🌐 L’allarme salute dell’epidemia silenziosa del fegato grasso
E’ l’allarme che emerge da nuovi dati e approfondimenti medici sull’aumento della malattia del fegato grasso , manifestandosi anche in persone con aspetto fisico sano o normopeso. Questa condizione, nota come steatosi epatica non alcolica (NAFLD o MASLD), rappresenta una “epidemia silenziosa” nella popolazione, collegata a fattori genetici, insulino-resistenza, stile di vita moderno e abitudini alimentari ad alto contenuto di zuccheri e carboidrati. La consapevolezza pubblica resta bassa nonostante la diffusione e i rischi per diabete, malattie cardiovascolari e cancro del fegato siano elevati.
Una condizione più comune di quanto si pensi
La malattia del fegato grasso non alcolica (NAFLD) — oggi spesso definita MASLD (Metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease) — è emersa come una delle patologie metaboliche più diffuse in India. Non è più una malattia riservata solo alle persone obese o con evidenti fattori di rischio tradizionali, ma colpisce anche individui in apparenza sani, con peso corporeo nella norma e uno stile di vita che sembra attivo. Secondo recenti studi epidemiologici, la NAFLD è presente in una percentuale significativa della popolazione indiana, con dati che indicano valori fino a oltre il 30-40% nei controlli sanitari di routine nelle aree urbane.
Questa diffusione è sorprendente perché contraddice l’idea che la malattia sia confinata ai pazienti obesi o a chi beve alcol in eccesso. Anche persone con indice di massa corporea (BMI) normale possono accumulare grasso nel fegato, spesso senza sintomi evidenti.

Perché le persone “in apparenza sane” sono a rischio
Diversi fattori concorrono a spiegare perché gli indiani, compresi quelli fit-looking, sono a rischio di fatty liver:
Composizione corporea e predisposizione etnica
Le popolazioni del Sud Asia tendono ad avere più grasso viscerale e un profilo metabolico differente, anche a BMI più bassi rispetto ad altri gruppi etnici. Questo significa che anche individui con peso normale possono avere insulino-resistenza e accumulo di grasso nel fegato.
Insulino-resistenza e metabolismo disfunzionale
Il fenomeno della insulino-resistenza — una condizione in cui le cellule non rispondono bene all’insulina — è molto comune nelle popolazioni sud asiatiche. Questa condizione può portare a immagazzinamento di grasso nel fegato anche in assenza di obesità manifesta, aumentando il rischio di MASLD.
Dieta moderna e zuccheri nascosti
Diete ad alto contenuto di carboidrati raffinati, zuccheri aggiunti e alimenti processati, spesso percepiti come “normali” nelle abitudini alimentari urbane, contribuiscono all’accumulo di grasso epatico. Anche il consumo frequente di chai zuccherato, snack dolci e bevande zuccherate può favorire l’insulino-resistenza.
Stile di vita sedentario
La combinazione di un lavoro d’ufficio, scarsa attività fisica e lunghe ore sedentarie, anche in persone con un aspetto fisico apparentemente sano, può favorire il deposito di grasso nel fegato e disfunzioni metaboliche.

Un’ “epidemia silenziosa” con conseguenze gravi
La NAFLD/MASLD è spesso asintomatica nelle fasi iniziali, il che significa che molte persone non si rendono conto di averla finché non progredisce verso forme più gravi, come steatoepatite (MASH), fibrosi epatica, cirrosi e persino carcinoma epatocellulare.
Gli esperti sottolineano che la malattia del fegato grasso non è solo un problema del fegato: è strettamente associata a diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, obesità viscerale e dislipidemie. Questo effetto “a catena” evidenzia come la NAFLD non sia isolata, ma parte di un quadro più ampio di disfunzioni metaboliche.
Conseguenze a lungo termine
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Progressione verso MASH con infiammazione del fegato
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Fibrosi e cirrosi epatica, riduzione della funzione epatica
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Aumento del rischio di diabete e problemi cardiaci
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Possibile sviluppo di tumore al fegato
Diagnosi difficile e segnali silenziosi
Una delle sfide principali della NAFLD è che i test di laboratorio convenzionali possono non rilevarla nelle fasi iniziali. Esami come ALT e AST possono risultare normali nonostante la presenza di grasso nel fegato. Per questo motivo, i medici spesso raccomandano esami di imaging come l’ecografia o il FibroScan per una diagnosi più accurata.
I segnali precoci possono essere sottili o inesistenti, ma alcuni indizi includono:
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Sensazione di affaticamento cronico
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Gonfiore addominale o lieve dolore nella parte superiore destra dell’addome
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Resistenza all’insulina o difficoltà a perdere grasso addominale nonostante esercizio fisico regolare
Prevenzione, diagnosi precoce e stile di vita
La gestione della malattia del fegato grasso si basa in gran parte su interventi di stile di vita, soprattutto nelle fasi iniziali:
Alimentazione equilibrata
Ridurre zuccheri aggiunti, carboidrati raffinati e cibi processati può aiutare a diminuire l’accumulo di grasso nel fegato. Una dieta ricca di frutta, verdura, proteine magre e grassi salutari è consigliata per ridurre il rischio metabolico.
Attività fisica regolare
Anche esercizi moderati come camminate, yoga o attività cardiovascolare possono migliorare la sensibilità all’insulina e ridurre la steatosi epatica.
Monitoraggio medico
Sottoporsi a controlli medici periodici, soprattutto se si hanno fattori di rischio come diabete, ipertensione o familiarità con malattie metaboliche, è fondamentale per identificare precocemente la NAFLD.

Il messaggio chiave
Non lasciatevi ingannare dal vostro aspetto fisico: il fegato può essere in difficoltà anche dietro una figura snella o uno stile di vita apparentemente sano. La steatosi epatica non alcolica è in crescita in India e colpisce un ampio spettro della popolazione, inclusi giovani adulti e persone con BMI normale.
La prevenzione passa attraverso consapevolezza, screening tempestivi e modifiche dello stile di vita. Ignorare i segni silenziosi di questa malattia metabolica significa rischiare complicazioni serie in futuro.
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