9:15 am, 25 Febbraio 26 calendario

🌐 Ponte sullo Stretto, la tabella di marcia: delibera entro l’estate

Di: Redazione Metrotoday
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Il progetto del Ponte sullo Stretto entra in una fase cruciale, con una nuova tabella di marcia che fissa entro l’estate le due tappe decisive: la delibera del Cipess entro il 31 maggio e l’atto aggiuntivo di concessione entro il 31 luglio per sbloccare l’iter e avviare la fase realizzativa dell’opera tra Sicilia e Calabria.

Un rilancio formale dell’iter burocratico e amministrativo del Ponte sullo Stretto di Messina entra ora nel vivo con scadenze precise che, se rispettate, potrebbero sbloccare anni di stallo e avviare finalmente i cantieri. Dopo decenni in cui il progetto è avanzato per fasi intermittenti tra annunci politici, lungaggini tecniche e ricorsi della magistratura contabile, la nuova tabella di marcia punta a completare gli atti chiave entro l’estate 2026 per aprire la strada alla realizzazione dell’infrastruttura.

Secondo la bozza di relazione illustrativa al decreto Infrastrutture del governo, entro il 31 maggio dovrà essere inviata al Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) la delibera che riconosce l’opera di interesse pubblico, un passaggio fondamentale per ottenere il via libera politico e procedurale alla prosecuzione dell’iter.

Subito dopo, entro il 31 luglio è previsto l’invio alla Corte dei Conti del nuovo atto aggiuntivo di concessione della convenzione tra lo Stato e la società Stretto di Messina, che aggiorna condizioni, piano economico-finanziario e accordi con i contraenti generali dell’opera.

Se la tempistica sarà rispettata — e non emergessero nuovi rilievi da parte della magistratura contabile — la Corte dei Conti avrà circa 30 giorni di tempo per esprimere il proprio visto di legittimità, consentendo al governo di procedere all’immediata fase realizzativa, tecnicamente prevista proprio per il periodo estivo.

Una storia di ritardi, bocciature e rilanci

Il progetto del Ponte sullo Stretto è tra le infrastrutture più controverse e dibattute nella recente storia italiana. L’idea di collegare la Sicilia alla Calabria con un ponte sospeso di oltre 3.300 metri, destinato a diventare il più lungo al mondo nel suo genere, risale a decenni fa ma ha visto ripetuti stop, revisioni tecniche, modifiche contrattuali e rilanci politici.

Negli ultimi anni, la società Stretto di Messina S.p.A., concessionaria dell’opera, ha firmato con il consorzio Eurolink — guidato da Webuild — un atto aggiuntivo al contratto di costruzione che ha aggiornato modalità, tempi e condizioni economiche del progetto, con un valore complessivo di circa 10,5–13,5 miliardi di euro.

Tuttavia, sulla via dell’attuazione si sono interposte due bocciature della Corte dei Conti che, nel 2025, ha negato il visto di legittimità prima alla delibera del Cipess definitiva e poi all’atto aggiuntivo di concessione, sollevando rilievi procedurali, economici e amministrativi sugli atti predisposti dal governo.

Tra i nodi contestati vi sono l’ordine procedurale degli atti — prima l’atto aggiuntivo e poi la delibera o viceversa — e alcuni aspetti di conformità alla normativa nazionale e comunitaria sugli appalti pubblici, oltre a dubbi sulle stime dei costi e sulla piena copertura finanziaria dell’opera.

Le nuove decisive scadenze

La delibera del Cipess e l’atto aggiuntivo di concessione rappresentano i due pilastri burocratici su cui si regge l’intero progetto, perché definiscono:

  • il riconoscimento dell’opera come di interesse pubblico strategico, condizione che permette di superare alcuni vincoli procedurali e accelerare l’iter;

  • la conferma delle condizioni economiche, finanziarie e contrattuali aggiornate con la società concessionaria e con il contraente generale, in linea con il nuovo piano infrastrutturale;

  • il rispetto stesso delle norme di contabilità pubblica e di trasparenza, condizione imprescindibile per ottenere il visto della Corte dei Conti.

Già negli scorsi mesi, il ministro delle Infrastrutture ha motivato le scelte tecniche e procedurali del governo spiegando che il cronoprogramma è pensato per introdurre correzioni ai rilievi della Corte e rendere gli atti pienamente conformi alle norme, evitando così nuovi blocchi e contenziosi.

Le reazioni politiche 

Il Ponte sullo Stretto è sempre stato al centro di forti contrasti politici. Per il governo attuale si tratta di un progetto simbolico, definito opera strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno e l’integrazione delle reti infrastrutturali italiane, con effetti attesi su occupazione, logistica, turismo e competitività economica.

All’opposizione, invece, non sono mancati critici che mettono in dubbio la fattibilità dell’opera, evidenziando costi elevati, difficoltà tecniche e rischi ambientali che — a loro giudizio — non giustificano l’investimento rispetto ad alternative come il potenziamento dei collegamenti marittimi e ferroviari già esistenti. Queste posizioni hanno alimentato confronti accesi anche in Parlamento.

Recenti emendamenti alla legge di bilancio hanno spostato parte delle risorse previste per il ponte negli anni successivi (2032 e 2033), una scelta che ha suscitato ulteriori dibattiti su tempi e coperture finanziarie dell’opera.

Il cronoprogramma di cantiere

Oltre alla timeline burocratica, esiste un piano tecnico di avvio dell’opera che si basa sulle fasi successive all’approvazione degli atti:

  • aggiornamento del piano economico-finanziario, già predisposto dai tecnici;

  • pareri specialistici da parte dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART), del Consiglio superiore dei lavori pubblici e di altri enti competenti;

  • completamento delle analisi di impatto ambientale e dell’habitat, che in passato avevano ricevuto pareri favorevoli ma con prescrizioni.

Questi passaggi, pur già avviati o superati in parte, rimangono collegati alle decisioni formali del Cipess e agli atti aggiuntivi, senza i quali non possono trasformarsi in lavori concreti.

Come cambia la prospettiva dell’opera

Se la nuova tabella di marcia fosse rispettata, con delibera e atto aggiuntivo inviati entro l’estate 2026, l’iter potrebbe sperare in un’accelerazione significativa dopo anni di rallentamenti. Entro pochi mesi potrebbero arrivare i pareri positivi della Corte dei Conti e, con essi, la possibilità di aprire ufficialmente il cantiere entro la fine dell’anno.

È comunque probabile che, dopo la verifica contabile, si debbano affrontare ulteriori adeguamenti tecnici o procedurali, che potrebbero allungare i tempi rispetto alle aspettative più ottimistiche.

Un ponte tra progettazione e realtà

Il Ponte sullo Stretto torna sotto i riflettori con una tabella di marcia che vuole trasformare annunci decennali in una vera prospettiva realizzativa. La delibera del Cipess entro maggio e l’atto aggiuntivo entro luglio costituiscono i passaggi chiave di questa fase, con l’estate 2026 che potrebbe segnare un punto di svolta dopo anni di stallo e incertezze.

Il cammino resta tutt’altro che lineare, tra esigenze tecniche, verifiche contabili, equilibri politici e risorse economiche: ma tutti gli occhi sono ora puntati su queste scadenze, che possono determinare il destino di una delle opere più ambiziose e controverse della storia delle infrastrutture italiane.

25 Febbraio 2026 ( modificato il 13 Febbraio 2026 | 22:22 )
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