🌐 Merz ferma lo SCAF e Berlino punta al GCAP con Italia e Regno Unito
Merz, SCAF, GCAP: il cancelliere tedesco Friedrich Merz sancisce la crisi del progetto europeo SCAF (caccia di sesta generazione con Francia e Spagna) e apre a un possibile coinvolgimento della Germania nel programma GCAP con Italia e Regno Unito, segnando una svolta nelle strategie industriali e di difesa europee.
Una delle principali iniziative di cooperazione aerospaziale e militare europea, il programma SCAF (Système de Combat Aérien du Futur), sembra aver subito un colpo forse definitivo, con la Germania guidata dal cancelliere Friedrich Merz che ha messo in discussione la partecipazione tedesca al progetto e ha aperto prospettive per un possibile riposizionamento di Berlino verso il GCAP (Global Combat Air Programme) con Italia, Regno Unito e Giappone.
La crisi del SCAF
Negli ultimi anni lo SCAF è stato presentato come il fiore all’occhiello della cooperazione difensiva tra Francia, Germania e Spagna: un progetto ambizioso da oltre 100 miliardi di euro per sviluppare un velivolo da combattimento di sesta generazione destinato a sostituire le flotte esistenti entro il 2040.
Ma l’accordo è naufragato soprattutto per divergenze tecniche e strategiche, come ha recentemente spiegato lo stesso cancelliere tedesco Merz in un’intervista radiofonica: “I francesi hanno bisogno di un aereo con capacità nucleare e di operare da portaerei, mentre la Bundeswehr tedesca non ha tali requisiti”, ha detto, sottolineando che ciò rende difficile per Berlino sostenere lo stesso progetto.

Secondo fonti europee, le differenze di visione e di requisiti militari tra i partecipanti hanno spinto Berlino a riconsiderare l’impegno nello SCAF, portando il governo a interrogarsi se abbia senso “costruire due aerei per profili di requisiti differenti o concentrarsi su una sola soluzione”.
Questa spaccatura ha già avuto ripercussioni pratiche: il Belgio, inizialmente coinvolto nel programma come osservatore, ha annunciato che rivedrà la sua partecipazione, rafforzando invece l’acquisto di F‑35 americani, in risposta ai dubbi espressi da Berlino sul progetto europeo.
La svolta verso il GCAP
In questo contesto di stallo del SCAF, il progetto GCAP – un’iniziativa trilaterale tra Italia, Regno Unito e Giappone per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione con dimostratore previsto entro il 2027 e servizio attivo da metà anni ’30 – appare come l’alternativa più concreta nel panorama europeo e internazionale.
Fonti diplomatiche spiegano che Berlino sta esplorando attivamente l’opzione di avvicinarsi al GCAP come possibile alternativa allo SCAF, per mantenere un ruolo industriale e tecnologico rilevante nel futuro settore dell’aviazione militare avanzata.
Il GCAP – guidato da aziende come BAE Systems (Regno Unito), Leonardo (Italia) e partner giapponesi – è visto da molti analisti come un progetto più governance‑efficient e con ruoli tecnologici meglio definiti, fattori che hanno attirato l’attenzione del governo tedesco in un momento in cui il modello di cooperazione dello SCAF appare meno sostenibile.

Le implicazioni per la difesa europea
La possibile decisione della Germania di spostare il focus dal SCAF al GCAP potrebbe avere ampie implicazioni geostrategiche e industriali per l’Europa.
Da un lato, per la Francia si apre uno scenario difficile, poiché Parigi resta fortemente legata allo SCAF e al ruolo di leadership industriale, specialmente per quanto riguarda capacità uniche come quelle nucleari o di operazioni da portaerei.
Dall’altro, l’ingresso di Berlino nel GCAP potrebbe rafforzare il progetto italo‑britannico‑giapponese, già in buona fase di avanzamento, aumentando la sua rilevanza strategica a livello globale e creando un nuovo asse tecnologico nel campo dell’aviazione da combattimento.
Tuttavia, la transizione non è affatto scontata, perché richiederebbe l’allineamento di interessi industriali e geopolitici molto diversi tra le capitali europee. Resta da vedere se Berlino, pur condividendo alcune tecnologie o capacità, troverà modalità di cooperazione accettabili nel quadro del GCAP senza perdere la propria autonomia strategica.
Le reazioni politiche
La decisione tedesca è già stata commentata sui palcoscenici politici europei. A Parigi, il presidente Emmanuel Macron ha difeso l’importanza di un progetto europeo comune per la difesa, sottolineando la necessità di preservare l’integrazione industriale tra Paesi membri.
In Italia, mentre il GCAP procede con finanziamenti e sviluppo, fonti parlamentari avevano già segnalato un aumento del costo italiano per la partecipazione al programma, con stime riviste al rialzo per garantire progressi tecnologici e industriali competitivi sul mercato globale.

Un punto di svolta
La possibile rottura dello SCAF segna un punto di svolta nelle ambizioni di difesa europea, riflettendo tensioni non solo tecniche ma anche politiche tra gli Stati partner. La prospettiva di un coinvolgimento tedesco nel GCAP con Italia e Regno Unito rappresenta oggi la mossa più significativa per non disperdere le capacità industriali e strategiche europee in un settore critico come quello dei caccia di sesta generazione.
La decisione finale, attesa nei prossimi mesi, potrebbe ridefinire i rapporti di forza all’interno delle collaborazioni aerospaziali europee e influenzare la direzione futura della cooperazione militare nel Vecchio Continente.
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