11:19 am, 20 Febbraio 26 calendario

🌐 Intervento a Padova: valvola cardiaca riparata senza aprire torace

Di: Redazione Metrotoday
condividi

Un intervento storico all’Azienda Ospedale‑Università di Padova ha mostrato come riparare una valvola cardiaca senza aprire il torace, segnando un traguardo nella chirurgia interventistica cardiaca. La procedura, eseguita tramite un accesso percutaneo attraverso una vena della gamba e con elettrochirurgia transcatetere, ha permesso di rimodellare una valvola aortica bicuspide severamente calcificata, evitando il tradizionale intervento a cuore aperto e aprendo nuove prospettive terapeutiche per pazienti ad alto rischio chirurgico. Questo è considerato un passo importante nell’espansione delle tecniche mininvasive per il trattamento delle valvulopatie.

Una svolta nella chirurgia interventistica cardiaca a Padova

All’Azienda Ospedale‑Università di Padova è stato compiuto un intervento senza precedenti su una valvola cardiaca bicuspide, utilizzando una tecnica transcatetere guidata dall’esterno e dall’interno del cuore senza ricorrere alla chirurgia tradizionale a cuore aperto che richiede l’apertura del torace e l’uso di circolazione extracorporea.

La procedura è stata realizzata da un’équipe di cardiologi interventisti ed emodinamisti guidati dal professore Giuseppe Tarantini, responsabile della UOC Emodinamica e Cardiologia Interventistica e docente di Cardio Toraco Vascolare all’Università di Padova. Il team ha impiegato una guida elettrificata tramite catetere inserito da una vena della gamba, consentendo di raggiungere il cuore e intervenire sulla valvola aortica gravemente calcificata senza apertura toracica.

Questo intervento è la prima applicazione al mondo dell’elettrochirurgia transcatetere su una valvola bicuspide stenotica, una forma di valvulopatia cardiaca che tradizionalmente richiede un approccio chirurgico aperto a causa delle difficoltà anatomiche e del rischio di complicazioni.

Perché questo intervento è un traguardo storico

La valvola aortica bicuspide è una variante anatomica presente in una parte della popolazione e associata spesso a stenosi severa o disfunzione. In questi pazienti, la chirurgia tradizionale a cuore aperto comporta rischi maggiori e tempi di recupero prolungati, soprattutto in pazienti fragili o con comorbidità.

Con la nuova procedura transcatetere, il cuore non viene esposto tramite incisioni grandi nel torace, ma l’accesso viene ottenuto tramite un catetere che percorre il sistema vascolare fino al cuore, riducendo l’invasività. Una volta raggiunta la valvola, l’elettrochirurgia transcatetere consente di rimodellare il tessuto calcificato e preparare il sito per l’impianto di un dispositivo valvolare o per una successiva sostituzione.

Questa tecnica si inserisce nella più ampia rivoluzione delle procedure mininvasive per la cura delle valvulopatie, dove approcci come TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation) e altri trattamenti percutanei hanno progressivamente ampliato l’opzione terapeutica anche a pazienti con rischio chirurgico elevato.

Come funziona la tecnica transcatetere e elettrochirurgica

La procedura prevede diversi passaggi innovativi:

  • Accesso percutaneo: un piccolo catetere viene inserito in una vena della gamba e guidato fino al cuore senza apertura del torace.

  • Elettrochirurgia transcatetere: strumenti elettrici miniaturizzati consentono di rimodellare la valvola calcificata dall’interno, preparando la struttura per un eventuale trattamento definitivo o per un impianto protesico.

  • Imaging e guida avanzata: l’uso di tecnologie di imaging in tempo reale garantisce precisione nell’orientamento degli strumenti e nel trattamento, riducendo i rischi intraoperatori e migliorando i risultati.

Questi approcci rappresentano l’evoluzione contemporanea della cardiologia interventistica, che combina competenze di cardiologia e tecnologia avanzata per trattare condizioni complesse senza l’eccessiva invasività della chirurgia tradizionale.

I vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale

Gli interventi cardiaci tradizionali richiedono l’accesso diretto al cuore tramite apertura del torace e arresto cardiaco controllato, aumentando la complessità e il rischio di complicazioni, soprattutto nei pazienti più anziani o con comorbidità.

Al contrario, le tecniche mininvasive e transcatetere come quella utilizzata a Padova offrono diversi vantaggi:

  • Riduzione del trauma chirurgico: evitando grandi incisioni e apertura del torace si riduce significativamente il dolore postoperatorio e il rischio di infezioni.

  • Tempi di recupero più brevi: i pazienti possono spesso tornare alle attività quotidiane in tempi molto più rapidi rispetto alla chirurgia tradizionale.

  • Possibilità di trattamento in pazienti ad alto rischio: i pazienti che in passato sarebbero stati considerati non idonei alla chirurgia a cuore aperto possono oggi accedere a cure efficaci.

  • Riduzione dei costi e della degenza: le procedure mininvasive possono contribuire a una diminuzione della durata della degenza ospedaliera e dei costi complessivi di cura, se confrontate con gli interventi tradizionali.

Questo cambiamento paradigmático riflette l’espansione delle tecniche percutanee nell’ambito delle valvulopatie cardiache, in cui nuove tecnologie e approcci meno invasivi stanno progressivamente sostituendo i metodi più aggressivi.

Un modello per il futuro della cardiologia interventistica

L’innovazione portata avanti a Padova non riguarda soltanto un singolo paziente: rappresenta un modello che potrebbe influenzare le linee guida future, specialmente per i pazienti con valvulopatie complesse o anatomie difficili come la valvola bicuspide stenotica.

In molti paesi, tecniche simili vengono già adottate come standard di cura per alcune categorie di pazienti ad alto rischio, ma l’uso dell’elettrochirurgia transcatetere per correggere valvole bicuspidali apre la strada a nuove indicazioni cliniche in cui fino a poco tempo fa non esistevano alternative non invasive alla chirurgia a cuore aperto.

Questa evoluzione si inserisce nel più ampio contesto della medicina personalizzata e della chirurgia mininvasiva, dove la combinazione di competenze cliniche e tecnologia avanzata permette di offrire trattamenti sempre più sicuri ed efficaci per condizioni complesse.

Implicazioni per i pazienti e il sistema sanitario

Per i pazienti con valvulopatie, soprattutto quelli anziani o con comorbidità significative, la possibilità di evitare la chirurgia a cuore aperto può tradursi in una qualità di vita migliore e in una prospettiva terapeutica più favorevole. L’accesso a opzioni mininvasive consente ai medici di offrire trattamenti anche in situazioni in cui i rischi di un intervento tradizionale sarebbero stati proibitivi.

Dal punto di vista del sistema sanitario, le tecniche percutanee possono ottimizzare le risorse, riducendo i tempi di degenza e i costi associati alla riabilitazione postoperatoria rispetto all’approccio open.

Un passo avanti nella chirurgia cardiovascolare

La riparazione di una valvola cardiaca senza aprire il torace presso l’Azienda Ospedale‑Università di Padova segna una tappa fondamentale nella chirurgia interventistica moderna, dimostrando che tecniche avanzate come l’elettrochirurgia transcatetere possono ampliare le possibilità di trattamento per pazienti con valvulopatie complesse.

Questo intervento non solo rappresenta un primato mondiale per l’uso di elettrochirurgia transcatetere sulla valvola bicuspide, ma indica anche una direzione futura per la pratica clinica, con procedure sempre più personalizzate, meno invasive e più sicure per una popolazione di pazienti sempre più anziana e complessa.

20 Febbraio 2026 ( modificato il 15 Febbraio 2026 | 23:23 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA