10:22 am, 24 Febbraio 26 calendario

🌐 Migliaia di morti russi per risultati militari modesti

Di: Redazione Metrotoday
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Così si sintetizza in modo crudo la dinamica del conflitto tra Russia e Ucraina: una guerra in cui i costi umani per la conquista e il mantenimento di territori ucraini superano di gran lunga i modesti risultati strategici sul campo. Questo concetto è emerso con forza nei dibattiti geopolitici internazionali mentre il conflitto, iniziato nel febbraio 2022, entra nel suo quinto anno con perdite militari e civili altissime e uno stallo militare e diplomatico.

Una constatazione sempre più evidente: le forze di Mosca stanno pagando un prezzo umano enorme per ottenere vantaggi territoriali minimi o temporanei in Ucraina. Questa dinamica riflette una guerra d’attrito prolungata in cui l’obiettivo principale sembra essere la semplice usura dell’avversario piuttosto che una conquista rapida e decisiva.

Secondo analisi indipendenti e dati raccolti sui fronti di combattimento, da febbraio 2022 a oggi le forze russe hanno subito un numero di vittime tra uccisi, feriti e dispersi che supera il milione di unità, con stime che parlano di oltre 325.000 morti solo tra le truppe russe. Nel frattempo, l’avanzata territoriale è stata esigua: tra il 2024 e il 2026 le forze russe hanno guadagnato meno dell’1 % della superficie ucraina, un dato che evidenzia l’altissimo costo umano rispetto ai territori conquistati.

La guerra di attrito: costi umani e stagnazione territoriale

Il conflitto ha assunto sempre più la forma di una guerra di attrito, dove le linee di fronte si sono irrigidite e gli spostamenti territoriali sono misurati in metri o chilometri molto limitati piuttosto che in grandi avanzate. Negli ultimi anni, gli scontri si sono concentrati in aree come il Donetsk e lo Zaporizhzhia, con guadagni tattici estremamente limitati.

Questa stagnazione militare è accompagnata da perdite umane e materiali devastanti per entrambe le parti. Il numero complessivo di morti e feriti tra i combattenti russi e ucraini è stimato in oltre 1,8 milioni, con decine di migliaia di civili vittime di bombardamenti e scontri. Le popolazioni nelle zone di guerra vivono sotto continua minaccia, con infrastrutture civili spesso distrutte e servizi essenziali compromessi.

L’approccio russo e la resistenza ucraina

Le forze russe hanno impiegato tattiche che si sono rivelate estremamente costose in termini di vite umane. Gli attacchi frontali su postazioni ben difese, associati alla resistenza ucraina con uso massiccio di droni, artiglieria e difese fortificate, hanno portato a un consumo elevato di soldati e mezzi militari. Questo approccio ha alimentato critiche sulla strategia di Mosca e la sua sostenibilità a lungo termine.

Dall’altra parte, l’Ucraina ha adattato tattiche dinamiche basate su tecnologie avanzate come i sistemi di difesa aerea e le operazioni con droni, riuscendo a bloccare molte offensive e a guadagnare terreno in alcune aree, anche se in misura limitata rispetto all’intero fronte. Questo equilibrio ha contribuito alla situazione di stallo attuale.

Oltre il fronte di combattimento

Le conseguenze del conflitto vanno ben oltre i risultati sul campo. Le perdite umane tra i civili sono gravi, con migliaia di morti e decine di migliaia di feriti nel corso degli anni, nonché milioni di sfollati interni e rifugiati in Europa e altrove. La guerra ha causato una crisi umanitaria con effetti persistenti sulla salute pubblica, l’istruzione e l’economia.

Le aree sotto controllo russo soffrono anche di difficoltà infrastrutturali come mancanza di acqua potabile, problemi di approvvigionamento energetico e condizioni abitative critiche, aggravando ulteriormente le sofferenze delle popolazioni locali.

Il simbolo di un conflitto senza fine

La locuzione non è solo uno slogan, ma il riflesso di una guerra che ha consumato vite umane in cambio di guadagni territoriali limitati e in molti casi reversibili. Il continuo stallo militare e la prolungata resistenza ucraina hanno trasformato la guerra in una lotta di logoramento, in cui nessuna delle due parti sembra avviarsi verso una vittoria decisiva.

Guardando al futuro, il conflitto rischia di continuare per anni senza una chiara soluzione negoziale, con costi umani e materiali che rimangono tra i più alti di qualsiasi guerra del XXI secolo. Un monito sulla brutalità della guerra moderna e sulla difficoltà di conciliare obiettivi strategici con il valore della vita umana in conflitti prolungati.

24 Febbraio 2026 ( modificato il 23 Febbraio 2026 | 18:28 )
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