12:11 am, 18 Febbraio 26 calendario

🌐 Peter Greenaway, cinema di carta tra racconti e immagini

Di: Redazione Metrotoday
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Il nuovo progetto editoriale di Peter Greenaway, “He Read Deep Into The Night”, unisce cinema, scrittura e illustrazione in una raccolta monumentale di racconti brevi illustrati da Stefano Bessoni. Un’opera visionaria che riflette sul conflitto e sull’alleanza tra parola e immagine, in uscita in Italia nel 2026.

Peter Greenaway torna alla scrittura con un progetto che è molto più di un libro: “He Read Deep Into The Night – Stories 1-100” è il primo tassello di un’architettura editoriale ambiziosa, composta da cinque volumi, cinquecento racconti e oltre centocinquanta illustrazioni. Un’opera che attraversa cinquant’anni di pensiero creativo e che si presenta come un vero e proprio “cinema di carta”, capace di estendere la poetica greenawayana oltre lo schermo.

Il primo volume arriverà in Italia a marzo 2026 per Bakemono Lab, casa editrice indipendente che negli ultimi anni si è distinta per progetti di confine tra arti visive, cinema e letteratura. A ottobre 2026 seguirà l’edizione internazionale, in inglese e francese, pubblicata da Dis Voir, storico editore francese legato alle avanguardie artistiche europee.

I racconti di He Read Deep Into The Night sono brevi, spesso brevissimi: due o tre frasi, un paragrafo, talvolta un’annotazione che somiglia più a un reperto che a una narrazione tradizionale. Greenaway li definisce “riflessioni nate da fascinazioni che non hanno mai trovato casa altrove”: idee per film mai realizzati, appunti per opere teatrali, suggestioni pittoriche, provocazioni intellettuali.

Al centro c’è l’ossessione per la classificazione, cifra stilistica che attraversa tutta la sua filmografia: elenchi, cataloghi, tassonomie umane e naturali. Tornano temi ricorrenti come l’anatomia, la storia naturale, i pittori e i dipinti, Roma e i Romani, i Paesi Bassi, Darwin, Rembrandt, Enrico VIII. Sono storie che parlano di morte, perdita, arroganza umana, invecchiamento e desiderio di controllo, spesso filtrate da un’ironia beffarda e crudele.

Non è un caso che molte di queste micro-narrazioni abbiano già trovato spazio nel suo cinema: da H is for House a The Falls, fino alle strutture concettuali di The Cook, The Thief, His Wife & Her Lover. Qui però il cinema viene sospeso, smontato, ridotto a puro potenziale narrativo.

Il campo di battaglia tra parola e immagine

Uno degli assi portanti del progetto è la riflessione teorica sul rapporto tra testo e immagine. Greenaway sostiene da anni che il cinema, così come lo conosciamo, sia “morto”, intrappolato in una forma di letteratura illustrata. Eppure continua a produrre film, installazioni e performance visive, spingendo sempre più in là i confini del linguaggio.

He Read Deep Into The Night nasce proprio da questa tensione. Il libro diventa un luogo di sperimentazione dove parola e immagine non si illustrano a vicenda, ma si sfidano. Il testo mantiene una libertà interpretativa che l’immagine, per sua natura, tende a fissare. Da qui la scelta radicale: non tutte le storie sono illustrate. Alcune restano volutamente “inermi”, affidate esclusivamente all’immaginazione del lettore.

Stefano Bessoni, l’interlocutore ideale

In questo dialogo entra Stefano Bessoni, artista visivo, filmmaker e illustratore, da sempre affascinato dall’universo greenawayano. Collezionista di teschi e insetti, appassionato di entomologia, anatomia e wunderkammer, Bessoni lavora da anni su un immaginario perturbante, fiabesco e scientifico al tempo stesso.

Le sue illustrazioni non accompagnano i racconti: li interpretano, li deformano, li incarnano. I personaggi sembrano burattini pronti a muoversi, creature sospese tra il museo di storia naturale e il teatro anatomico. Il riferimento a John Tenniel e alle illustrazioni di Alice nel Paese delle Meraviglie non è casuale: qui l’immagine non è subordinata al testo, ma contribuisce a costruirne il senso.

Un oggetto editoriale controcorrente

Ogni volume della serie ha formato 17 x 24 cm, copertina rigida, 120 pagine, con cento racconti e oltre trenta illustrazioni. In un’epoca dominata dalla smaterializzazione dei contenuti, Greenaway e Bessoni rivendicano la fisicità del libro come spazio di visione, lentezza e stratificazione.

Questo progetto si inserisce in un rinnovato interesse internazionale per le opere ibride, capaci di attraversare discipline e pubblici diversi. Non è un’operazione nostalgica, ma una proposta radicale, che interroga il futuro della narrazione visiva e il ruolo dell’autore nell’era delle immagini infinite.

Un film da leggere, un libro da guardare

“He Read Deep Into The Night” è, sotto molti aspetti, un film che non scorre su uno schermo ma tra le pagine. Un’esperienza che chiede al lettore di partecipare attivamente, di costruire connessioni, di perdersi in un labirinto di storie e visioni. È un invito a entrare nella biblioteca segreta di Peter Greenaway, dove ogni racconto è una soglia e ogni immagine una deviazione.

18 Febbraio 2026 ( modificato il 9 Febbraio 2026 | 0:16 )
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