12:48 pm, 25 Febbraio 26 calendario

🌐 F‑35 in autostrada: nuove strategie contro la minaccia dei droni

Di: Redazione Metrotoday
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F‑35 e minaccia dei droni: l’aeronautica e gli alleati studiano nuove strategie di difesa, incluso l’uso di “autostrade” aeree e sistemi anti‑UAS per proteggere basi, rotte critiche e infrastrutture civili.

L’era della superiorità aerea tradizionale è oggi messa alla prova da una minaccia nuova, permanente e spesso difficile da intercettare: i droni. Mentre le grandi potenze militari potenziano i loro caccia di quinta generazione come gli F‑35 Lightning II, cresce parallelamente la necessità di adattare le strategie di difesa contro unmanned aerial systems (UAS) che operano in sciami o singoli velivoli con capacità offensive e di sorveglianza. Studi, manovre e piani operativi stanno esplorando concetti innovativi – incluse vere e proprie “autostrade aeree” nei corridoi terrestri e l’impiego coordinato di risorse aeree e terrestri – per bloccare o deviare la minaccia dei droni in scenari complessi, dalle rotte commerciali civili alle basi militari strategiche.

La proliferazione dei droni e la risposta delle forze armate
Negli ultimi anni, il ruolo dei droni nei conflitti moderni è diventato sempre più centrale: da sistemi aerei senza pilota di basso costo usati per bombardamenti improvvisati fino a piattaforme intelligenti per sorveglianza e comunicazione a distanza. L’utilizzo di droni ha dimostrato che anche piattaforme relativamente economiche possono avere un impatto strategico significativo, andando oltre le difese tradizionali. Questo fenomeno è evidenziato da molteplici eventi recenti in cui forze alleate hanno dovuto reagire a incursioni non convenzionali aeree.

Il problema è chiaro: i droni possono muoversi rapidamente sotto la copertura radar convenzionale, satura­re le difese e agire in sciami che la tecnologia tradizionale fatica a contrastare senza sistemi specifici contro UAS. Per questa ragione, eserciti e aeronautiche in Europa e oltre stanno incrementando l’investimento in sistemi anti‑drone dedicati, radar avanzati, sensori elettro‑ottici e strumenti di guerra elettronica per rilevare e neutralizzare questi vettori prima che possano causare danni.

F‑35: missione avanzata e limiti contro droni
I caccia F‑35 Lightning II sono stati progettati per dominare lo spazio aereo moderno grazie alla loro stealth, ai sistemi di sensor fusion e alle capacità di rete avanzate. Questi caccia di quinta generazione offrono una visione a 360°, un’integrazione di sensori e comunicazioni sicure che favoriscono un quadro completo del campo di battaglia e il coordinamento con asset terrestri e navali. Tuttavia, gli F‑35 non sono nativamente concepiti per sostituire sistemi AMS (anti‑UAS) dedicati contro droni di piccole dimensioni o sciami numerosi.

Un recente rapporto evidenzia che anche basi chiave di addestramento degli F‑35 negli Stati Uniti presentano vulnerabilità contro incursioni di droni non intercettati in tempo reale, sottolineando come l’assenza di difese specifiche può lasciare “punti ciechi” nelle protezioni attive. Questo fenomeno ha acceso l’attenzione su come integrare le capacità degli F‑35 con sistemi di difesa avanzati, piuttosto che considerare questi caccia come unico baluardo contro le minacce unmanned.

“Autostrade aeree” e concetto operativo integrato
Nell’ambito di un convegno di studi militari in Italia, il comandante della Squadra Aerea dell’Aeronautica Militare ha discusso l’urgente necessità di adattare la difesa aerea alle nuove minacce. In questo contesto è emerso il concetto di “autostrade aeree”: corridoi protetti e controllati in cui asset sofisticati come F‑35, radar di sorveglianza e sistemi anti‑drone lavorano in sinergia per monitorare e proteggere lo spazio aereo sovrastante infrastrutture critiche, rotte commerciali e basi strategiche. L’idea è quella di creare percorsi sicuri dove la presenza di sensori, difese attive e mezzi di risposta rapida riduca al minimo l’efficacia degli attacchi da UAV.

Queste “autostrade” sfrutterebbero la connettività avanzata degli F‑35 per fungere da piattaforma di comando mobile: integrando dati radar, informazioni elettro‑ottiche e segnali EW (guerra elettronica), il caccia può dirigere unità terrestri o navali verso i bersagli aerei indesiderati con maggiore precisione e rapidità. In pratica, ogni F‑35 diventerebbe un nodo mobile di difesa, contribuendo a formare un tessuto protettivo interconnesso lungo le traiettorie più esposte alle minacce UAS.

Il panorama europeo e NATO: collaborazione e sistemi anti‑UAS
A livello europeo e nella NATO, la preoccupazione per i droni ha spinto molte nazioni ad adottare piani di rafforzamento della difesa anti‑UAS. Incidenti di droni vicino a basi militari e chiusure di aeroporti civili in alcuni paesi hanno messo in evidenza la fragilità delle difese tradizionali e la necessità di reagire con sistemi modulari che possono includere laser, jammer, radar avanzati e contromisure elettroniche. Queste tecnologie, integrate con velivoli come gli F‑35, possono aumentare drasticamente la capacità di identificare, tracciare e neutralizzare bersagli aerodinamici piccoli e rapidi.

Ad esempio, alcuni Paesi stanno sviluppando sistemi portatili di jammer contro droni e veicoli anti‑UAS montati su veicoli blindati per proteggere aree critiche. Queste risposte non solo proteggono asset militari ma possono essere adattate alla sicurezza di infrastrutture civili quali autostrade, ponti e aeroporti, dove la presenza di droni ostili potrebbe bloccare traffico o causare danni.

Sfide tecniche e prospettive future
Nonostante i progressi, la lotta contro i droni presenta sfide rilevanti. Gli UAS possono essere economici, difficili da identificare con radar convenzionali e capaci di operare in sciami coordinati che saturano le difese. Per questo motivo, la difesa aerea del futuro dovrà combinare mezzi differenti: caccia avanzati, sistemi di difesa elettronica, contromisure laser e droni anti‑UAS dedicati.

Inoltre, lo sviluppo di normative condivise e procedure d’ingaggio fra alleati è cruciale. Una risposta efficace richiede interoperabilità dei sistemi, scambio in tempo reale di informazioni e decisioni coordinate su scala multinazionale. Con la proliferazione dei droni armati o dotati di payload capaci di danni significativi, nessuna nazione può affrontare da sola questa minaccia.

Una difesa multidimensionale contro la minaccia dei droni
La combinazione di caccia come gli F‑35 con una rete integrata di difesa anti‑UAS rappresenta la nuova frontiera della sicurezza aerea. Le “autostrade aeree” suggerite dalla strategia difensiva – corridoi in cui i sistemi avanzati cooperano per neutralizzare droni ostili – possono essere parte di un modello operativo in cui ogni asset, umano o automatizzato, contribuisce alla protezione dello spazio aereo.

25 Febbraio 2026 ( modificato il 13 Febbraio 2026 | 22:51 )
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