7:24 pm, 27 Febbraio 26 calendario

🌐  Snack e nuove abitudini: 8 italiani su 10 fanno lo spuntino

Di: Redazione Metrotoday
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La “snackification” delle abitudini alimentari in Italia è ormai un fenomeno consolidato: secondo una recente ricerca, circa l’80 % degli italiani considera lo snack un vero e proprio quarto pasto da integrare nella giornata. Questo trend influenza non solo i comportamenti di consumo, ma anche la spesa alimentare e le scelte dei retailer, con una crescita significativa di prodotti funzionali, salutari e pronti al consumo.

Uno spuntino che diventa abitudine quotidiana

Negli ultimi anni si è assistito a un cambiamento profondo nel modo di nutrirsi degli italiani. La nuova ricerca “Snacking Revolution” evidenzia che circa il 79 % della popolazione italiana consuma abitualmente uno snack durante la giornata, percepito non più come semplice pausa ma come un vero e proprio “quarto pasto” inserito nella routine quotidiana.

Gli italiani fanno spesso spuntini durante il lavoro, lo studio o mentre sono in movimento, riflettendo stili di vita più dinamici e frammentati rispetto al passato. La colazione sostanziosa è sempre meno frequente — con solo il 21 % che la pratica abitualmente — mentre i pasti principali tendono a diventare più leggeri e semplificati, puntando su piatti unici sia a pranzo sia a cena.

Spesa e presenza negli acquisti

Lo snack è ormai parte integrante della spesa alimentare degli italiani: compare nel 45 % dei carrelli e registra un trend crescente sia nel numero di famiglie acquirenti sia nella frequenza di acquisto. Nel 2025, infatti, sono state contate 26,5 milioni di famiglie acquirenti di snack, con una frequenza media di acquisto di 78 atti all’anno e una spesa che ha raggiunto i 426 € di media per famiglia.

Questi dati indicano che gli snack non sono più un prodotto marginale, ma un segmento chiave del consumo alimentare quotidiano, con impatti reali sulle abitudini di acquisto e sui comportamenti alimentari delle famiglie italiane.

Le preferenze alimentari: salute e varietà

Non tutti gli snack sono uguali. Gli italiani mostrano un crescente interesse verso snack percepiti come più salutari o funzionali, scegliendo frequentemente frutta fresca e secca, yogurt in varie declinazioni, kefir, skyr e prodotti ad alto contenuto proteico. Queste scelte riflettono una domanda che va oltre il semplice spuntino, cercando alimenti che possano dare energia senza appesantire.

Parallelamente, prodotti “senza” — come quelli senza lattosio, zucchero o glutine — e le alternative plant‑based stanno guadagnando terreno, con una penetrazione significativa nei carrelli di spesa, rispondendo a esigenze di benessere, intolleranze e scelte dietetiche più consapevoli.

Un fenomeno che interessa tutte le fasce d’età

Lo spuntino come quarto pasto non è prerogativa di un singolo gruppo demografico. Il 55 % delle persone lo preferisce nel pomeriggio, con un picco del 66 % tra i 18‑34enni, e una prevalenza più alta nel Nord‑Ovest dell’Italia, dove l’abitudine è più diffusa rispetto ad altre aree geografiche.

Questo indica come la snackification sia legata a stili di vita moderni, che vedono i consumatori muoversi tra impegni professionali e personali, privilegiando soluzioni alimentari veloci, pratiche e soddisfacenti.

Fattori che guidano il cambiamento

Il fenomeno non discende solo da scelte individuali isolate, ma da un insieme di trend socio‑economici e culturali:

  • Stili di vita più frenetici, con tempi ridotti per pasti completi e aumentato ricorso a pause intermedie.

  • Maggiore penetrazione di canali di acquisto innovativi come discount, drugstore e online, che facilitano l’accesso a snack in modo più comodo e veloce.

  • Crescita di prodotti funzionali e salutari, che si inseriscono nel trend del benessere e della consapevolezza nutrizionale.

Implicazioni sulla dieta e la salute

Il passaggio dalla tradizionale struttura dei tre pasti principali a quattro momenti alimentari frammentati ha suscitato dibattiti anche in ambito nutrizionale. Secondo alcuni esperti, la distribuzione dei pasti influenza il metabolismo e l’equilibrio energetico: consumare più momenti alimentari può aiutare a mantenere stabili i livelli di energia durante la giornata, ma può anche portare a eccedenze caloriche se gli snack sono ad alta densità energetica.

Inoltre, la maggiore attenzione a scelte percepite come salutari — come frutta, yogurt e alternative proteiche — suggerisce una doppia dinamica: desiderio di benessere da un lato e comodità dall’altro. Questo equilibrio tra utilità e piacere caratterizza sempre più le scelte alimentari degli italiani.

Nuove opportunità di mercato

Per produttori e distributori, lo sviluppo dello snacking come “quarto pasto” rappresenta una grande opportunità di mercato:

  • Arricchire assortimenti con opzioni salutari e funzionali.

  • Sfruttare i canali emergenti per raggiungere consumatori in mobilità o in contesti non tradizionali.

  • Innovare prodotti per rispondere a segmenti specifici come giovani adulti, single, famiglie o categorie con particolari esigenze nutrizionali.

Lo snack come stile di vita

Lo spuntino non è più un semplice fuori‑pasto occasionale, ma un elemento strutturato nelle abitudini quotidiane di circa otto italiani su dieci, con impatti significativi su dieta, spesa e mercato alimentare. Questo trend, noto come snackification, riflette la trasformazione dei modelli alimentari e sociali, spingendo consumatori e operatori del settore a ripensare il significato dei pasti nella vita moderna.

In un contesto in cui velocità, gusto e benessere convivono nelle scelte alimentari, lo snack è diventato una risposta pratica alle esigenze di stili di vita contemporanei, segnando una svolta nell’approccio a cibo e nutrizione.

27 Febbraio 2026 ( modificato il 18 Febbraio 2026 | 19:20 )
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