8:23 am, 22 Febbraio 26 calendario

🌐 Norvegia, timori nell’Artico: possibile attacco russo

Di: Redazione Metrotoday
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In Norvegia cresce l’allarme per la sicurezza nell’Artico: il capo della Difesa di Oslo non esclude un attacco russo nel Nord per salvaguardare il proprio arsenale nucleare, mentre i servizi di intelligence norvegesi avvertono di un aumento delle attività di spionaggio e sabotaggio russi nella regione artica. Le tensioni con Mosca si riflettono su valutazioni strategiche, rafforzamenti militari e cooperazione tra alleati NATO su una delle frontiere più sensibili dell’Europa settentrionale.

In un contesto segnato da crescenti tensioni tra NATO e Russia, la Norvegia si trova al centro di un acceso dibattito sulla sicurezza nell’Artico, con timori concreti di un possibile attacco russo per proteggere gli asset nucleari situati vicino al confine norvegese. Recenti dichiarazioni del generale Eirik Kristoffersen, capo della Difesa norvegese, hanno spinto l’attenzione internazionale sul rischio che Mosca possa considerare una manovra militare nel Nord come un mezzo per difendere il proprio arsenale nucleare, concentrato principalmente nella penisola di Kola, a breve distanza dal territorio norvegese. Questa valutazione strategica riflette l’amplificazione delle preoccupazioni di Oslo sui piani militari di Mosca nell’Artico e sull’evoluzione delle minacce alla sicurezza collettiva.

Il cuore della questione è rappresentato dalla crescente importanza strategica dell’Artico, una regione che negli ultimi anni ha visto un aumento significativo dell’interesse geopolitico e militare da parte delle grandi potenze. La penisola di Kola è sede di una vasta parte dell’arsenale nucleare russo, comprese unità strategiche di missili balistici, sottomarini dotati di testate nucleari e piattaforme aeree in grado di trasportare ordigni atomici. Secondo Kristoffersen, la protezione di questi asset potrebbe trasformarsi in un fattore di tensione diretta con gli alleati NATO, qualora Mosca percepisse un rischio per la sua “second strike capability” ovvero la capacità di rispondere a un attacco nucleare con propri mezzi.

Il generale ha chiarito che, pur non essendoci segnali diretti di intenti espansionistici verso la Norvegia paragonabili a quelli manifestati nel conflitto ucraino o nelle ex repubbliche sovietiche, Oslo non esclude che Mosca possa prendere in considerazione, come parte di una più ampia strategia difensiva, mosse aggressive nel territorio artico. Questo tipo di scenario, benché considerato nella pianificazione di difesa, rimane altamente ipotetico ma non del tutto escluso.

Accanto alla preoccupazione per un possibile attacco, emergono anche valutazioni sulla crescente attività di spionaggio e sabotaggio nelle aree settentrionali della Norvegia. Recenti rapporti delle autorità norvegesi di sicurezza indicano che i servizi di intelligence russi starebbero intensificando le attività di raccolta di informazioni lungo l’Artico norvegese e l’arcipelago di Svalbard. Tali operazioni includono tentativi di infiltrazione, monitoraggio delle infrastrutture critiche e la possibile pianificazione di azioni di sabotaggio volte a minare il supporto della Norvegia all’Ucraina o le esercitazioni militari congiunte con gli alleati NATO.

Le previsioni di aumento delle operazioni di spionaggio da parte russa, evidenziate nelle valutazioni annuali dei servizi di sicurezza norvegesi, hanno portato all’espulsione di agenti sotto copertura e alla chiusura di porti strategici ai natanti russi. In risposta, Mosca ha negato qualsiasi coinvolgimento in attività di sabotaggio o piani di attacco, definendo tali previsioni come esagerazioni o panico occidentale. Tuttavia, le autorità di Oslo ritengono che la durezza dello scenario russo-richieda una vigilanza rafforzata e una cooperazione ancora più stretta con gli alleati.

La Norvegia, membro della NATO e principale fornitore europeo di gas naturale, condivide un confine terrestre e marittimo con la Russia nell’estremo nord. Questa posizione geografica rende Oslo un attore chiave nella sicurezza del “High North”, la vasta area artica contesa tra interessi economici, militari e ambientali. La regione è attraversata da rotte marittime strategiche, risorse naturali e infrastrutture sensibili che attirano l’attenzione delle potenze globali. Proprio per questo motivo, qualsiasi mossa militare da parte di Mosca che miri a tutelare i suoi sistemi di deterrenza nucleare potrebbe avere ripercussioni immediate sulla sicurezza dell’intera area.

Nel quadro delle attuali tensioni, gli analisti sottolineano come l’Artico sia diventato un terreno di confronto tra interessi divergenti. Non si tratta più di una periferia remota, ma di un fronte cruciale in cui si intrecciano sicurezza energetica, presenza militare, rivalità strategiche e mutamenti climatici che aprono nuove vie di navigazione e opportunità economiche. L’attività militare russa nella penisola di Kola e nelle acque artiche è percepita da Oslo come significativa non solo per la difesa nazionale, ma anche per la stabilità di tutta la NATO nel Nord Europa.

Per far fronte a questi rischi percepiti, la Norvegia ha intensificato la cooperazione con gli Stati Uniti e altri paesi alleati. Addestramenti congiunti, esercitazioni in condizioni estreme e una maggiore presenza di forze NATO nell’Artico sono parte delle contromisure adottate negli ultimi mesi. Allo stesso tempo, Oslo ha messo in atto misure interne per rafforzare la resilienza delle proprie infrastrutture critiche, con particolare attenzione alle reti energetiche e alle comunicazioni, considerate potenziali obiettivi di interferenze esterne.

La questione dell’arsenale nucleare russo costituisce inoltre un tema di dibattito nelle capitali europee, dove si discute non solo delle dimensioni e della modernizzazione delle forze strategiche di Mosca, ma anche delle implicazioni per la sicurezza collettiva. In questo contesto, si inserisce la denuncia di mancate progressi negli accordi internazionali di controllo degli armamenti e la crescente preoccupazione per l’assenza di limiti vincolanti sul numero di testate strategiche. La presenza di un ampio e moderno arsenale nucleare a ridosso del confine norvegese ha spinto molti a chiedere il ripristino o la negoziazione di nuovi trattati multilaterali per limitare i rischi di escalation incontrollata.

Non si può ignorare che la percezione di un possibile attacco russo, sebbene remota, rappresenti una delle valutazioni di rischio più care alla politica di difesa norvegese. In un mondo in cui le dinamiche globali di potere continuano a evolversi, la Norvegia mantiene un approccio prudente ma vigile. Le autorità di Oslo insistono sulla necessità di non sottovalutare alcuno scenario, pur ribadendo l’importanza della diplomazia e del dialogo per evitare escalation accidentali. La sicurezza nell’Artico resta dunque un tema centrale per la politica estera e di difesa europea, in un periodo in cui la stabilità internazionale è messa alla prova da crescenti rivalità e da una nuova corsa alla militarizzazione delle regioni polari.

L’Italia, come altri paesi europei, osserva con attenzione queste evoluzioni strategiche, consapevole che le rotte artiche, le risorse naturali e la sicurezza energetica rappresentano interessi condivisi che trascendono i confini nazionali. In questo contesto, la cooperazione multilaterale e la gestione delle tensioni con la Russia saranno elementi chiave per preservare la pace e la sicurezza nel continente europeo e oltre.

22 Febbraio 2026 ( modificato il 13 Febbraio 2026 | 8:27 )
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