🌐 Del Vecchio jr e Delfin: offerta da 14 miliardi per quote famiglia
Leonardo Maria Del Vecchio ha presentato un’offerta miliardaria per acquisire le quote dei fratelli nella holding Delfin, cercando di risolvere il contenzioso successorio e consolidare il controllo sulla cassaforte che gestisce EssilorLuxottica e altri asset strategici. Operazione da circa 14 miliardi di euro e potenziali ripercussioni sugli equilibri della holding.
La successione nella famiglia Del Vecchio si tinge di un nuovo capitolo finanziario con l’offerta presentata da Leonardo Maria Del Vecchio sui diritti di prelazione delle quote in mano ai fratelli Luca e Paola nella holding di famiglia Delfin. La mossa, anticipata da La Repubblica e confermata da altre ricostruzioni giornalistiche, mira a sbloccare uno stallo ereditario che persiste da oltre tre anni dalla morte del padre, il fondatore di Luxottica, e che ha paralizzato alcune decisioni strategiche della cassaforte lussemburghese.
Un’offerta da record nella holding di famiglia
Leonardo Maria Del Vecchio, attuale chief strategy officer di EssilorLuxottica e presidente del marchio Ray-Ban, avrebbe scritto alla holding Delfin e agli altri soci esprimendo l’intenzione di esercitare il diritto di prelazione sulle quote del 12,5% detenute da ciascuno dei fratelli Luca e Paola, per un totale del 25% della cassaforte di famiglia. A valori di mercato, questa porzione della holding sarebbe valutata circa 14 miliardi di euro, una cifra che rende l’operazione una delle più rilevanti nel contesto delle ricomposizioni familiari nel capitale italiano.
L’operazione non è semplice perché richiede l’accordo delle banche o di investitori istituzionali per finanziare una cifra così elevata, in un contesto in cui l’esposizione personale di Leonardo Maria con il sistema bancario non è trascurabile e il family office LMDV Capital non genera ancora cassa sufficiente.

Il nodo della successione e il contenzioso
La vicenda ha radici nel 2022, anno della morte di Leonardo Del Vecchio, fondatore dell’impero degli occhiali, quando la cassaforte Delfin, con partecipazioni in EssilorLuxottica e gravi asset finanziari come quote in Covivio, Banca Monte dei Paschi, Generali e UniCredit, è rimasta divisa in otto quote uguali tra gli eredi. Disaccordi interni sulle modalità di gestione e sulla distribuzione dei dividendi hanno generato un lungo stallo, con impedimenti alla governance e alle decisioni strategiche.
La richiesta di prelazione di Leonardo Maria nasce anche da questo contesto di paralisi decisionale: il tentativo di Luca e Paola di trasferire le loro quote a un veicolo societario separato per renderle negoziabili non ha ottenuto la maggioranza qualificata necessaria in assemblea, portando a un ricorso al giudice lussemburghese per la determinazione del prezzo di trasferimento.
Una mossa “per rispettare la volontà del padre”
Fonti vicine all’erede evidenziano che la mossa di Leonardo Maria avrebbe l’obiettivo dichiarato di “rispettare la volontà del padre” e di sbloccare una situazione che si protrae da anni. Ciò, secondo gli osservatori, potrebbe portare a una riorganizzazione più stabile della holding e a un allineamento più coerente con la visione imprenditoriale originaria di Del Vecchio senior.
Tuttavia, alcune dinamiche interne restano complesse: la sorella Marisa Del Vecchio avrebbe formulato una proposta alternativa chiedendo alla Delfin stessa di riscattare le quote di Luca e Paola, aprendo così uno scenario diverso rispetto all’acquisizione diretta da parte di Leonardo Maria.

Implicazioni per EssilorLuxottica e la governance
Un consolidamento della quota di controllo tramite l’acquisizione delle partecipazioni dei fratelli potrebbe avere impatti significativi sugli equilibri interni di Delfin e nell’azionariato di EssilorLuxottica, la società leader mondiale nel settore eyewear, pur restando fermo il ruolo del CEO di EssilorLuxottica, Francesco Milleri, anche presidente di Delfin.
L’eventuale operazione finanziaria, pur stimata a circa 14 miliardi di euro di valore teorico, potrebbe vedere una negoziazione al ribasso dello stesso prezzo in linea con le prassi di mercato nel private equity, sebbene restino questioni aperte su chi possa sostenere tale impegno economico e con quali strumenti di debito o equity.
Rischi, scenari alternati e attesa delle decisioni
La partita resta aperta nonostante l’annuncio: il giudice lussemburghese è chiamato a definire un valore di riferimento per il trasferimento delle quote, mentre la richiesta di proroga avanzata per l’esercizio dei diritti di prelazione e riscatto potrebbe spostare in avanti la decisione finale di alcuni mesi.
In un quadro di mercato e di governance famigliare tanto delicato, l’offerta miliardaria di Leonardo Maria Del Vecchio rappresenta una mossa strategica audace che potrebbe ridisegnare gli equilibri di una delle holding più influenti in Europa, con ricadute sull’assetto interno di EssilorLuxottica e sul destino dei principali asset del patrimonio famigliare. Tuttavia, la complessità della negoziazione, le esigenze di finanziamento e le alternative proposte dagli altri soci mantengono la partita aperta nei prossimi mesi.
L’azzardo finanziario di Leonardo Maria Del Vecchio con un’offerta da 14 miliardi di euro è molto più di una semplice questione familiare: è un nodo cruciale nel futuro di importanti asset economici italiani e internazionali.
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