🌐 Unes acquisisce i supermercati Borello: accordo e strategie
Unes acquisisce i supermercati Borello in una operazione strategica che rafforza la presenza dell’insegna del Gruppo Finiper Canova in Piemonte attraverso la costituzione di una NewCo che confluirà in Unes e manterrà l’identità territoriale di Borello. L’accordo, che non prevede cambi di insegna ma garantisce continuità occupazionale e valorizzazione dei fornitori locali, viene commentato da Fiorenzo Borello e Armando Strano con chiari obiettivi di crescita e sostenibilità.
L’annuncio dell’acquisizione da parte di Unes Maxi S.p.A. dei supermercati Borello ha acceso i riflettori sul mondo della grande distribuzione in Piemonte e nel Nord‑Ovest. Unes, insegna storica controllata dal Gruppo Finiper Canova, ha deciso di integrare nella propria rete commerciale 49 dei 51 punti vendita dei Supermercati Borello S.r.l., una delle realtà retail più radicate nei territori torinesi, cuneesi e vercellesi. L’operazione — che rappresenta un importante passo nel piano di espansione di Unes — si concluderà ufficialmente entro fine maggio 2026 e avverrà tramite una NewCo appositamente costituita, la quale sarà poi integralmente acquisita da Unes Maxi.
La scelta di mantenere il marchio e l’identità commerciale dei supermercati Borello è uno degli elementi più significativi dell’accordo: non si tratta infatti di una semplice assimilazione in stile “marca unica”, ma piuttosto di una integrazione strategica che punta a coniugare identità locale e capacità di sviluppo di un grande gruppo.
Un accordo strategico nel segno della continuità
Secondo quanto emerso dalla conferenza stampa di presentazione, l’intesa tra le due imprese non prevede alcun cambio di insegna dei supermercati Borello: i punti vendita continueranno cioè ad operare sotto il marchio con cui sono conosciuti dai consumatori piemontesi, un elemento percepito come fondamentale per preservare la fiducia della clientela e il legame con il territorio.
“Questa acquisizione non è solo un ampliamento della nostra rete, ma un esempio concreto di sviluppo sostenibile”, ha sottolineato Armando Strano, direttore commerciale di Unes, ribadendo la volontà di creare una sinergia fondata su una vision comune e sulla qualità dell’offerta. L’integrazione dei supermercati Borello si inserisce in un piano più ampio di crescita che vede Unes impegnata in un articolato programma di rinnovo dei punti vendita e nuove aperture nel 2026.
L’accordo — nato inizialmente da un rapporto di franchising che ha preso avvio il 2 gennaio scorso e che ha portato alla fornitura di prodotti a marchio Unes nei negozi Borello — si è rapidamente evoluto in una acquisizione a tutti gli effetti, con Obiettivo di rendere ancora più competitiva l’offerta commerciale e di rafforzare la presenza sul mercato locale.

Radicamento locale e prospettive future
Per Fiorenzo Borello, storico presidente e fondatore di Supermercati Borello, questa operazione rappresenta una scelta di responsabilità e una opportunità di garantire continuità ai propri dipendenti, alla clientela e ai partner locali. Pur passando sotto il controllo di Unes, Borello ha garantito che i valori del proprio marchio e la filosofia di vicinanza al cliente non verranno compromessi, e che la sua esperienza e quella dei suoi familiari — sua figlia Aurora e suo figlio Gianluca, già coinvolti nella gestione — continueranno a giocare un ruolo importante nell’evoluzione dell’insegna.
«La nostra presenza in centri abitati di piccole e medie dimensioni è un elemento distintivo della nostra storia», ha affermato Borello, evidenziando come l’identità locale e il rapporto di fiducia con i clienti siano stati pilastri del successo dell’azienda fin dalla sua fondazione negli anni ’70. Questa continuità territoriale rimane centrale anche nell’accordo con Unes, che ha scelto di valorizzare non solo l’esperienza commerciale ma anche i rapporti con fornitori locali e specialità del territorio.
I numeri e le dimensioni dell’operazione
I Supermercati Borello vantano una presenza consolidata in oltre 32 comuni piemontesi, con un totale di 51 punti vendita e circa 800 dipendenti. Nel 2025, secondo dati di bilancio, i ricavi del gruppo ammontavano a oltre 171 milioni di euro, con margini e performance che ne hanno fatto un interlocutore interessante per Unes nel contesto della grande distribuzione organizzata.
La creazione della NewCo rappresenta un passaggio tecnico fondamentale per formalizzare l’acquisizione: si tratta di una società veicolo che, una volta costituita, sarà posseduta integralmente da Unes Maxi S.p.A., consentendo una transizione graduale e ordinata nel controllo dei rami aziendali di Borello. Analisti di settore stimano che operazioni di questa natura in GDO si regolino spesso sulla base di multipli di Ebitda, anche se il valore economico esatto dell’accordo non è stato ufficialmente reso pubblico dalle parti.

Una strategia di crescita più ampia per Unes
L’acquisizione di Borello si inserisce in un quadro più ampio di sviluppo per Unes, che nel 2026 prevede il rinnovo di circa 35 punti vendita già esistenti e l’apertura di almeno 6 nuovi store, un piano che riflette la volontà del gruppo di aumentare la sua quota di mercato e innovare l’esperienza d’acquisto.
Parallelamente all’operazione Borello, Unes ha siglato accordi con altre realtà della distribuzione, come quello con Arimondo per la somministrazione di prodotti a marca privata in 24 supermercati in Liguria, favorendo una crescita diversificata nelle regioni del Nord Italia.
Il progetto di sviluppo prevede anche soluzioni innovative legate alla brand extension: tra queste vi è l’introduzione di corner gastronomici come Rom’antica, insegna del Gruppo Finiper Canova dedicata alla pizza alla romana, all’interno di alcuni punti vendita Unes, con l’obiettivo di rendere l’esperienza di spesa più completa e multidimensionale.
Cosa cambia per clienti e territorio
Per i clienti dei supermercati Borello la spesa quotidiana non subirà cambiamenti immediati: l’insegna rimarrà la stessa, così come l’offerta commerciale radicata nella scelta di prodotti di qualità e nel presidio delle esigenze locali. In particolare, i rapporti con fornitori piemontesi — storicamente legati a Borello — continueranno, e molti di essi saranno integrati anche nella catena di approvvigionamento di Unes, con possibili benefici di scala e visibilità per le produzioni locali.
Dal punto di vista occupazionale, l’accordo non prevede licenziamenti, anzi punta a valorizzare il capitale umano interno: Unes ha espresso la volontà di assumere ulteriori risorse per supportare lo sviluppo di nuove aree commerciali e per adottare le migliori pratiche di gestione dei freschissimi, settore in cui i supermercati Borello hanno maturato una notevole esperienza.

Un’operazione di crescita sostenibile
L’acquisizione dei supermercati Borello da parte di Unes segna un passo significativo nel panorama della distribuzione organizzata italiana, combinando espansione strategica, valorizzazione del territorio e continuità occupazionale. Le parole di Armando Strano e Fiorenzo Borello evidenziano una visione condivisa di sviluppo sostenibile, dove l’identità locale non viene cancellata, ma piuttosto integrata in una piattaforma commerciale più ampia e strutturata.
Con la chiusura dell’accordo prevista entro maggio e la successiva presenza rafforzata nel Piemonte e oltre, il retail italiano potrebbe assistere a una nuova fase di consolidamento, in cui realtà storiche e regionali trovano un nuovo slancio grazie all’integrazione con gruppi più grandi e orientati all’innovazione di rete.
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