4:23 pm, 19 Febbraio 26 calendario

🌐 Sale la tensione tra Iran e USA, Trump frena la decisione d’attacco

Di: Redazione Metrotoday
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La notizia del possibile attacco USA all’Iran domina le agende internazionali, con gli Stati Uniti pronti all’azione e l’Iran sulle difensive, mentre Donald Trump non decide se autorizzare un intervento militare diretto; la situazione rischia di trascinare Israele e Arabia Saudita nel conflitto, spingendo la diplomazia globale al limite.

La tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran ha raggiunto un picco critico, con l’ipotesi di un attacco imminente delle forze americane che resta sul tavolo, ma Donald Trump continua a rimandare una decisione definitiva, creando un clima di incertezza politica e militare su scala mondiale. La situazione viene osservata da vicino sia dagli alleati tradizionali degli USA sia dai principali partner economici in Europa e Medio Oriente.

Secondo fonti diplomatiche, membri del governo USA avrebbero predisposto assets militari nel Medio Oriente pronti per un’azione che potrebbe essere lanciata nelle prossime ore o giorni. Queste misure includono disposizioni navali e aeree avanzate nelle acque del Golfo Persico e in basi strategiche della regione. Tuttavia, la Casa Bianca non ha ancora dato il via libera definitivo all’operazione militare, segnalando invece una preferenza ufficiale per soluzioni diplomatiche qualora possibile.

La prospettiva di un possibile contrasto armato è emersa nel contesto di colloqui indiretti tra USA e Iran — in particolare discussioni sul programma nucleare e sulla sicurezza regionale — che, dopo diversi round di negoziati, non hanno prodotto un accordo soddisfacente per entrambe le parti.

Schieramenti e preparativi militari

Le forze statunitensi hanno incrementato la loro presenza strategica nel Golfo e nel Mar Arabico con l’intento dichiarato di essere pronte a rispondere a un ordine di attacco, qualora venga emanato dal presidente. Queste mosse includono l’arrivo di portaerei, gruppi di supporto aereo avanzato e unità navali posizionate per il controllo delle principali rotte marittime, come lo stretto di Hormuz, punto cruciale per il traffico petrolifero globale.

Nel frattempo, l’Iran ha intensificato le sue esercitazioni militari e rafforzato le proprie difese, segnalando una determinazione a non cedere alle pressioni esterne. Le manovre includono simulazioni di difesa contro attacchi aerei e l’impiego di unità di terra avanzate nel Paese. La situazione appare quindi altamente volatile, con il rischio di escalations accidentali molto elevato.

Donald Trump: cronaca di una decisione rinviata

Nonostante la prospettiva di un conflitto diretto con l’Iran sia considerata possibile da alcuni ufficiali militari, Donald Trump non ha ancora preso una decisione definitiva su un ordine di attacco. Secondo fonti interne all’amministrazione, Trump sta bilanciando pressioni di consiglieri che spingono per un’azione dura con richieste diplomatiche che favoriscono un approccio meno conflittuale.

La Casa Bianca ha sottolineato pubblicamente l’importanza di mantenere aperte le vie del dialogo e ha affermato di privilegiare una soluzione diplomatica ove possibile. Tuttavia, la preparazione militare resta massiccia e gli Stati Uniti hanno ribadito che nessuna opzione – inclusa quella militare – è esclusa.

Implicazioni per alleati e geopolitica globale

La decisione di Trump, non ancora definita, è seguita con estrema attenzione non solo dai Paesi direttamente coinvolti, ma anche dai principali alleati degli USA in Europa e Asia. Israele e Arabia Saudita, alleati chiave nella regione, hanno espresso preoccupazioni diverse: Tel Aviv ha segnalato che una risposta decisa all’Iran potrebbe essere necessaria per la propria sicurezza nazionale, mentre Riyadh ha sollecitato prudenza dato il possibile impatto su stabilità regionale e prezzo del petrolio.

Paesi europei come Germania, Francia e Regno Unito stanno valutando le loro posizioni in merito, temendo un’escalation che potrebbe destabilizzare ulteriormente l’intero Medio Oriente e avere ripercussioni economiche e umanitarie significative.

Situazione di stallo

L’incertezza sulla decisione di Trump ha attirato critiche da diverse parti politiche e diplomatiche. Alcuni analisti definiscono la mancanza di una scelta netta come un rischio per la credibilità degli Stati Uniti sul piano internazionale. Altri osservatori, invece, ritengono che questa cautela rifletta una comprensione della complessità diplomatica e militare del conflitto Iran-USA.

Inoltre, organizzazioni per i diritti umani e governi stranieri hanno sottolineato la necessitĂ  di evitare un conflitto armato che potrebbe avere conseguenze devastanti per i civili nella regione.

Scenari possibili

Con la tensione al massimo livello e la presenza militare statunitense già schierata, le prossime ore potrebbero risultare decisive: Trump potrebbe autorizzare un attacco limitato, optare per ulteriori sanzioni e pressioni diplomatiche, oppure favorire un’estensione dei colloqui con l’Iran.

Qualunque direzione prenda la Casa Bianca, il mondo osserva con apprensione, consapevole che l’esito di questa crisi influenzerà non solo la stabilità del Medio Oriente, ma anche l’equilibrio geopolitico globale nei prossimi anni.

19 Febbraio 2026
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