Una sequenza sismica ha interessato oggi l’area dei Campi Flegrei, con due scosse di terremoto avvertite distintamente anche nella città di Napoli. La più forte ha raggiunto magnitudo 3,5 mentre la seconda è stata di magnitudo 2,3, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Vesuviano.
Questa mattina, la terra è tornata a tremare nella zona dei Campi Flegrei, il vasto sistema vulcanico a ovest di Pozzuoli che da anni è al centro di un’attività sismica e di bradisismo continuo. Le due scosse sono state registrate in rapida successione: la prima alle ore 11.19 con magnitudo 3,5, seguita da un secondo evento di magnitudo 2,3 pochi minuti dopo.
La prima scossa, più intensa, è stata avvertita chiaramente in ampie zone della città di Napoli, inclusi i quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura e anche nelle aree collinari. In molti hanno descritto la sensazione come un forte botto seguito da vibrazioni, con persone che sono scese in strada per precauzione.

Le rilevazioni dell’Osservatorio Vesuviano indicano che l’epicentro delle scosse è stato localizzato nel cuore dei Campi Flegrei, nella zona della Solfatara, a una profondità di circa 2‑3 chilometri, una profondità estremamente superficiale che spiega perché gli eventi siano stati percepiti con nettezza anche a distanza.
Reazioni e monitoraggio in corso
Al momento non sono stati segnalati danni gravi a persone o edifici, ma la Protezione Civile e le autorità locali hanno attivato verifiche strutturali e sopralluoghi nella zona flegrea e nei comuni limitrofi. Le misure di controllo servono a valutare eventuali conseguenze sugli edifici e sulle infrastrutture, oltre a monitorare possibili ulteriori scosse.
Il fenomeno dei Campi Flegrei è noto agli esperti per la sua complessa attività geologica: si tratta di una vasta caldera vulcanica soggetta a bradisismo, cioè a periodici sollevamenti e abbassamenti del suolo accompagnati da sciami sismici di varia intensità. Negli ultimi anni l’area ha registrato numerose scosse e fenomeni di sollevamento del terreno, monitorati costantemente dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Che cosa significa per Napoli e dintorni
La zona dei Campi Flegrei comprende un comprensorio ampio che interessa comuni come Pozzuoli, Quarto, Bacoli e si estende fino a toccare parte dell’area metropolitana di Naples. Eventi simili, anche se di magnitudo moderata, possono generare preoccupazione tra la popolazione proprio per la natura superficiale delle scosse e per la vicinanza all’area urbana.
Nonostante il clima di apprensione, al momento non sono in corso ordinanze di evacuazione né allarmi ufficiali di pericolo imminente da parte delle autorità scientifiche. Le istituzioni ribadiscono l’importanza di mantenere la calma e di seguire le indicazioni delle autorità competenti, soprattutto in caso di ulteriori scosse.
Contesto sismico e storico dell’area flegrea
I Campi Flegrei sono uno dei più attivi e studiati sistemi vulcanici dell’Italia meridionale, con una lunga storia di fenomeni sismici e bradisismo. Nel corso degli anni recenti si sono verificati sciami di terremoti di diversa intensità, alcuni avvertiti dalla popolazione ma senza gravi conseguenze, e altri con magnitudo superiore che hanno generato forte preoccupazione locale.

Questo contesto geologico unico richiede un costante monitoraggio da parte degli istituti scientifici, che tengono sotto osservazione non solo le scosse, ma anche l’andamento delle deformazioni del suolo e altri parametri geochimici e geofisici.
La popolazione di Napoli e dei comuni flegrei continua a seguire con attenzione l’evolversi della situazione, in particolare per eventuali ulteriori movimenti tellurici, mentre gli esperti ribadiscono che fenomeni di sequenza sismica sono tipici nelle aree vulcaniche attive come i Campi Flegrei.






