1:23 pm, 21 Febbraio 26 calendario

🌐 Fincantieri costruirà i sottomarini nell’Arsenale di La Spezia

Di: Redazione Metrotoday
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Fincantieri costruirà i sottomarini in arsenale, riportando l’Arsenale Militare Marittimo di La Spezia alla produzione navale dopo oltre 50 anni e segnando una svolta nella cantieristica della Difesa italiana. Il ritorno alla costruzione di unità subacquee nel compendio cavouriano nasce dal nuovo piano industriale 2026‑2030 del gruppo, che pone il settore Difesa e la produzione di sottomarini al centro della sua espansione tecnologica e strategica. L’operazione non ridefinisce solo la storia della base spezzina, ma riafferma la leadership italiana nella costruzione di mezzi navali avanzati e apre la strada a un’evoluzione significativa nella capacità produttiva nazionale e internazionale del Gruppo.

L’Arsenale di La Spezia torna alla produzione navale

Dopo l’ultimo varo di un’unità navale nel 1974, l’Arsenale Militare Marittimo di La Spezia torna a produrre navi, in particolare sottomarini, grazie all’accordo di Fincantieri inserito nel piano industriale 2026‑2030. Il compendio storico, noto anche come Arsenale Cavouriano, era stato utilizzato nei decenni successivi principalmente per manutenzione, refitting e demolizioni, senza ospitare nuove costruzioni. Con il progetto attuale, questo lungo periodo di inattività produttiva sarà superato e il sito diventerà nuovamente operativo per la costruzione e l’allestimento di mezzi subacquei moderni.

L’annuncio è stato reso noto nel corso della presentazione a Milano del piano industriale di Fincantieri per il quinquennio 2026‑2030, in cui la direzione aziendale ha spiegato come il rilancio dell’Arsenale si inserisca in una strategia di forte espansione nei segmenti della Difesa e delle tecnologie navali avanzate.

Il piano industriale di Fincantieri e la strategia sulla Difesa

Il ritorno alla produzione nell’Arsenale spezzino è strettamente connesso con la più ampia strategia di crescita di Fincantieri, che punta a consolidare e ampliare la propria presenza nel settore Difesa e, in particolare, nella cantieristica subacquea.

Secondo il nuovo piano 2026‑2030, Fincantieri mira a raddoppiare la capacità produttiva dei cantieri italiani nel settore Difesa, cogliendo la crescente domanda del mercato globale e consolidando il proprio ruolo come protagonista nell’industria navale militare. Questo piano prevede anche un forte impulso agli ordini per unità sottomarine, superficie e tecnologie subacquee avanzate, con obiettivi di oltre 50 miliardi di euro di nuovi ordini nei prossimi anni.

In quest’ottica, l’utilizzo di aree dell’Arsenale di La Spezia per la produzione di sottomarini rappresenta un elemento chiave della strategia industriale, poiché consente di aumentare la capacità produttiva complessiva del Gruppo e di ridurre i tempi di costruzione con l’adozione di linee dedicate.

L’importanza storica dell’Arsenale e il suo ruolo futuro

L’Arsenale di La Spezia è stato storicamente uno dei più importanti poli navali del Paese, fondato nel XIX secolo e utilizzato per decenni come centro di produzione militare marittima. Tuttavia, dopo l’ultimo varo di un’unità nel 1974, la struttura ha progressivamente perso ruolo produttivo diretto, passando prevalentemente alla manutenzione tecnica delle unità navali.

Il ritorno alla costruzione attiva di navi e sottomarini rappresenta quindi una riconquista industriale e simbolica, che ha ricadute sia per il tessuto economico e occupazionale locale sia per l’intera filiera della cantieristica navale italiana. La nuova linea di produzione di sottomarini consentirà all’Arsenale di riattivare competenze tecniche e professionali legate alla costruzione navale e di collocarsi nuovamente come nodo strategico nell’industria della Difesa.

Dai programmi U212 NFS al futuro

La decisione di affidare a Fincantieri la produzione nell’Arsenale spezzino si inserisce in un contesto di sviluppo dei programmi subacquei nazionali, come quello legato alla classe U212 NFS (Near Future Submarine), i moderni sottomarini progettati nell’ambito del programma OCCAR, costruiti principalmente a La Spezia presso lo stabilimento di Muggiano. Questi battelli subacquei, derivati dall’esperienza U212 e dotati di sistemi innovativi come celle a combustibile e batterie al litio, rappresentano una componente fondamentale della dotazione della Marina Militare Italiana.

L’espansione delle attività subacquee di Fincantieri nell’Arsenale amplia dunque le prospettive operative e industriali, consentendo di affiancare alla produzione di sottomarini specialistici anche linee dedicate ad altre classi e varianti in futuro. Questo potenziale di crescita è rafforzato dalla forte domanda internazionale nel settore e dalla prosecuzione di collaborazioni con partner strategici nei programmi di costruzione navale avanzata.

Effetti economici e occupazionali per La Spezia e l’indotto

Il ritorno della produzione di sottomarini all’Arsenale di La Spezia promette impatti rilevanti non solo per Fincantieri ma anche per il territorio ligure e per l’intero comparto industriale italiano. La riattivazione di linee produttive storiche potrebbe creare decine di posti di lavoro diretti nel cantiere e stimolare l’economia locale attraverso un indotto qualificato, che coinvolge fornitori, subfornitori e servizi legati alla filiera navale.

Inoltre, la riconversione dell’Arsenale alla produzione sottomarina può attrarre competenze specialistiche e favorire formazione tecnica avanzata, consolidando La Spezia come centro di eccellenza nel settore navale e della Difesa. Questo processo può anche contribuire a rinforzare il ruolo dell’Italia nei programmi europei di difesa e sicurezza, in un contesto internazionale caratterizzato da maggiori investimenti nei mezzi militari navali.

Cantieristica italiana nel contesto globale

Il progetto di riportare l’Arsenale alla produzione di sottomarini si inserisce in un contesto di crescita strutturale della cantieristica italiana nel settore Difesa, dove Fincantieri sta rafforzando la propria posizione attraverso piani industriali quinquennali, nuovi contratti e strategie di espansione internazionale. Il gruppo ha recentemente annunciato che intende potenziare la capacità produttiva nei cantieri italiani, ampliare la gamma di prodotti navali e aumentare la quota di ordini nel settore militare, seguendo le tendenze globali di aumento della domanda di mezzi navali avanzati.

Questa strategia si concretizza anche nella modernizzazione delle infrastrutture, nell’adozione di tecnologie all’avanguardia e nell’espansione di linee produttive tradizionalmente utilizzate in altri segmenti, rendendo possibile il ritorno alla costruzione navale anche in siti storici come l’Arsenale di La Spezia.

Una nuova era per l’Arsenale e per Fincantieri

Il progetto di Fincantieri di costruire sottomarini nell’Arsenale di La Spezia, riportando alla produzione diretta un sito inattivo per oltre mezzo secolo, rappresenta un tassello chiave della strategia industriale italiana nel settore Difesa.

Questo sviluppo non solo riporta alla vita una struttura storica, ma rilancia la cantieristica italiana in un comparto altamente strategico e tecnologico, con benefici economici territoriali e prospettive di consolidamento internazionale. Con l’espansione delle capacità produttive e la crescita del portafoglio ordini, l’Italia conferma il ruolo di protagonista nella costruzione di sistemi navali avanzati e nella filiera globale della Difesa nei prossimi anni.

21 Febbraio 2026 ( modificato il 15 Febbraio 2026 | 23:29 )
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