11:46 am, 27 Febbraio 26 calendario

🌐 Caso Epstein, testimonianza di Hillary Clinton al Congresso USA

Di: Redazione Metrotoday
condividi

Ha preso il via al Congresso americano la deposizione di Hillary Clinton sul Caso Epstein. L’ex segretaria di Stato ha negato qualsiasi coinvolgimento con Jeffrey Epstein e chiesto che venga indagato anche Donald Trump. La testimonianza, resa davanti alla Commissione di vigilanza, apre una nuova fase dell’inchiesta politica e giudiziaria negli Stati Uniti.

E’ iniziata la tanto attesa testimonianza di Hillary Clinton nel quadro dell’inchiesta sul Caso Epstein, una delle vicende giudiziarie e politiche più controverse negli Stati Uniti degli ultimi anni. La deposizione dell’ex segretaria di Stato americano, resa davanti alla Commissione di vigilanza della Camera dei Rappresentanti, segna un momento di forte tensione politica e mediatica, con un focus che va ben oltre gli aspetti giudiziari del caso Epstein.

Nel corso della sua dichiarazione di apertura, Hillary Clinton ha categoricamente negato di aver mai incontrato Jeffrey Epstein o di avere conoscenza delle sue attività criminali, sottolineando di non aver mai volato sul suo aereo, visitato la sua isola o frequentato le sue proprietà. “Non ho mai incontrato Epstein e non avevo idea dei suoi crimini”, ha dichiarato l’ex alto funzionario statunitense, definendo Epstein “un individuo atroce” ma respingendo ogni accusa di coinvolgimento personale.

Una testimonianza sotto pressione politica

La deposizione di Hillary Clinton si inserisce in un contesto molto più ampio di scrutinio politico: la Commissione guidata dai repubblicani ha invitato davanti al Congresso numerosi testimoni nell’ambito dell’indagine su Epstein, compreso ex personale del Dipartimento di Giustizia e dell’FBI, con l’obiettivo di far luce sui legami del finanziere pedofilo con esponenti di spicco della politica e dell’alta società.

Clinton ha criticato la gestione iniziale delle indagini governative, definendo “inconcepibile” che Epstein fosse stato oggetto di accordi permissivi nel 2008, consentendogli di proseguire le sue attività predatrici per anni. Ha anche accusato la Commissione di adottare un approccio partigiano e politicamente motivato, invece di concentrarsi sull’obiettivo dichiarato di indagare su tutte le figure di rilievo collegate ai file di Epstein.

L’attacco a Trump e la richiesta di ulteriori audizioni

Nel corso della testimonianza, Hillary Clinton ha lanciato un attacco diretto all’attuale presidente Donald Trump, sostenendo che la Commissione dovrebbe chiamarlo a testimoniare sotto giuramento per chiarire perché il suo nome compaia così frequentemente nei file collegati a Epstein. “Se questa Commissione fosse seria nel suo compito di trovare la verità sui crimini di Epstein, non si accontenterebbe di sentire i punti stampa del presidente sul suo coinvolgimento ma lo dovrebbe interrogare, sotto giuramento”, ha affermato l’ex first lady.

Questa richiesta ha acceso un acceso dibattito politico, con democratici che sostengono la necessità di estendere l’indagine ad altri livelli e repubblicani che difendono la propria scelta investigativa.

Deposizioni a porte chiuse e clima di sospetto

La testimonianza si è svolta in una sessione a porte chiuse nella residenza di Chappaqua, New York, dove risiedono i Clinton, una scelta che ha scatenato critiche da più parti, sia per la mancanza di trasparenza immediata sia per il ritardo con cui sono state rese pubbliche alcune dichiarazioni.

Il clima di sospetto politico è alimentato anche dal fatto che l’indagine ha già portato alla comparsa di foto e documenti nei file di Epstein che menzionano l’ex presidente Trump più spesso di quanto ne compaiano altri nomi di alto profilo. Ciò ha provocato voci e accuse incrociate tra fazioni politiche contrapposte.

Il ruolo di Bill Clinton e i prossimi sviluppi

La testimonianza di Hillary è solo la prima di due giornate di audizioni: domani è infatti atteso il turno di Bill Clinton, l’ex presidente degli Stati Uniti, che dovrà rispondere agli stessi interrogativi davanti alla Commissione di vigilanza. Anche lui è sotto scrutinio per il suo passato rapporto con Epstein, pur non essendoci accuse penali dirette a suo carico.

La difesa dei Clinton finora è stata quella di collaborare con la Commissione pur ribadendo di non avere informazioni rilevanti da aggiungere su Epstein, evidenziando, tuttavia, la propria volontà di chiarire ogni possibile dubbio per rispetto delle vittime.

Impatto mediatico e politico del caso

L’avvio della testimonianza di Hillary Clinton sul Caso Epstein ha già generato immediate ripercussioni mediatiche e politiche negli Stati Uniti, con dibattiti sulle responsabilità istituzionali, la trasparenza delle indagini e il ruolo di figure di primo piano nella vicenda. L’intera audizione è vista come una tappa cruciale per comprendere non solo l’entità delle connessioni di Epstein, ma anche le dinamiche politiche che circondano l’inchiesta di Capitol Hill.

Il caso resta sotto stretto controllo dell’opinione pubblica internazionale, con l’attenzione ora rivolta alle dichiarazioni che verranno raccolte da Bill Clinton e agli ulteriori sviluppi delle audizioni in corso.

27 Febbraio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA