10:24 am, 20 Febbraio 26 calendario

🌐 Trump inaugura il Board of Peace per pace e ricostruzione di Gaza

Di: Redazione Metrotoday
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A Washington prende avvio la prima riunione del Board of Peace, l’ambiziosa iniziativa internazionale promosso dal presidente Usa Donald Trump per accelerare pace e ricostruzione di Gaza, con impegni miliardari e forte presenza diplomatico‑militare globale.

La svolta di Trump e il lancio del Board of Peace

Ieri, Donald Trump ha ufficialmente inaugurato a Washington il Board of Peace, definendolo «niente di più potente e prestigioso» nel panorama della diplomazia internazionale e promettendo un nuovo corso per la pace globale. Si tratta della prima riunione formale di un organismo che Trump ha voluto porre al centro della strategia internazionale per la pace e la ricostruzione di Gaza, e che ora vede rappresentanti di decine di Stati riuniti nella capitale americana.

Secondo il presidente americano l’obiettivo è semplice ma ambizioso: trasformare la parola “pace” da concetto astratto in azione concreta capace di incidere nei teatri di guerra, in particolare in Medio Oriente. Trump ha descritto il Board of Peace come un intento collettivo di garantire stabilità, sicurezza e opportunità economiche alla popolazione civile dopo anni di conflitto.

“La pace è una parola facile da dire, ma difficile da produrre,” ha affermato, indicando la volontà di superare quelli che, a suo dire, sono fallimenti delle istituzioni multilaterali tradizionali come l’ONU.

Milioni in impegni economici e geostrategici

Una delle notizie più rilevanti emerse durante la cerimonia inaugurale riguarda gli impegni finanziari internazionali per la ricostruzione di Gaza. Paesi membri del Board of Peace hanno promesso complessivamente oltre 7 miliardi di dollari, mentre gli Stati Uniti hanno annunciato un contributo di 10 miliardi di dollari — anche se dettagli su come verranno stanziati o approvati rimangono incerti.

L’iniziativa si incentra non solo sul finanziamento, ma anche sulla creazione di una forza internazionale di stabilizzazione destinata a garantire sicurezza sul terreno, con piani per migliaia di agenti di polizia e truppe da diversi paesi. Questa componente militare riflette l’ambizione del Board di agire non solo come piattaforma diplomatica, ma anche come attore operativo in aree instabili.

Coinvolgimento internazionale e ruoli controversi

All’incontro hanno partecipato delegati di numerosi Paesi, con rappresentanze che vanno da Stati del Medio Oriente a nazioni europee e asiatiche. Tra questi, alcuni hanno contribuito con risorse economiche e forze — altri invece hanno scelto una posizione più cauta o di osservazione.

L’Italia, ad esempio, partecipa in qualità di osservatore con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre molti alleati tradizionali degli Stati Uniti hanno espresso scetticismo rispetto al progetto, temendo che possa competere o sovrapporsi ai ruoli degli organismi internazionali esistenti.

In parallelo, la presenza di leader politici dall’agenda controversa o di Stati con interessi geopolitici divergenti ha sollevato dubbi sulla coesione reale dell’iniziativa e sulla sua capacità di rappresentare un consenso ampio e duraturo.

Obiettivi politici e critiche: da Washington al mondo

Uno dei punti centrali del discorso di Trump è stato l’intento dichiarato di creare un organismo in grado di garantire la pace e, secondo alcune dichiarazioni, di sovrintendere anche al funzionamento delle Nazioni Unite. Questa ambizione ha attirato l’attenzione di analisti e diplomatici, che vedono nel Board of Peace un tentativo di ridisegnare il ruolo degli Stati Uniti e dei partner globali nel governo multilaterale.

Per molti critici, tuttavia, la creazione dell’organismo rappresenta una sfida all’ordine internazionale consolidato, in particolare se percepita come un’alternativa all’ONU anziché un complemento. Alcuni Paesi hanno rifiutato o ritardato la loro partecipazione citando preoccupazioni sulla legittimità e sull’efficacia di un organismo dominato da Washington.

Gaza al centro: fra speranze e realtà difficili

Al di là delle dichiarazioni di Washington, la situazione sul terreno a Gaza resta estremamente fragile. Nonostante i piani di ricostruzione e gli impegni da miliardi di dollari, la celebrazione della pace non coincide con la fine delle difficoltà quotidiane per la popolazione civile.

Gli attentati sporadici, le tensioni persistenti e l’incertezza politica rendono complicato tradurre gli impegni internazionali in cambiamenti tangibili. La promessa del Board of Peace di assicurare sicurezza, amministrazione efficace e infrastrutture moderne sarà messa alla prova nei prossimi mesi, soprattutto se non saranno risolti i nodi relativi al disarmo delle milizie e alla governance locale.

ambizione globale o nuova architettura di potere?

La prima riunione del Board of Peace rappresenta indubbiamente un momento di grande rilevanza politica e simbolica nella diplomazia internazionale. Con impegni economici miliardari, un forte ruolo americano e la partecipazione di decine di Paesi, l’iniziativa mira a ridefinire il modo in cui il mondo affronta conflitti e ricostruzione post‑guerra.

Resta però aperto il dibattito su quanto questa piattaforma rappresenti un autentico strumento di pace o piuttosto un nuovo centro di influenza geopolitica, in grado di competere con organismi tradizionali come le Nazioni Unite. Gli sviluppi nei prossimi mesi saranno cruciali per capire se il Board of Peace potrà davvero tradurre parole d’intento in risultati concreti.

20 Febbraio 2026
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