🌐 Kurt Cobain, nuova indagine sulla morte:“Fu omicidio, non suicidio”
Una nuova controversia scuote uno dei misteri più discussi della storia della musica moderna. A oltre trent’anni dalla morte di Kurt Cobain, leader della band grunge Nirvana, è emersa oggi una nuova indagine forense indipendente che mette radicalmente in discussione la causa ufficiale del decesso, proponendo che non si sia trattato di un suicidio ma di un omicidio.
Secondo lo studio pubblicato su una rivista accademica specializzata, un team di esperti ha rianalizzato i risultati dell’autopsia e le evidenze raccolte sulla scena del ritrovamento del corpo a Seattle (USA) nel 1994, sostenendo che vi siano elementi inconsistenti con la conclusione originale di suicidio.
Gli esperti forensi sostengono che Cobain sarebbe stato prima incapacitato con una massiccia dose di eroina e successivamente ucciso con un colpo di arma da fuoco, lasciando intenzionalmente la scena del crimine in apparenza di suicidio. L’analisi mette in evidenza dieci punti chiave, tra cui presunte discrepanze nei danni agli organi e nella disposizione degli oggetti trovati sul luogo, che, secondo i ricercatori, non corrisponderebbero a un suicidio ma piuttosto a una messinscena.

Secondo la ricercatrice indipendente coinvolta nel progetto, l’autopsia mostra segni di necrosi cerebrale e epatica associabili a un’overdose prolungata, piuttosto che alla morte istantanea causata da un colpo di arma da fuoco. Gli investigatori privati affermano che l’arma fu poi posizionata tra le mani di Cobain e che il biglietto di addio potrebbe essere stato falsificato.
Le prove contestate e gli elementi al centro della disputa
Tra i punti sollevati dagli esperti ci sono:
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Livelli di eroina nel corpo di Cobain considerati incompatibili con la capacità di impugnare e manovrare un fucile da solo al momento della presunta autoinflizione.
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Discrepanze nel kit di eroina trovato sulla scena, con strumenti disposti in modo “insolitamente ordinato” per un suicidio.
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Incongruenze nella lettera di addio, che secondo i ricercatori non rifletterebbe lo stile o l’intento suicida dell’artista.
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Segni di ossigeno inadeguato al cervello e al fegato, che alcuni specialisti collegano a effetti di overdose piuttosto che all’immediata paralisi di un colpo di fucile.
I sostenitori delle nuove conclusioni chiedono alle autorità competenti di riaprire il caso, citando la possibile necessità di riconsiderare il verdetto ufficiale.
La reazione delle autorità e le posizioni ufficiali
Nonostante la risonanza della nuova indagine, le istituzioni coinvolte mantengono la versione originale. La Seattle Police Department e l’Ufficio del medico legale della contea di King hanno risposto che non esistono, al momento, prove sufficienti per riaprire ufficialmente il caso, e confermano la conclusione originale che la morte fu causata da un colpo di fucile autoinflitto.
Questa posizione sottolinea che, benché lo studio abbia riacceso il dibattito pubblico, non è stato presentato un consenso unanime né prove legalmente verificabili che impongano una revisione formale delle conclusioni scientifiche e giudiziarie precedenti.

Un dibattito che divide fan, studiosi e media
Fin dalla sua scomparsa nel 1994, la morte di Kurt Cobain è stata accompagnata da speculazioni e teorie alternative, in parte alimentate dalla sua giovane età, dal suo stile di vita turbolento e dalle circostanze poco chiare del ritrovamento del corpo.
La nuova indagine forense è destinata a riaprire vecchie discussioni nei circoli dei fan, tra gli appassionati di musica e tra gli analisti forensi, influenzando la percezione pubblica dell’evento e della figura di Cobain stesso.
Critici ritengono che una revisione basata su un’analisi indipendente non possa sostituire indagini ufficiali condotte da autorità competenti, mentre chi sostienela nuova teoria vede nelle discrepanze sollevate una possibile ingiustizia storica da correggere.
Implicazioni culturali e storiche
La discussione sulla morte di Kurt Cobain trascende la mera cronaca: il frontman dei Nirvana rappresenta una figura emblematica della musica rock degli anni ’90, e ogni nuovo elemento che emerge ha forti ripercussioni sul patrimonio culturale legato alla band e all’epoca grunge.
Con la nuova indagine forense che guadagna attenzione internazionale, la vicenda potrebbe continuare a essere oggetto di studi, documentari e approfondimenti nei prossimi mesi, mentre la comunità globale resta divisa tra chi accoglie con interesse le nuove tesi e chi rimane fedele alla versione ufficiale del suicidio.

La nuova indagine sostenuta da esperti forensi privati riporta l’ipotesi di omicidio nella morte di Kurt Cobain, evidenziando presunte discrepanze nell’autopsia e nella scena del crimine. Tuttavia, le autorità ufficiali non hanno aperto un nuovo procedimento, lasciando il caso chiuso nella sua versione storica. La questione continua a dividere pubblico e commentatori, riaccendendo un dibattito che dura da decenni.
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