🌐 Maira: “Tenere attivo il cervello migliora la qualità della vita”
Secondo il neurochirurgo Giulio Maira, dell’Università Cattolica e della Fondazione Atena, la chiave per una migliore qualità della vita in tutte le età è tenere attivo il cervello attraverso stimoli, abitudini salutari e impegno cognitivo. Maira ha ribadito a Tgcom24 che la cura della mente è tanto fondamentale quanto quella del corpo, specie nell’era delle malattie neurodegenerative e dell’invecchiamento globale.
In un contesto medico e sociale in cui l’invecchiamento della popolazione e i rischi legati a stress, Long Covid e declino cognitivo richiedono strategie concrete per preservare la funzione cerebrale, la prospettiva del neurochirurgo si inserisce nell’ampio dibattito su salute, prevenzione e stili di vita. Studi recenti mostrano infatti che attività fisica regolare, alimentazione sana e stimolazione mentale possono avere un impatto significativo sulla salute del cervello.
Chi è il neurochirurgo Maira
Il prof. Giulio Maira è un neurochirurgo di rilievo internazionale, professore ordinario presso l’Istituto di Neurochirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e presidente della Fondazione Atena Onlus, un ente che promuove progetti culturali e scientifici legati alla salute, alla ricerca e alla promozione della conoscenza neurologica. Nel suo intervento Maira ha affrontato temi cruciali per la salute cerebrale e la prevenzione delle malattie neurodegenerative, sottolineando l’importanza di un approccio integrato alla salute mentale e fisica.
La Fondazione Atena, attiva da anni nella diffusione di progetti scientifici e culturali sul funzionamento del cervello e sulle neuroscienze, trova oggi nuova rilevanza in un’epoca in cui la ricerca su invecchiamento, Alzheimer e declino cognitivo è in forte espansione. L’esperienza clinica di Maira, affiancata a una visione educativa e preventiva, pone l’accento su come stimolare e preservare la funzione cerebrale attraverso abitudini quotidiane e impegno cognitivo costante.

Stimolare il cervello per vivere meglio
Nel suo intervento, Maira ha evidenziato che mantenere il cervello attivo è uno dei principali fattori di protezione per la salute cognitiva. La stimolazione mentale, attraverso lettura, apprendimento di nuove competenze, attività sociali e coinvolgimento in hobby cognitivamente impegnativi, può contribuire a rafforzare le connessioni neuronali e a prevenire il declino mentale associato all’età e ad alcune condizioni patologiche.
Stimolare il cervello non significa soltanto evitare la noia, ma impegnarsi in attività che sollecitano memoria, attenzione, creatività e salute emotiva, elementi che insieme favoriscono una qualità della vita più elevata e un invecchiamento più sano. Questo principio si collega anche alle indicazioni della comunità scientifica sulle abitudini salutari per il cervello: attività fisica, alimentazione equilibrata e impegno sociale hanno dimostrato di supportare la funzione cognitiva nel lungo termine.
L’idea di Maira di “tenere attivo il cervello” si traduce quindi in un approccio quotidiano alla salute mentale che non si limita alla prevenzione delle malattie, ma investe direttamente la qualità delle relazioni, delle attività culturali e dell’intera esperienza di vita, in ogni fascia d’età.
Il nesso tra attività quotidiane e salute cerebrale
La ricerca contemporanea conferma che il cervello non è un organo statico, ma rimane plastico e reattivo agli stimoli durante tutto l’arco della vita. Attività come esercizio fisico aerobico, lettura, apprendimento di lingue straniere o strumenti musicali e partecipazione attiva alla vita sociale possono contribuire a migliorare la connettività dei neuroni e sostenere la memoria e l’attenzione.
In ambito sanitario e psicologico, gli studiosi sottolineano che l’attività fisica regolare non solo migliora la salute cardiovascolare, ma favorisce anche la crescita di nuove connessioni neuronali e la protezione contro l’infiammazione cerebrale, entrambi elementi fondamentali per contrastare l’invecchiamento e le malattie neurodegenerative.
Altri studi evidenziano che cervelli “attivi” presentano un volume maggiore di aree cerebrali chiave, come l’ippocampo, rispetto a soggetti sedentari, suggerendo che l’esercizio mentale e fisico contribuisce a mantenere la funzionalità cognitiva più a lungo.
Queste evidenze rafforzano il messaggio di Maira: un cervello stimolato da esperienze, relazioni e attività significative è meno soggetto ai segni del declino cognitivo, sia nei giovani sia negli adulti e anziani.

I fattori di rischio per la salute cerebrale
Maira ha anche ricordato che molte condizioni e abitudini di vita possono influenzare negativamente la salute del cervello se non affrontate tempestivamente. Sedentarietà, sonno di scarsa qualità, stress cronico, consumo eccessivo di alcol e uso prolungato di dispositivi digitali senza pause possono alterare la connettività neuronale e aumentare il rischio di disturbi cognitivi e mentali.
In particolare, emergenti recenti studi medici sottolineano che anche condizioni come il Long Covid possono avere effetti prolungati sul cervello, con sintomi cognitivi che richiamano meccanismi legati all’Alzheimer e ad altre malattie neurologiche, confermando l’importanza di un approccio preventivo e proattivo alla salute cerebrale.
Una corretta gestione dei fattori di rischio, unita alle strategie di stimolazione mentale proposte da Maira, costituisce quindi un quadro completo per preservare la funzione cognitiva e migliorare la qualità della vita.
Il contributo di uno stile di vita sano
Accanto alla stimolazione cognitiva, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per la salute del cervello. Studi recenti dimostrano che diete ricche di frutta, verdura, cereali integrali, grassi buoni come quelli dell’olio d’oliva e pesce sono associate a una migliore funzione cognitiva e a una minore incidenza di declino mentale, indipendentemente dai fattori di rischio cardiovascolare.
Questa evidenza si integra perfettamente con l’approccio olistico promosso da Maira e dalla comunità scientifica: una mente sana richiede cura del corpo, stimolazione mentale e relazioni sociali ricche e gratificanti.

Il messaggio per tutte le età
Il messaggio lanciato dal neurochirurgo Maira a Tgcom24 è chiaro e universale: non esiste un’età “giusta” per prendersi cura del cervello; ogni fase della vita offre opportunità per migliorare la propria salute mentale e la qualità della vita generale.
Dal bambino che impara a leggere all’adulto che affronta nuove sfide professionali, fino all’anziano che vuole restare attivo nel proprio contesto sociale, il cervello risponde agli stimoli e si adatta, è sensibile alle abitudini di vita e può essere allenato, modellato e protetto.
Questa prospettiva amplia la visione tradizionale della salute, ponendo l’accento su prevenzione, educazione e attività quotidiane come strumenti potenti per una vita più piena e attiva.
Salute cerebrale come priorità quotidiana
L’appello del neurochirurgo Maira è dunque un richiamo alla responsabilità personale nella cura della propria mente e del proprio corpo. Tenere attivo il cervello attraverso stimoli intellettuali, attività fisiche, relazioni sociali e abitudini salutari può influenzare positivamente la qualità della vita e ridurre il rischio di declino cognitivo e malattie neurologiche.
In un’epoca in cui la salute mentale è sempre più al centro dell’attenzione pubblica e scientifica, la prevenzione e la stimolazione cerebrale assumono un ruolo fondamentale per costruire un futuro più sano e consapevole per tutte le generazioni.
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