11:33 am, 26 Febbraio 26 calendario

🌐 Mediobanca, Micheli approva la scalata e promuove l’operazione

Di: Redazione Metrotoday
condividi

Francesco Micheli, finanziere storico che nel 1985 realizzò la prima scalata ostile in Italia con l’operazione Bi‑Invest, ha pubblicamente approvato l’acquisizione di Mediobanca da parte di Monte dei Paschi di Siena e la successiva fusione tra le due banche, lodando il ruolo del governo e dell’ad di Mps nella conclusione dell’accordo.

Il parere di Micheli: storica approvazione alla transazione

“Non sono di certo uno che salta sul carro dei vincitori – ha commentato Francesco Micheli – ma devo dar atto che in questa occasione il governo ha fatto bene. Merito soprattutto di Giancarlo Giorgetti. E ha fatto molto bene pure l’ad di Mps, Luigi Lovaglio.” Questa dichiarazione segna una posizione significativa da parte del finanziere considerato tra i protagonisti della storia finanziaria italiana, noto per aver introdotto nel nostro paese le scalate in Borsa con la presa di controllo di Bi‑Invest negli anni ’80.

Secondo Micheli, la conquista di Monte dei Paschi di Siena da parte di Mediobanca era “inevitabile” date le circostanze, e la successiva decisione di procedere con la fusione delle due istituzioni è stata definita “corretta” e strategica per il futuro del sistema bancario italiano.

Una fusione che cambia gli equilibri del credito italiano

L’operazione tra Mps e Mediobanca rappresenta una delle operazioni di consolidamento più rilevanti dell’ultimo decennio nel settore bancario italiano, in un contesto in cui molte banche stanno rivedendo le loro dimensioni e modelli di business per affrontare sfide competitive globali e cambiamenti tecnologici. La fusione, sostenuta anche dalle istituzioni italiane, mira a dare maggiore solidità e scala all’insieme delle attività finanziarie di Mps e Mediobanca.

La posizione favorevole di Micheli — figura di spicco nel panorama finanziario italiano storico — fornisce un endorsement autorevole alla decisione presa dai principali attori coinvolti nell’operazione e contribuisce ad alleggerire alcune perplessità espresse da analisti e osservatori sul percorso di integrazione delle due banche storiche.

Contesto e ruolo degli attori chiave

L’ad di Mps, Luigi Lovaglio, è stato indicato da Micheli come uno degli elementi decisivi per il successo dell’operazione, insieme all’azione politica del ministro Giancarlo Giorgetti e del governo italiano. Questo riconoscimento sottointende una logica di coordinamento tra istituzioni pubbliche e leadership aziendali finalizzata a sostenere una ristrutturazione profonda del sistema creditizio nazionale.

La fusione, se completata nei tempi e nei modi previsti, potrebbe creare un gruppo bancario più robusto, con maggiore capacità di competere nei mercati europei e globali, grazie alla combinazione delle attività tradizionali di banca d’investimento di Mediobanca e del più ampio retail banking di Mps.

Perché la scalata e la fusione sono rilevanti

L’approvazione di Micheli è particolarmente significativa non solo per il suo profilo storico nel mondo della finanza italiana, ma anche perché arriva in un momento in cui il sistema bancario è sotto pressione per consolidarsi e innovare. Operazioni come quella tra Mps e Mediobanca sono viste da molti analisti come strategie di lungo termine per reggere alle sfide dei mercati finanziari e alla concorrenza internazionale.

In passato, figure come l’ex amministratore delegato Alberto Nagel hanno definito nuovi orientamenti per Mediobanca, mirando alla diversificazione delle attività e alla solidità patrimoniale del gruppo nel panorama globale.

Le reazioni e i possibili sviluppi

L’endorsement di Micheli potrebbe influenzare positivamente la percezione degli investitori e di altri stakeholder, in un quadro in cui la fiducia nel progetto di integrazione è cruciale per il consolidamento di un’entità bancaria di ampio respiro.

La fusione, oltre a segnare una prima pagina nei libri di storia delle grandi banche italiane, potrebbe avere impatti sul mercato del credito, sulla concorrenza tra istituti e sul ruolo dell’Italia nel sistema finanziario europeo.

Un’operazione sotto i riflettori

La promozione della scalata di Mediobanca da parte di Francesco Micheli — il Grande Vecchio della finanza italiana — rappresenta un segnale forte per l’economia nazionale, sottolineando l’importanza dell’operazione e il coinvolgimento di istituzioni, leader aziendali e figure storiche nel definire il futuro del settore bancario italiano.

26 Febbraio 2026 ( modificato il 24 Febbraio 2026 | 21:37 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA