6:26 pm, 28 Febbraio 26 calendario

🌐 Nello spazio una molecola che suggerisce l’origine della vita

Di: Redazione Metrotoday
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Gli astronomi hanno individuato nello spazio una molecola complessa finora mai osservata, un composto organico che potrebbe essere un indizio fondamentale sull’origine della vita nell’universo, rafforzando l’idea che ingredienti prebiotici si formino nello spazio profondo.

Nelle ultime settimane la comunità scientifica internazionale ha annunciato una delle scoperte più importanti degli ultimi anni in astrochemistry: la rilevazione di una molecola organica contenente zolfo estremamente complessa nella nube molecolare interstellare G+0.693‑0.027, a circa 27 000 anni luce dalla Terra. Questa molecola, composta da 13 atomi, rappresenta il più grande composto organico con zolfo finora osservato nello spazio, e apre nuove prospettive sulla chimica prebiotica cosmica e sull’origine dei mattoni fondamentali della vita.

La scoperta – pubblicata su una rivista scientifica internazionale e confermata da osservazioni radioastronomiche di alta precisione – si colloca in un contesto di ricerche che negli ultimi anni hanno progressivamente ampliato il catalogo di molecole complesse identificate nello spazio profondo. Queste molecole, formatesi in condizioni estreme di temperatura e densità, sono considerate possibili precursori chimici delle strutture biologiche che hanno portato all’emergere della vita su pianeti come la Terra.

Una molecola gigantesca nello spazio: che cosa significa

La molecola recentemente identificata contiene zolfo, un elemento chiave per la vita così come la conosciamo, presente negli aminoacidi, negli enzimi e nelle proteine. La sua complessità e dimensione indicano che la chimica organica nello spazio può generare composti più intricati di quanto si pensasse fino a pochi anni fa, avvicinandosi ai mattoni chimici necessari alla vita.

Questa scoperta supporta le teorie secondo cui le molecole organiche complesse si formano già nelle fasi iniziali di evoluzione stellare, nei cosiddetti nembi molecolari, regioni fredde e dense di gas e polvere dove nascono stelle e sistemi planetari. In tali ambienti, la combinazione di radiazioni, reazioni su granelli di polvere e processi chimici estremi può portare alla formazione di composti che includono carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto e, ora confermato, zolfo.

Le molecole organiche e l’origine della vita

Negli ultimi anni gli astronomi hanno rilevato molte altre molecole organiche complesse nello spazio, come precursori di zuccheri, amminoacidi e altre strutture legate alla biochimica terrestre. In alcuni dischi protoplanetari attorno a stelle giovani sono stati trovati segnali di composti come l’ethylene glycol e il glycolonitrile, ingredienti che potrebbero portare alla formazione di molecole ancora più complesse quando un pianeta si forma.

Questi risultati supportano l’ipotesi di “panspermia chimica” o “pseudo‑panspermia”, secondo cui i mattoni fondamentali della vita – o i loro precursori – si formano nello spazio e poi vengono incorporati nei pianeti in formazione o trasportati mediante meteoriti e polveri cosmiche.

La molecola recentemente individuata è considerata un tassello fondamentale in questa lunga catena di evidenze: non si tratta di vita, ma di un ingrediente chimico che potrebbe essere parte del processo che porta alla vita stessa, confermando che la chimica biologica ha radici profonde ben al di là del nostro pianeta.

Come si individuano queste molecole nello spazio

Gli astronomi utilizzano telescopi radio e millimetrimetrici estremamente sensibili – come quelli dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) in Cile o reti di osservatori dedicati alle onde submillimetriche – per analizzare le emissioni spettrali delle nubi molecolari. Ogni molecola emette radiazioni caratteristiche quando i suoi atomi ruotano o vibrano, creando “impronte digitali” che possono essere identificate e decodificate.

Quando gli scienziati riescono a riconoscere tali impronte in regioni fredde e remote della Via Lattea, possono dedurre la presenza di specifiche molecole organiche e studiarne abbondanza, struttura e distribuzione. Questo processo ha permesso negli anni di allargare progressivamente la lista delle molecole interstellari note e di comprendere meglio le condizioni chimiche dei luoghi in cui nascono nuove stelle e pianeti.

Implicazioni per la ricerca astrobiologica

La rilevazione di molecole organiche complesse nello spazio non prova che la vita esista altrove, ma rafforza l’idea che gli elementi chimici necessari alla vita su Terra siano comuni nell’universo e che i processi che li generano non siano unici per il nostro sistema solare. Questo ha profonde implicazioni per le missioni spaziali e gli studi futuri, spingendo gli scienziati a cercare analoghi composti su esopianeti, comete e asteroidi.

Missioni come OSIRIS‑REx e Hayabusa2, che hanno riportato sulla Terra campioni di asteroidi primordiali, hanno già trovato zuccheri, composti carboniosi e altri ingredienti organici, suggerendo che questi materiali possano essere stati consegnati alla Terra primordiale contribuendo alla chimica prebiotica che ha portato alla vita.

Un futuro di scoperte progressive

La scoperta della molecola contenente zolfo è solo l’ultimo capitolo di una storia in continua evoluzione. Con l’avanzamento delle tecnologie osservative – compresi telescopi spaziali come il James Webb Space Telescope e reti di osservatori di nuova generazione sulla Terra – gli astronomi prevedono di identificare ulteriori composti sempre più complessi, portando la nostra comprensione dei processi chimici nell’universo verso nuovi limiti.

Queste ricerche non solo ci aiutano a comprendere meglio come si è sviluppata la vita sulla Terra, ma allargano la prospettiva su dove e come la vita potrebbe emergere altrove nell’universo, trasformando la nostra visione cosmica e il significato stesso di “origine della vita”.

In un universo ricco di chimica complessa, la scoperta di nuove molecole organiche nello spazio ci avvicina a rispondere a una delle domande più profonde dell’umanità: come ha avuto inizio la vita e quanto sia comune nella vastità cosmica.

28 Febbraio 2026 ( modificato il 19 Febbraio 2026 | 16:16 )
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