Ema Stokholma: amore, carriera, PrimaFestival e perché preferisce essere zia piuttosto che vivere una relazione romantica
Ema Stokholma torna al centro dell’attenzione mediatica con una dichiarazione forte e personale: “L’amore? No grazie, mi incasina. Felice di fare la zia”. La conduttrice, deejay e volto tv protagonista del PrimaFestival in vista del Festival di Sanremo 2026, ha raccontato con sincerità come vive la sua sfera affettiva, spiegando perché oggi non desidera una relazione sentimentale e preferisce concentrarsi su altri aspetti della sua vita.
Una carriera in continua evoluzione
Ema Stokholma voce nota della televisione e della radio italiana, con un passato ricco di esperienze nel mondo dello spettacolo: dalla conduzione di programmi radiofonici popolari su Rai Radio 2 fino alla partecipazione a format televisivi di grande ascolto. Per il PrimaFestival 2026, la striscia quotidiana che apre le serate dedicate al Festival di Sanremo, è stata scelta come una delle tre conduttrici principali insieme a Carolina Rey e Manola Moslehi.

Il ruolo al PrimaFestival segna un momento importante della sua carriera, confermandola come figura chiave nel racconto dell’evento musicale più atteso dell’anno. La sua energia, il rapporto con il pubblico e la capacità di raccontare il dietro le quinte della kermesse l’hanno resa un volto apprezzato dal pubblico e dagli addetti ai lavori.
Perché “no grazie” all’amore
Nell’intervista rilasciata a La Repubblica, Stokholma ha spiegato che oggi non desidera una relazione amorosa, per una scelta che per lei è chiara e consapevole: “L’amore mi incasina”. Con questa espressione ha voluto sottolineare come, dopo anni di esperienze di vita e di carriera intensa, preferisca vivere la sua autonomia e dedicarsi alle relazioni familiari, come quella con i nipoti.
La conduttrice ha raccontato che la sua esperienza affettiva non le manca come priorità, e che la stabilità emotiva per lei non coincide più con la convenzionale idea di coppia. La scelta di essere “felice di fare la zia” emerge come una dichiarazione di libertà personale: piuttosto che investire tempo ed energie in una relazione amorosa, Stokholma preferisce coltivare rapporti affettivi diversi e vivere la propria vita seguendo ritmi personali e professionali.
Questa posizione conferma un atteggiamento sempre più diffuso in alcune generazioni secondo cui le relazioni sentimentali non sono necessariamente un passaggio obbligato per la realizzazione personale, soprattutto in presenza di obiettivi professionali consolidati e di una vita sociale ricca e appagante.

Tra passato difficile e successo personale
La vita di Ema Stokholma è stata segnata da momenti difficili e da scelte radicali che l’hanno portata a costruire la propria identità. Nata in Francia, ha vissuto un’infanzia complicata, confrontandosi con esperienze personali dolorose, ma ha saputo trasformare queste difficoltà in esperienza e resilienza, diventando una figura di riferimento nel mondo dei media italiani.
Questa capacità di raccontarsi con schiettezza — anche negli aspetti più delicati della sua vita — ha contribuito a creare un legame forte con il pubblico, che la segue non solo per la sua professionalità ma anche per l’autenticità con cui condivide le proprie scelte.
Il ruolo familiare e la nuova prospettiva
Nel discorso pubblico di Stokholma emergono due linee principali: da un lato la dedizione al lavoro e alla carriera, dall’altro una visione della vita affettiva che privilegia l’autonomia e relazioni non romantiche, come quella con i nipoti. Dedicarsi alla famiglia e ad affetti che non comportano le complicazioni di una relazione amorosa sembra per lei una scelta consapevole e soddisfacente.
Questa posizione, dichiarata con franchezza, offre uno spaccato interessante sulle dinamiche emotive e sociali dei personaggi pubblici contemporanei, evidenziando come la visione dell’amore e dell’autorealizzazione possa essere fluida e non conformarsi alle aspettative tradizionali.

Un messaggio di autenticità
La dichiarazione di Ema Stokholma — “L’amore? No grazie, mi incasina. Felice di fare la zia” — non è solo una battuta estemporanea, ma una scelta di vita e una visione personale dell’affetto e dell’autorealizzazione. La conduttrice rimane una figura influente e autentica nel panorama mediatico italiano, capace di unire carisma, professionalità e una visione personale della propria felicità.
Nel 2026, mentre guida il PrimaFestival verso il cuore del Festival di Sanremo, Ema Stokholma conferma ancora una volta il proprio stile unico e la capacità di raccontare la vita con sincerità e ironia.






