🌐 Ramadan al via: regole e pratiche del mese sacro
Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico, che segue il ciclo lunare. La sua durata può variare tra 29 e 30 giorni, a seconda dell’osservazione della luna. Secondo la tradizione islamica, proprio in questo mese fu rivelato il Corano al profeta Maometto.
Il digiuno durante il Ramadan è uno dei cinque pilastri dell’Islam, insieme alla professione di fede, alla preghiera, all’elemosina e al pellegrinaggio alla Mecca. Si tratta di un obbligo religioso per tutti i musulmani adulti e in buona salute.
Il mese sacro culmina con la festa dell’Eid al-Fitr, che segna la fine del digiuno e rappresenta un momento di celebrazione e condivisione comunitaria.
Le regole del digiuno
Durante il Ramadan, i fedeli si astengono da cibo, bevande, fumo e rapporti sessuali dall’alba (fajr) al tramonto (maghrib). Il digiuno quotidiano si interrompe con il pasto serale chiamato iftar, spesso condiviso in famiglia o in moschea.
Il digiuno non ha solo una dimensione fisica, ma anche morale: è richiesto di evitare comportamenti negativi, parole offensive e conflitti. L’obiettivo è esercitare autocontrollo e sviluppare empatia verso chi vive in condizioni di difficoltà.
Sono esentati dal digiuno i malati, gli anziani fragili, le donne in gravidanza o in allattamento, i viaggiatori e i bambini prima della pubertà. In molti casi, chi non può digiunare deve recuperare i giorni persi o offrire un contributo caritatevole.

I momenti chiave della giornata
La giornata nel mese di Ramadan è scandita da ritmi precisi. Prima dell’alba si consuma il suhoor, un pasto leggero che aiuta a sostenere le ore di digiuno. Al tramonto si rompe il digiuno con l’iftar, tradizionalmente iniziando con datteri e acqua.
Le preghiere assumono un ruolo centrale durante il Ramadan. Oltre alle cinque preghiere quotidiane, molti fedeli partecipano alle preghiere serali chiamate tarawih, recitate nelle moschee.
Particolare importanza assume la “Notte del Destino” (Laylat al-Qadr), considerata la notte in cui il Corano fu rivelato. È ritenuta una delle notti più sacre dell’anno islamico e viene dedicata a intense preghiere e riflessione.
Solidarietà e carità
Il Ramadan è anche il mese della solidarietà. La zakat, l’elemosina obbligatoria, e la sadaqa, la carità volontaria, vengono praticate con maggiore intensità. Prima della festa finale è prevista una donazione specifica chiamata zakat al-fitr, destinata ai più bisognosi.
La dimensione sociale del Ramadan è fondamentale: condividere il cibo e sostenere chi è in difficoltà rappresenta un valore centrale del mese sacro.
In molte città si organizzano iftar pubblici, aperti anche a persone di altre fedi, come segno di dialogo e inclusione.

Il Ramadan nel mondo contemporaneo
Il Ramadan si osserva in contesti culturali molto diversi, dall’Asia al Medio Oriente, dall’Africa all’Europa. Nei Paesi a maggioranza musulmana, gli orari di lavoro e delle attività commerciali vengono spesso adattati. Nelle società occidentali, i fedeli conciliano il digiuno con ritmi lavorativi e scolastici ordinari.
Anche nelle grandi città europee il Ramadan è ormai parte integrante del tessuto sociale, riflettendo la pluralità culturale delle comunità locali.
Le nuove tecnologie hanno introdotto strumenti digitali per consultare orari precisi di alba e tramonto, seguire letture del Corano online e condividere momenti di preghiera a distanza.
Un tempo di riflessione e rinnovamento
Il Ramadan invita alla disciplina personale, alla meditazione e al rafforzamento della fede. È un periodo in cui i fedeli cercano di migliorare sé stessi, di perdonare e di rinnovare i legami familiari.
Il mese sacro rappresenta un’occasione di crescita spirituale e di coesione comunitaria, capace di unire milioni di persone in un’esperienza condivisa di fede e solidarietà.
Con l’inizio del Ramadan, dunque, prende forma un tempo sospeso tra spiritualità e quotidianità, in cui il digiuno diventa strumento di consapevolezza e la condivisione diventa ponte tra individui e comunità
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