10:56 pm, 25 Febbraio 26 calendario

🌐 Tutta la forza della donne in una storia

Di: S.D.P.
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Arriva dall’Iran, da un villaggio sperduto in mezzo al nulla ed è una storia di battaglia. Protagonista una donna, divorziata, ex ostetrica, motociclista che con tutte le sue forse combatte  riuscendo a diventare prima consigliera donna del villaggio e a  iniziare battaglie quotidiane per l’emancipazione delle donne, rischiando ogni cosa.

Non a caso il titolo del film doc recita “Scalfire la roccia”. E’ candidato all’Oscar, dopo aver già vinto il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival, sarà dall’8 marzo sui nostri schermi ed è firmato da Mohammadreza Eyni e Sara Kache per realizzarlo , è partita da molto lontano .

Come lei racconta: “Da ragazza in Iran ero sempre stata attratta dalle arti visive. Quando sono emigrata negli Stati Uniti da adolescente, il mio interesse artistico e la mia espressione creativa si sono evoluti verso i media temporali e le immagini in movimento. Dopo aver conseguito la laurea in arti cinematografiche e cinema sperimentale a Baltimora, ho iniziato a interessarmi alla narrazione non fiction. Mi sono trasferita a New York per conseguire un master in regia di documentari sociali e ho lavorato per diversi anni come montatrice di documentari. Ma ho capito che volevo realizzare film ed essere la narratrice delle storie che ritenevo importanti da raccontare.

Scalfire la roccia’ era quella storia. L’ispirazione per realizzarla è venuta dalla mia profonda convinzione nel potere trasformativo della resilienza e dalla mia passione per la narrazione autentica. Avendo intrapreso un percorso che mi ha portato a conoscere diverse culture, sono sempre stata attratta dalla forza e dalla determinazione di donne appartenenti a comunità sottorappresentate, in particolare nella mia terra natale. Ho scoperto Sara Shahverdi mentre svolgevo ricerche approfondite sulle imprenditrici in Iran. La storia di una donna imprenditrice che si candida per un seggio nel consiglio comunale di un remoto villaggio iraniano ha risuonato profondamente con la mia convinzione dell’importanza di catturare le lotte silenziose ma profonde e i trionfi di individui che sfidano le probabilità. Sono tornata in Iran, dopo 17 anni di assenza, per iniziare questa nuova avventura”

Ma come è stato possibile realizzare un film del genere?

“Non sarebbe mai stato possibile senza qualcuno che appartenesse alla comunità. Il co-regista Mohammadreza Eyni non solo è di madrelingua turco azero, la lingua parlata nel villaggio, ma comprende anche appieno la cultura di questa regione e le sue sfumature. D’altra parte, data la natura conservatrice del villaggio, senza la presenza di Sara Khaki come co-regista donna non sarebbe stato possibile ottenere l’accesso alla comunità delle donne di questo villaggio.

Pertanto, è il risultato di una collaborazione tra uomo e donna che dà al film la sua dimensione. Senza la presenza dell’uno, l’altro non avrebbe potuto ottenere lo stesso accesso che hanno ottenuto insieme. Ottenere questa intimità  con quella chiusissima comunità è il risultato di un processo delicato e a lungo termine, caratterizzato da sensibilità culturale e rispetto reciproco. Abbiamo trascorso molti anni nella zona e con la  protagonista Sara per raccontare questa storia con tutto il suo potenziale emotivo. E quando si è trattato degli oppositori di Sara, hanno creato uno spazio in cui potevano parlare apertamente del loro punto di vista”.

25 Febbraio 2026
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