đ Fâ35 in autostrada: nuove strategie contro la minaccia dei droni
Fâ35 e minaccia dei droni: lâaeronautica e gli alleati studiano nuove strategie di difesa, incluso lâuso di âautostradeâ aeree e sistemi antiâUAS per proteggere basi, rotte critiche e infrastrutture civili.
Lâera della superioritĂ aerea tradizionale è oggi messa alla prova da una minaccia nuova, permanente e spesso difficile da intercettare: i droni. Mentre le grandi potenze militari potenziano i loro caccia di quinta generazione come gli Fâ35 Lightning II, cresce parallelamente la necessitĂ di adattare le strategie di difesa contro unmanned aerial systems (UAS) che operano in sciami o singoli velivoli con capacitĂ offensive e di sorveglianza. Studi, manovre e piani operativi stanno esplorando concetti innovativi â incluse vere e proprie âautostrade aereeâ nei corridoi terrestri e lâimpiego coordinato di risorse aeree e terrestri â per bloccare o deviare la minaccia dei droni in scenari complessi, dalle rotte commerciali civili alle basi militari strategiche.
La proliferazione dei droni e la risposta delle forze armate
Negli ultimi anni, il ruolo dei droni nei conflitti moderni è diventato sempre piĂš centrale: da sistemi aerei senza pilota di basso costo usati per bombardamenti improvvisati fino a piattaforme intelligenti per sorveglianza e comunicazione a distanza. Lâutilizzo di droni ha dimostrato che anche piattaforme relativamente economiche possono avere un impatto strategico significativo, andando oltre le difese tradizionali. Questo fenomeno è evidenziato da molteplici eventi recenti in cui forze alleate hanno dovuto reagire a incursioni non convenzionali aeree.

Il problema è chiaro: i droni possono muoversi rapidamente sotto la copertura radar convenzionale, saturaÂre le difese e agire in sciami che la tecnologia tradizionale fatica a contrastare senza sistemi specifici contro UAS. Per questa ragione, eserciti e aeronautiche in Europa e oltre stanno incrementando lâinvestimento in sistemi antiâdrone dedicati, radar avanzati, sensori elettroâottici e strumenti di guerra elettronica per rilevare e neutralizzare questi vettori prima che possano causare danni.
Fâ35: missione avanzata e limiti contro droni
I caccia Fâ35 Lightning II sono stati progettati per dominare lo spazio aereo moderno grazie alla loro stealth, ai sistemi di sensor fusion e alle capacitĂ di rete avanzate. Questi caccia di quinta generazione offrono una visione a 360°, unâintegrazione di sensori e comunicazioni sicure che favoriscono un quadro completo del campo di battaglia e il coordinamento con asset terrestri e navali. Tuttavia, gli Fâ35 non sono nativamente concepiti per sostituire sistemi AMS (antiâUAS) dedicati contro droni di piccole dimensioni o sciami numerosi.
Un recente rapporto evidenzia che anche basi chiave di addestramento degli Fâ35 negli Stati Uniti presentano vulnerabilitĂ contro incursioni di droni non intercettati in tempo reale, sottolineando come lâassenza di difese specifiche può lasciare âpunti ciechiâ nelle protezioni attive. Questo fenomeno ha acceso lâattenzione su come integrare le capacitĂ degli Fâ35 con sistemi di difesa avanzati, piuttosto che considerare questi caccia come unico baluardo contro le minacce unmanned.

âAutostrade aereeâ e concetto operativo integrato
Nellâambito di un convegno di studi militari in Italia, il comandante della Squadra Aerea dellâAeronautica Militare ha discusso lâurgente necessitĂ di adattare la difesa aerea alle nuove minacce. In questo contesto è emerso il concetto di âautostrade aereeâ: corridoi protetti e controllati in cui asset sofisticati come Fâ35, radar di sorveglianza e sistemi antiâdrone lavorano in sinergia per monitorare e proteggere lo spazio aereo sovrastante infrastrutture critiche, rotte commerciali e basi strategiche. Lâidea è quella di creare percorsi sicuri dove la presenza di sensori, difese attive e mezzi di risposta rapida riduca al minimo lâefficacia degli attacchi da UAV.
Queste âautostradeâ sfrutterebbero la connettivitĂ avanzata degli Fâ35 per fungere da piattaforma di comando mobile: integrando dati radar, informazioni elettroâottiche e segnali EW (guerra elettronica), il caccia può dirigere unitĂ terrestri o navali verso i bersagli aerei indesiderati con maggiore precisione e rapiditĂ . In pratica, ogni Fâ35 diventerebbe un nodo mobile di difesa, contribuendo a formare un tessuto protettivo interconnesso lungo le traiettorie piĂš esposte alle minacce UAS.
Il panorama europeo e NATO: collaborazione e sistemi antiâUAS
A livello europeo e nella NATO, la preoccupazione per i droni ha spinto molte nazioni ad adottare piani di rafforzamento della difesa antiâUAS. Incidenti di droni vicino a basi militari e chiusure di aeroporti civili in alcuni paesi hanno messo in evidenza la fragilitĂ delle difese tradizionali e la necessitĂ di reagire con sistemi modulari che possono includere laser, jammer, radar avanzati e contromisure elettroniche. Queste tecnologie, integrate con velivoli come gli Fâ35, possono aumentare drasticamente la capacitĂ di identificare, tracciare e neutralizzare bersagli aerodinamici piccoli e rapidi.
Ad esempio, alcuni Paesi stanno sviluppando sistemi portatili di jammer contro droni e veicoli antiâUAS montati su veicoli blindati per proteggere aree critiche. Queste risposte non solo proteggono asset militari ma possono essere adattate alla sicurezza di infrastrutture civili quali autostrade, ponti e aeroporti, dove la presenza di droni ostili potrebbe bloccare traffico o causare danni.
Sfide tecniche e prospettive future
Nonostante i progressi, la lotta contro i droni presenta sfide rilevanti. Gli UAS possono essere economici, difficili da identificare con radar convenzionali e capaci di operare in sciami coordinati che saturano le difese. Per questo motivo, la difesa aerea del futuro dovrĂ combinare mezzi differenti: caccia avanzati, sistemi di difesa elettronica, contromisure laser e droni antiâUAS dedicati.

Inoltre, lo sviluppo di normative condivise e procedure dâingaggio fra alleati è cruciale. Una risposta efficace richiede interoperabilitĂ dei sistemi, scambio in tempo reale di informazioni e decisioni coordinate su scala multinazionale. Con la proliferazione dei droni armati o dotati di payload capaci di danni significativi, nessuna nazione può affrontare da sola questa minaccia.
Una difesa multidimensionale contro la minaccia dei droni
La combinazione di caccia come gli Fâ35 con una rete integrata di difesa antiâUAS rappresenta la nuova frontiera della sicurezza aerea. Le âautostrade aereeâ suggerite dalla strategia difensiva â corridoi in cui i sistemi avanzati cooperano per neutralizzare droni ostili â possono essere parte di un modello operativo in cui ogni asset, umano o automatizzato, contribuisce alla protezione dello spazio aereo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






