7:18 pm, 28 Febbraio 26 calendario

🌐 Nelle acque di Alessandria d’Egitto una imbarcazione di 2.000 anni

Di: Redazione Metrotoday
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Una straordinaria imbarcazione cerimoniale romana risalente a circa 2.000 anni fa è stata scoperta nelle acque antiche del porto di Alessandria d’Egitto, offrendo nuove chiavi di lettura sulla vita sociale, religiosa e culturale dell’Egitto romano. Il ritrovamento, associato a un tipo di nave di lusso nota come thalamegos, potrebbe collegarsi a riti sacri e celebrazioni pubbliche legate al culto di Iside. La scoperta segna uno dei più significativi ritrovamenti subacquei nel Mediterraneo orientale degli ultimi anni.

Un relitto eccezionale nei fondali del porto antico

Nei fondali del porto orientale di Alessandria d’Egitto sono riaffiorati i resti di un’imbarcazione cerimoniale romana di circa duemila anni fa, individuata in una zona sommersa che per secoli è stata inglobata dal mare a causa di terremoti e fenomeni di subsidenza.

La scoperta è stata realizzata da una missione archeologica subacquea guidata dall’Istituto Europeo di Archeologia Subacquea (IEASM) in collaborazione con il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano. Il relitto giace a circa sette metri di profondità sotto sedimenti che ne hanno preservato buona parte della struttura lignea.

Il tipo di nave identificato è un thalamegos, una lussuosa imbarcazione da diporto descritta negli antichi testi classici, utilizzata per feste, processioni cerimoniali e percorsi fluviali o marittimi tra élite e personaggi influenti.

 

Stato di conservazione

Il relitto è lungo circa 35 metri e largo circa 7, con circa 28 metri di struttura conservata, una dimensione notevole per un’imbarcazione antica, soprattutto considerando la sua funzione non commerciale ma cerimoniale.

I resti sono sorprendentemente ben conservati, grazie alla copertura sedimentaria e alla posizione relativamente protetta, che ha limitato il degrado del materiale ligneo nel corso dei secoli. Questo stato di conservazione potrebbe permettere agli archeologi di ricostruire dettagli costruttivi unici sulla navigazione di età romana nel Mediterraneo orientale.

Funzione e contesto culturale

Il thalamegos non era una nave da guerra né una semplice imbarcazione da trasporto, ma un vero e proprio yacht di lusso, dotato di spazi in cui si potevano svolgere banchetti, celebrazioni e percorsi cerimoniali. Tali navi sono menzionate da fonti antiche come il geografo Strabone, che descriveva questo tipo di imbarcazioni nel I secolo a.C. e d.C. come simboli di opulenza e spettacolo.

Gli studiosi ritengono che questo tipo di nave potesse essere usato anche in contesti rituali, come la navigatio Isidis, una processione in onore della dea Iside. In questa celebrazione, una barca sacra veniva trasportata e consacrata in un rito che univa dimensione religiosa e marittima, simbolizzando il viaggio annuale della dea tra i luoghi sacri.

La vicinanza del relitto alle strutture del tempio di Iside sull’isola sommersa di Antirhodos rafforza l’ipotesi che la nave potesse essere coinvolta in cerimonie sacre o processioni rituali legate al culto della dea, molto diffuso e centrale nelle pratiche religiose locali durante l’epoca tolemaica e romana.

Uno sguardo sulla città sommersa

Alessandria, fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C., fu per secoli uno dei centri più importanti del Mediterraneo per la politica, il commercio e la cultura. La città antica, in particolare il Portus Magnus — il grande porto reale — e l’isola di Antirhodos, sono oggi parzialmente sommersi a causa di processi naturali che ne hanno cancellato ampie porzioni sotto il mare.

Ogni ritrovamento nei fondali di Alessandria aggiunge nuove tessere alla complessa storia di un centro che fu crocevia di civiltà, integrando elementi materiali che raccontano non solo scambi commerciali ma anche aspetti sociali, religiosi e cerimoniali dell’antichità.

Nuove ricerche

La scoperta di una barca cerimoniale di queste dimensioni non è solo un evento eccezionale per l’archeologia subacquea, ma apre nuove prospettive sullo studio delle pratiche culturali e religiose nell’Egitto romano. Gli esperti prevedono che l’analisi dettagliata dei resti, compresi eventuali reperti associati come graffiti, decorazioni o componenti strutturali, possa fornire indizi preziosi sulle tecniche costruttive, l’uso sociale della nave e il suo possibile ruolo nelle cerimonie collettive.

Inoltre, il rinvenimento arricchisce il panorama delle scoperte subacquee nel Mediterraneo orientale, contribuendo a una più profonda comprensione delle interazioni tra cultura egizia, greca e romana in un’epoca di intensa ibridazione culturale e scambio.

Un ponte tra passato e presente

Il ritrovamento della barca cerimoniale romana nelle acque di Alessandria offre uno sguardo diretto su un mondo antico di lusso, religione e spettacolo, dimostrando come i fondali marini possano fungere da custodi silenziosi di storie millenarie. Con ogni nuova scoperta, la narrazione del Mediterraneo antico si arricchisce, permettendo agli studiosi e al pubblico di avvicinarsi a un patrimonio culturale di inestimabile valore.

28 Febbraio 2026 ( modificato il 18 Febbraio 2026 | 19:09 )
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