8:42 am, 6 Febbraio 26 calendario

🌐 Un «mondo perduto” a 2 km sotto il ghiaccio antartico

Di: Giuseppe Nasca
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Una recente esplorazione ha rivelato che oltre 2 km sotto il ghiaccio dell’Antartide si nasconde un paesaggio antico, con valli, colline e corsi d’acqua fossilizzati, che risalgono a decine di milioni di anni fa, offrendo nuove chiavi di lettura per la storia climatica della Terra e per la comprensione delle dinamiche dei ghiacciai.

Sotto la coltre bianca che ricopre l’Antartide, là dove la temperatura raramente supera lo zero e il silenzio regna immobile da milioni di anni, gli scienziati hanno fatto una delle scoperte geologiche più sorprendenti degli ultimi decenni. Utilizzando tecnologie avanzate di mappatura satellitare e radar ad alta risoluzione, un gruppo internazionale di ricercatori ha svelato un paesaggio sotterraneo straordinariamente complesso: valli, montagne, antichi letti di fiumi e saline pianure – un mondo che non ha visto la luce del sole da oltre 30 milioni di anni.

Questa mappatura dettagliata di ciò che si cela sotto oltre 2 chilometri di ghiaccio non solo mette in discussione la nostra comprensione dell’Antartide come deserto bianco uniforme, ma apre anche nuove prospettive sulla storia climatica e ambientale del nostro pianeta.

Un continente nascosto, finalmente rivelato

Per decenni, gli scienziati hanno saputo che l’Antartide non è solo ghiaccio: sotto il suo spesso scudo di ghiaccio si celano laghi subglaciali, rilievi montuosi e corsi d’acqua congelati. Tuttavia, grazie a una mappatura di nuova generazione, ora è possibile osservare con una precisione senza precedenti un paesaggio geologico che era completamente sconosciuto.

La recente ricerca, pubblicata sulla rivista Science, ha utilizzato dati satellitari ad alta risoluzione combinati con tecniche di analisi del flusso del ghiaccio per creare una mappa dettagliata di oltre 14 milioni di chilometri quadrati di sottosuolo antartico. Secondo i ricercatori, questo terreno nascosto include canyons profondi, catene montuose e oltre 30.000 colline non mappate prima d’ora.

Questa scoperta dimostra che il paesaggio sotterraneo antartico è molto più variegato e complesso di quanto si pensasse, con caratteristiche geologiche simili a quelle di regioni conosciute come le Highlands scozzesi o le Montagne Rocciose.

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Un passato congelato nel tempo

📌   Il paesaggio rivelato è molto più di un insieme di montagne e valli: si tratta di un vero e proprio “museo geologico” che conserva tracce di un’Antartide molto diversa da quella odierna. Analisi di sedimenti e microfossili suggeriscono che milioni di anni fa questa regione non era coperta di ghiaccio, ma poteva ospitare fiumi, foreste e un clima molto più temperato.

Secondo i geologi, questa parte dell’Antartide fu sepolta sotto la coltre glaciale circa 34 milioni di anni fa durante l’inizio della glaciazione permanente del continente. Prima di allora, il continente faceva parte del supercontinente Gondwana e possedeva un ambiente molto più simile a quello di oggi Sud America o Australia.

La presenza di pollini fossili, sedimenti fluviali e strutture erosive conferma che qui esisteva un mondo di fiumi e valli prima della formazione delle immense lastre di ghiaccio.

Tecnologia all’avanguardia per guardare sotto il ghiaccio

Per sondare questa parte nascosta del pianeta, gli scienziati hanno fatto affidamento a tecnologie all’avanguardia, soprattutto radar che penetrano lo strato di ghiaccio e rilevano variazioni nel sottosuolo, e sofisticati modelli di flusso del ghiacciaio. Queste tecniche permettono di inferire la topografia nascosta analizzando la finezza delle curve e pieghe della superficie glaciale.

In passato, ricerche simili avevano identificato grandi laghi subglaciali come il famoso Lago Vostok, che si trova sotto quasi 4 km di ghiaccio e potrebbe contenere fino a 65.000 km³ di acqua dolce — abbastanza per riempire il Grand Canyon più di venti volte. Tuttavia, queste nuove mappe non si limitano ai laghi: rivelano una topografia intricata e stratificata che fino ad oggi era invisibile.

È come se avessimo finalmente sollevato il sipario su uno dei paesaggi più remoti e meno esplorati del pianeta Terra.

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Implicazioni per il clima e il futuro del continente

Questa scoperta non è solo di interesse storico o geologico: le strutture sotterranee influenzano il modo in cui i ghiacci si muovono e rispondono ai cambiamenti climatici. Il terreno sottostante può determinare la velocità con cui le lastre di ghiaccio scorrono verso l’oceano e contribuiscono all’innalzamento dei mari.

Ad esempio, le recenti evidenze indicano che l’acqua liquida dei laghi subglaciali può agire da “lubrificante”, riducendo l’attrito tra il ghiaccio e il substrato roccioso e accelerando così la perdita di massa glaciale — un elemento chiave nei modelli di innalzamento del livello del mare.

Comprendere la topografia nascosta aiuta i climatologi a migliorare le previsioni su come l’Antartide potrebbe reagire al riscaldamento globale, contribuendo a proiezioni più accurate dell’innalzamento dei mari e dei cambiamenti ambientali a scala globale.

Un capitolo per la scienza e l’esplorazione

Lo studio di ciò che sta sotto i ghiacci antartici sta anche spingendo frontiere interdisciplinari: dalla geologia alla climatologia, dalla biologia alla paleontologia. Le strutture antiche potrebbero contenere indizi sulla biodiversità del passato, legati a ecosistemi che non esistono più sulla superficie terrestre.

Inoltre, la conoscenza dettagliata della topografia subglaciale è fondamentale per la progettazione di future missioni di perforazione o di robotica scientifica, che potrebbero un giorno permettere di prelevare campioni di sedimenti, acqua o addirittura microorganismi rimasti isolati per ere geologiche.

In questo modo, l’Antartide sotto il ghiaccio potrebbe diventare un archivio unico della storia del nostro pianeta e una chiave per capire il passato e il futuro climatico della Terra.

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Quella emersa sotto 2 km di ghiaccio antartico non è solo una scoperta scientifica: è un ponte tra il passato remoto del nostro pianeta e le sfide climatiche del futuro. Le immagini e i dati emersi da questa esplorazione sotterranea disegnano un continente profondo, antico e complesso, che custodisce storie di ere in cui l’Antartide non era un deserto bianco ma un mondo modellato da fiumi, montagne e vita vegetale.

Mentre le tecnologie di mappatura e perforazione avanzano, il “cuore” dell’Antartide potrebbe ancora riservarci sorprese — forse persino nuove forme di vita adattate a condizioni estreme, come hanno già suggerito studi su laghi subglaciali analoghi.

In definitiva, questa scoperta rappresenta una delle pagine più affascinanti della scienza moderna, con effetti potenziali su climatologia, geoscienze e persino astrobiologia, ricordandoci che anche nei luoghi più inospitali il pianeta Terra ha ancora molto da raccontare.

6 Febbraio 2026 ( modificato il 22 Gennaio 2026 | 23:51 )
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