đ Peter Greenaway, cinema di carta tra racconti e immagini
Il nuovo progetto editoriale di Peter Greenaway, âHe Read Deep Into The Nightâ, unisce cinema, scrittura e illustrazione in una raccolta monumentale di racconti brevi illustrati da Stefano Bessoni. Unâopera visionaria che riflette sul conflitto e sullâalleanza tra parola e immagine, in uscita in Italia nel 2026.
Peter Greenaway torna alla scrittura con un progetto che è molto piĂš di un libro: âHe Read Deep Into The Night â Stories 1-100â è il primo tassello di unâarchitettura editoriale ambiziosa, composta da cinque volumi, cinquecento racconti e oltre centocinquanta illustrazioni. Unâopera che attraversa cinquantâanni di pensiero creativo e che si presenta come un vero e proprio âcinema di cartaâ, capace di estendere la poetica greenawayana oltre lo schermo.

Il primo volume arriverĂ in Italia a marzo 2026 per Bakemono Lab, casa editrice indipendente che negli ultimi anni si è distinta per progetti di confine tra arti visive, cinema e letteratura. A ottobre 2026 seguirĂ lâedizione internazionale, in inglese e francese, pubblicata da Dis Voir, storico editore francese legato alle avanguardie artistiche europee.
I racconti di He Read Deep Into The Night sono brevi, spesso brevissimi: due o tre frasi, un paragrafo, talvolta unâannotazione che somiglia piĂš a un reperto che a una narrazione tradizionale. Greenaway li definisce âriflessioni nate da fascinazioni che non hanno mai trovato casa altroveâ: idee per film mai realizzati, appunti per opere teatrali, suggestioni pittoriche, provocazioni intellettuali.
Al centro câè lâossessione per la classificazione, cifra stilistica che attraversa tutta la sua filmografia: elenchi, cataloghi, tassonomie umane e naturali. Tornano temi ricorrenti come lâanatomia, la storia naturale, i pittori e i dipinti, Roma e i Romani, i Paesi Bassi, Darwin, Rembrandt, Enrico VIII. Sono storie che parlano di morte, perdita, arroganza umana, invecchiamento e desiderio di controllo, spesso filtrate da unâironia beffarda e crudele.
Non è un caso che molte di queste micro-narrazioni abbiano già trovato spazio nel suo cinema: da H is for House a The Falls, fino alle strutture concettuali di The Cook, The Thief, His Wife & Her Lover. Qui però il cinema viene sospeso, smontato, ridotto a puro potenziale narrativo.

Il campo di battaglia tra parola e immagine
Uno degli assi portanti del progetto è la riflessione teorica sul rapporto tra testo e immagine. Greenaway sostiene da anni che il cinema, cosĂŹ come lo conosciamo, sia âmortoâ, intrappolato in una forma di letteratura illustrata. Eppure continua a produrre film, installazioni e performance visive, spingendo sempre piĂš in lĂ i confini del linguaggio.
He Read Deep Into The Night nasce proprio da questa tensione. Il libro diventa un luogo di sperimentazione dove parola e immagine non si illustrano a vicenda, ma si sfidano. Il testo mantiene una libertĂ interpretativa che lâimmagine, per sua natura, tende a fissare. Da qui la scelta radicale: non tutte le storie sono illustrate. Alcune restano volutamente âinermiâ, affidate esclusivamente allâimmaginazione del lettore.

Stefano Bessoni, lâinterlocutore ideale
In questo dialogo entra Stefano Bessoni, artista visivo, filmmaker e illustratore, da sempre affascinato dallâuniverso greenawayano. Collezionista di teschi e insetti, appassionato di entomologia, anatomia e wunderkammer, Bessoni lavora da anni su un immaginario perturbante, fiabesco e scientifico al tempo stesso.
Le sue illustrazioni non accompagnano i racconti: li interpretano, li deformano, li incarnano. I personaggi sembrano burattini pronti a muoversi, creature sospese tra il museo di storia naturale e il teatro anatomico. Il riferimento a John Tenniel e alle illustrazioni di Alice nel Paese delle Meraviglie non è casuale: qui lâimmagine non è subordinata al testo, ma contribuisce a costruirne il senso.
Un oggetto editoriale controcorrente
Ogni volume della serie ha formato 17 x 24 cm, copertina rigida, 120 pagine, con cento racconti e oltre trenta illustrazioni. In unâepoca dominata dalla smaterializzazione dei contenuti, Greenaway e Bessoni rivendicano la fisicitĂ del libro come spazio di visione, lentezza e stratificazione.
Questo progetto si inserisce in un rinnovato interesse internazionale per le opere ibride, capaci di attraversare discipline e pubblici diversi. Non è unâoperazione nostalgica, ma una proposta radicale, che interroga il futuro della narrazione visiva e il ruolo dellâautore nellâera delle immagini infinite.
Un film da leggere, un libro da guardare
âHe Read Deep Into The Nightâ è, sotto molti aspetti, un film che non scorre su uno schermo ma tra le pagine. Unâesperienza che chiede al lettore di partecipare attivamente, di costruire connessioni, di perdersi in un labirinto di storie e visioni. Ă un invito a entrare nella biblioteca segreta di Peter Greenaway, dove ogni racconto è una soglia e ogni immagine una deviazione.
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