🌐 Gb, l’ombra di Danilo Restivo dietro un femminicidio del 2002
L’ombra di Danilo Restivo, l’italiano condannato per l’omicidio della sedicenne Elisa Claps in Italia e per quello di Heather Barnett nel Regno Unito, torna a proiettarsi su un altro femminicidio avvenuto nel 2002 in Gran Bretagna. Secondo un’inchiesta giornalistica della trasmissione Panorama della BBC, nuovi elementi e filmati di videosorveglianza recentemente riesaminati metterebbero in discussione la condanna di un altro uomo e riaprono interrogativi sul ruolo di Restivo nel delitto della studentessa sudcoreana Jong‑Ok Shin.
Un delitto vecchio di anni torna sotto i riflettori
Il femminicidio di Jong‑Ok Shin, conosciuta come Oki, risale al 12 luglio 2002: la giovane fu accoltellata a morte mentre rientrava a casa a Bournemouth, nella contea del Dorset nel sud dell’Inghilterra. All’epoca delle indagini fu arrestato e poi condannato Omar Benguit, un giovane con precedenti per droga e aggressioni con coltello, che da oltre vent’anni sconta l’ergastolo per quell’omicidio.
L’inchiesta della BBC, però, solleva dubbi sulle modalità con cui la Dorset Police affrontò il caso: secondo la ricostruzione giornalistica, alcuni detective avrebbero sollecitato testimoni a modificare le loro dichiarazioni per rafforzare l’accusa contro Benguit, e le immagini di videosorveglianza recentemente analizzate potrebbero non corrispondere all’uomo condannato.

Il possibile coinvolgimento di Danilo Restivo
Secondo la nuova ipotesi emersa dall’indagine della BBC, alcuni elementi fisici presenti nei filmati riveduti di recente sarebbero più compatibili con il profilo di Danilo Restivo, che nel 2002 si era trasferito nel Regno Unito e alcuni anni dopo fu coinvolto e poi condannato per l’omicidio di Heather Barnett.
Restivo, già condannato in Italia per l’uccisione di Elisa Claps avvenuta nel 1993 e in Inghilterra per la morte di Heather Barnett nel novembre 2002, sta scontando ergastoli per entrambi i delitti. La nuova inchiesta giornalistica ipotizza che il suo nome fosse comparso anche nelle prime fasi dell’indagine sulla morte di Oki Shin, ma non sarebbe stato approfondito adeguatamente prima della condanna di Benguit.
La BBC afferma, inoltre, che le indagini originali potrebbero essere state segnate da gravi errori e omissioni, tanto da portare una persona potenzialmente innocente dietro le sbarre per oltre due decenni. Se confermati, questi elementi rappresenterebbero uno dei casi giudiziari più controversi nel Regno Unito negli ultimi anni.
Dubbi investigativi e possibili sviluppi
Un punto centrale dell’inchiesta riguarda proprio le procedure investigative seguite dalla polizia britannica e la gestione delle prove. Secondo la ricostruzione giornalistica, la revisione delle immagini di videosorveglianza occorse solo recentemente e non fu considerata in modo decisivo all’epoca delle indagini, mentre oggi potrebbe fornire nuovi indizi.
La Dorset Police e gli organi giudiziari britannici ora si trovano di fronte alla possibilità di dover rivalutare il caso Shin, che finora è stato considerato risolto con la condanna di Benguit. La revisione potrebbe coinvolgere anche la Criminal Cases Review Commission, l’organismo che si occupa di riesaminare potenziali errori giudiziari, con la possibilità di riaprire il processo.

Il profilo di Danilo Restivo
Danilo Restivo è un condannato per omicidio seriale, noto per il caso di Elisa Claps, la sedicenne scomparsa nel 1993 a Potenza i cui resti furono ritrovati solo nel 2010 in un sottotetto. In Inghilterra, dove si era trasferito anni dopo, fu condannato anche per l’omicidio di Heather Barnett, torturata e uccisa nella sua abitazione a Bournemouth nel novembre 2002.
Le nuove rivelazioni sull’inchiesta del 2002 potrebbero non solo mettere in discussione una condanna storica, ma anche sollevare domande più ampie sulla gestione delle indagini penali oltre i confini nazionali e sulla necessità di riesaminare casi vecchi di decenni alla luce di nuovi elementi probatori.
In attesa di possibili sviluppi ufficiali da parte delle autorità britanniche, l’ombra che si allunga su questo caso riapre un capitolo inquietante di cronaca nera transnazionale, dove verità giudiziaria, errori investigativi e ricerca di giustizia si intrecciano in un intreccio ancora lontano dall’essere chiarito.
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