đ Pompei, graffiti rivelano antico âsocial networkâ: amori, battaglie
In uno degli scavi piĂš sorprendenti degli ultimi anni, lâanalisi approfondita dei graffiti sulle pareti di Pompei svela unâantica forma di âsocial networkâ: un sistema di comunicazione collettiva che getta nuova luce sulla vita quotidiana, i rapporti sociali e le interazioni pubbliche in una cittĂ romana di duemila anni fa. Questo straordinario corpus di iscrizioni, aggiornato con oltre 79 nuovi ritrovamenti, rappresenta una fonte storica unica per comprendere lâuso delle pareti urbane come spazio di scambio âsocialeâ, anticipando pratiche simili a quelle delle piattaforme digitali moderne.
Pompei continua a sorprendere il mondo della ricerca archeologica con nuove testimonianze incise sulle sue mura. Gli esperti internazionali hanno recentemente analizzato alcuni dei graffiti piĂš celebri della cittĂ antica, evidenziando come questi non fossero mere incisioni casuali, ma veri e propri messaggi destinati a una comunitĂ vasta e attiva. La ricerca ha portato alla luce oltre 79 nuove iscrizioni â resistenti al tempo grazie alla tragica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. â e ha rafforzato lâidea che le pareti di Pompei funzionassero come un âsocial networkâ dellâantichitĂ , in cui si scambiavano informazioni personali, opinioni, insulti, e dichiarazioni dâamore.

La tecnologia ha rivoluzionato la comprensione dei graffiti pompeiani. I ricercatori hanno applicato tecniche avanzate di imaging, in particolare la Reflectance Transformation Imaging (RTI), che consente di âvedereâ incisioni troppo sbiadite per lâocchio umano. Questa metodologia ha permesso lâidentificazione di nuove iscrizioni, integrando quasi 300 incisioni note, di cui circa 79 sono state scoperte solo di recente. Le iscrizioni sono state ritrovate principalmente in un corridoio che un tempo collegava due teatri della cittĂ , luogo di grande frequentazione da parte dei cittadini.
La mole di iscrizioni supera le aspettative: in tutta Pompei sono state censite piĂš di 11.000 iscrizioni su pareti, colonne, case e monumenti. Questa enorme quantitĂ di testi, disegni ed elementi grafici costituisce una fonte straordinaria per ricostruire la mentalitĂ , le emozioni e le dinamiche sociali di una comunitĂ antica. Non si tratta di semplici scritte: molti graffiti contengono dialoghi, risposte dirette a messaggi precedenti, insulti, battute e riferimenti condivisi, elementi che ricordano sorprendentemente le dinamiche di comunicazione dei moderni social network.
Amore, lotte, battute, e condivisione pubblica: tra le iscrizioni recentemente decifrate emergono testimonianze emotive e narrative intense. Una incisione incompleta recita âErato amaâŚâ, lasciando intendere dichiarazioni dâaffetto che non sono completamente leggibili ma che testimoniano relazioni sentimentali. Altre iscrizioni raccontano dichiarazioni di amore reciproco, insulti ironici e scene di combattimenti tra gladiatori disegnati con maestria. Alcuni messaggi registrano rapporti personali, come quello di una donna schiava che invoca la dea Venere per proteggere la sua relazione amorosa.

Il corridoio dei âmormoriiâ: un luogo di socialitĂ : il sito in cui sono stati concentrati molti di questi graffiti è stato ribattezzato âcorridoio dei mormoriiâ dai ricercatori per la densitĂ delle iscrizioni e per la ricchezza dei temi trattati. In vita, questo passaggio era un luogo di transito e socializzazione, in cui i cittadini potevano conversare, fermarsi e lasciare un segno della loro presenza o dei loro pensieri. Lungo i suoi circa 27 metri, le pareti offrono cosĂŹ una sorta di âbacheca pubblicaâ permanente dove ogni persona poteva partecipare alla conversazione collettiva.
Un laboratorio di comunicazione sociale nellâantichitĂ : gli studiosi sottolineano che i graffiti di Pompei non erano appannaggio di unâunica classe sociale. Al contrario, uomini e donne, liberi e schiavi, adulti e giovani partecipavano attivamente a questa forma di comunicazione pubblica. Alcune iscrizioni presentano nomi e saluti, altre esprimono pareri e giudizi, e molte rivelano la spontaneitĂ e lâimmediatezza di un dialogo scritto tra persone che condividevano spazi comuni.
Confronto con i moderni social network: sebbene lontani nel tempo e nello strumento, i graffiti pompeiani ci mostrano che lâidea di condividere messaggi, opinioni o emozioni in uno spazio pubblico non è una novitĂ del XXI secolo. In certi casi, le incisioni rispondono direttamente ad altre, creando catene di messaggi che ricordano le âconversazioniâ online. CosĂŹ come oggi gli utenti commentano, rispondono o rilanciano contenuti sui social media, anche gli antichi cittadini di Pompei lasciavano tracce dei loro pensieri per essere lette e reinterpretate da altri.

La digitalizzazione e la conservazione del patrimonio: per preservare e rendere fruibili queste preziose testimonianze, il team di ricerca sta lavorando a una piattaforma digitale tridimensionale che unirĂ i dati di imaging, la fotogrammetria e le informazioni epigrafiche. Questo strumento consentirĂ non solo agli studiosi ma anche al grande pubblico di esplorare i graffiti in modo interattivo, potenziando la comprensione della vita quotidiana in una delle cittĂ piĂš iconiche dellâantichitĂ .
Pompei, tra passato e futuro: mentre nuove tecnologie di imaging e digitalizzazione aprono prospettive inedite per lâarcheologia, i graffiti sulle pareti di Pompei continuano a restituire una voce autentica a persone vissute duemila anni fa. In un mondo sempre piĂš digitale, la scoperta di questi messaggi incisi sottolinea quanto la comunicazione sociale sia un tratto duraturo e universale dellâesperienza umana, trasmettendo emozioni, conflitti e relazioni attraverso i secoli.
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