sono state segnalate anche nelle aree di Kabul e Kandahar, due centri simbolo del potere talebano.

Si tratta di uno degli attacchi più significativi degli ultimi mesi e segna un ulteriore deterioramento dei rapporti tra i due Paesi confinanti.

La versione di Islamabad

Le autorità pakistane hanno dichiarato che l’operazione militare era mirata contro basi e infrastrutture riconducibili al Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP), il gruppo armato responsabile di numerosi attentati in territorio pakistano. Secondo Islamabad, i miliziani troverebbero rifugio in aree afghane di confine, sfruttando la fragilità dei controlli e la complessità del territorio montuoso.

Il governo pakistano sostiene di aver agito per autodifesa, rivendicando il diritto di colpire postazioni terroristiche che minacciano direttamente la sicurezza nazionale.

Negli ultimi mesi, infatti, gli attacchi contro forze di sicurezza pakistane sono aumentati sensibilmente, soprattutto nelle province di Khyber Pakhtunkhwa e Belucistan. Islamabad accusa da tempo le autorità talebane afghane di non fare abbastanza per impedire al TTP di organizzare operazioni oltreconfine.

La reazione di Kabul

Dal canto loro, i Talebani al potere a Kabul – riuniti sotto la sigla dell’Talebani – hanno condannato con forza i bombardamenti, definendoli una violazione della sovranità afghana.

Kabul ha parlato apertamente di “aggressione” e ha avvertito che tali azioni rischiano di destabilizzare ulteriormente una regione già fragile.

Testimoni locali riferiscono di esplosioni avvertite anche nelle vicinanze di aree civili, alimentando timori per possibili vittime tra la popolazione. Le autorità afghane hanno annunciato l’apertura di un’indagine interna e non escludono una risposta diplomatica o militare.

Kandahar, roccaforte storica dei Talebani, rappresenta un centro nevralgico del potere politico e religioso del movimento. Colpire aree limitrofe a questa città assume quindi un valore simbolico oltre che strategico.

Un confine instabile

Il confine tra Pakistan e Afghanistan, noto come Linea Durand, è da decenni teatro di tensioni e controversie. Non riconosciuto formalmente da Kabul, rappresenta una delle frontiere più delicate dell’Asia meridionale.

Ogni operazione militare transfrontaliera rischia di trasformarsi in un casus belli, soprattutto in un contesto dove la fiducia reciproca è ai minimi storici.

Dalla presa del potere dei Talebani nel 2021, Islamabad sperava in una collaborazione più efficace contro i gruppi armati anti-pakistani. Tuttavia, le aspettative sono state in parte deluse: il TTP ha rafforzato le proprie capacità operative, sfruttando la riorganizzazione politica afghana.

Escalation e rischi regionali

L’episodio odierno si inserisce in un quadro di crescente instabilità. Le relazioni diplomatiche tra i due Paesi si sono progressivamente irrigidite, con reciproche accuse e richiami agli ambasciatori.

L’eventualità di una escalation militare non può essere esclusa, soprattutto se nuovi attacchi dovessero colpire il territorio pakistano nelle prossime settimane.

La comunità internazionale osserva con preoccupazione. Un conflitto aperto tra Pakistan e Afghanistan avrebbe ripercussioni non solo sulla sicurezza regionale, ma anche sugli equilibri geopolitici dell’intera area centro-asiatica. Il Pakistan è una potenza nucleare, mentre l’Afghanistan resta un Paese economicamente fragile e diplomaticamente isolato.

Impatto sulla popolazione civile

Oltre alle implicazioni strategiche, a pagare il prezzo più alto rischiano di essere i civili. Le aree di confine sono densamente popolate e caratterizzate da infrastrutture deboli.

Ogni bombardamento aumenta il rischio di vittime collaterali e alimenta un clima di paura che spinge nuove ondate migratorie.

Organizzazioni umanitarie hanno più volte denunciato la precarietà delle condizioni di vita nelle province orientali afghane, già provate da crisi economica, siccità e mancanza di servizi essenziali.

Prospettive diplomatiche

Nonostante la tensione, canali diplomatici restano aperti. Negli ultimi mesi si sono susseguiti incontri bilaterali per discutere sicurezza e cooperazione economica. Tuttavia, la fiducia reciproca appare compromessa.

La chiave per evitare una spirale di violenza sarà la capacità delle due leadership di trasformare lo scontro militare in un confronto politico.

Islamabad chiede garanzie concrete contro il TTP; Kabul, invece, pretende il rispetto della propria sovranità territoriale. Senza un meccanismo condiviso di controllo del confine e di intelligence congiunta, il rischio è che gli episodi di oggi si ripetano.

Una crisi che può allargarsi

L’instabilità tra Pakistan e Afghanistan si inserisce in un contesto internazionale già segnato da conflitti e tensioni. L’Asia meridionale rappresenta un crocevia strategico per rotte commerciali, interessi energetici e dinamiche di sicurezza globale.

I raid del Pakistan in Afghanistan, con il coinvolgimento di aree come Kabul e Kandahar, segnano un punto critico che potrebbe ridefinire gli equilibri regionali nei prossimi mesi.

Molto dipenderà dalle prossime mosse diplomatiche e dalla capacità delle parti di evitare un’escalation incontrollata. In gioco non c’è soltanto la sicurezza dei due Paesi, ma la stabilità di un’intera regione già profondamente vulnerabile.

28 Febbraio 2026 ( modificato il 27 Febbraio 2026 | 18:09 )
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