8:18 am, 19 Febbraio 26 calendario

🌐 Pompei, graffiti rivelano antico “social network”: amori, battaglie

Di: Redazione Metrotoday
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In uno degli scavi più sorprendenti degli ultimi anni, l’analisi approfondita dei graffiti sulle pareti di Pompei svela un’antica forma di “social network”: un sistema di comunicazione collettiva che getta nuova luce sulla vita quotidiana, i rapporti sociali e le interazioni pubbliche in una città romana di duemila anni fa. Questo straordinario corpus di iscrizioni, aggiornato con oltre 79 nuovi ritrovamenti, rappresenta una fonte storica unica per comprendere l’uso delle pareti urbane come spazio di scambio “sociale”, anticipando pratiche simili a quelle delle piattaforme digitali moderne.

Pompei continua a sorprendere il mondo della ricerca archeologica con nuove testimonianze incise sulle sue mura. Gli esperti internazionali hanno recentemente analizzato alcuni dei graffiti più celebri della città antica, evidenziando come questi non fossero mere incisioni casuali, ma veri e propri messaggi destinati a una comunità vasta e attiva. La ricerca ha portato alla luce oltre 79 nuove iscrizioni – resistenti al tempo grazie alla tragica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. – e ha rafforzato l’idea che le pareti di Pompei funzionassero come un “social network” dell’antichità, in cui si scambiavano informazioni personali, opinioni, insulti, e dichiarazioni d’amore.

La tecnologia ha rivoluzionato la comprensione dei graffiti pompeiani. I ricercatori hanno applicato tecniche avanzate di imaging, in particolare la Reflectance Transformation Imaging (RTI), che consente di “vedere” incisioni troppo sbiadite per l’occhio umano. Questa metodologia ha permesso l’identificazione di nuove iscrizioni, integrando quasi 300 incisioni note, di cui circa 79 sono state scoperte solo di recente. Le iscrizioni sono state ritrovate principalmente in un corridoio che un tempo collegava due teatri della città, luogo di grande frequentazione da parte dei cittadini.

La mole di iscrizioni supera le aspettative: in tutta Pompei sono state censite piĂš di 11.000 iscrizioni su pareti, colonne, case e monumenti. Questa enorme quantitĂ  di testi, disegni ed elementi grafici costituisce una fonte straordinaria per ricostruire la mentalitĂ , le emozioni e le dinamiche sociali di una comunitĂ  antica. Non si tratta di semplici scritte: molti graffiti contengono dialoghi, risposte dirette a messaggi precedenti, insulti, battute e riferimenti condivisi, elementi che ricordano sorprendentemente le dinamiche di comunicazione dei moderni social network.

Amore, lotte, battute, e condivisione pubblica: tra le iscrizioni recentemente decifrate emergono testimonianze emotive e narrative intense. Una incisione incompleta recita “Erato ama…”, lasciando intendere dichiarazioni d’affetto che non sono completamente leggibili ma che testimoniano relazioni sentimentali. Altre iscrizioni raccontano dichiarazioni di amore reciproco, insulti ironici e scene di combattimenti tra gladiatori disegnati con maestria. Alcuni messaggi registrano rapporti personali, come quello di una donna schiava che invoca la dea Venere per proteggere la sua relazione amorosa.

Il corridoio dei “mormorii”: un luogo di socialità: il sito in cui sono stati concentrati molti di questi graffiti è stato ribattezzato “corridoio dei mormorii” dai ricercatori per la densità delle iscrizioni e per la ricchezza dei temi trattati. In vita, questo passaggio era un luogo di transito e socializzazione, in cui i cittadini potevano conversare, fermarsi e lasciare un segno della loro presenza o dei loro pensieri. Lungo i suoi circa 27 metri, le pareti offrono così una sorta di “bacheca pubblica” permanente dove ogni persona poteva partecipare alla conversazione collettiva.

Un laboratorio di comunicazione sociale nell’antichità: gli studiosi sottolineano che i graffiti di Pompei non erano appannaggio di un’unica classe sociale. Al contrario, uomini e donne, liberi e schiavi, adulti e giovani partecipavano attivamente a questa forma di comunicazione pubblica. Alcune iscrizioni presentano nomi e saluti, altre esprimono pareri e giudizi, e molte rivelano la spontaneità e l’immediatezza di un dialogo scritto tra persone che condividevano spazi comuni.

Confronto con i moderni social network: sebbene lontani nel tempo e nello strumento, i graffiti pompeiani ci mostrano che l’idea di condividere messaggi, opinioni o emozioni in uno spazio pubblico non è una novità del XXI secolo. In certi casi, le incisioni rispondono direttamente ad altre, creando catene di messaggi che ricordano le “conversazioni” online. Così come oggi gli utenti commentano, rispondono o rilanciano contenuti sui social media, anche gli antichi cittadini di Pompei lasciavano tracce dei loro pensieri per essere lette e reinterpretate da altri.

La digitalizzazione e la conservazione del patrimonio: per preservare e rendere fruibili queste preziose testimonianze, il team di ricerca sta lavorando a una piattaforma digitale tridimensionale che unirà i dati di imaging, la fotogrammetria e le informazioni epigrafiche. Questo strumento consentirà non solo agli studiosi ma anche al grande pubblico di esplorare i graffiti in modo interattivo, potenziando la comprensione della vita quotidiana in una delle città più iconiche dell’antichità.

Pompei, tra passato e futuro: mentre nuove tecnologie di imaging e digitalizzazione aprono prospettive inedite per l’archeologia, i graffiti sulle pareti di Pompei continuano a restituire una voce autentica a persone vissute duemila anni fa. In un mondo sempre più digitale, la scoperta di questi messaggi incisi sottolinea quanto la comunicazione sociale sia un tratto duraturo e universale dell’esperienza umana, trasmettendo emozioni, conflitti e relazioni attraverso i secoli.

19 Febbraio 2026 ( modificato il 13 Febbraio 2026 | 8:22 )
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