Fermo amministrativo, legge 2026: con l’abolizione della soglia minima di debito anche piccoli importi possono portare al fermo del veicolo e, in casi estremi, alla vendita forzata o alla perdita dell’auto: **ecco quando si “porta via tutto quello che hai”.
Nel 2026 il fermo amministrativo si conferma una delle misure più incisive che l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione può usare per recuperare crediti tributari, multe o altri debiti verso lo Stato e gli enti locali. Un cambiamento normativo recente ha eliminato qualsiasi soglia minima di debito per cui il fermo può essere applicato, rendendo possibile la misura anche per debiti molto modesti.
Cos’è il fermo amministrativo e come funziona
Il fermo amministrativo è una procedura che permette all’agente della riscossione di bloccare un bene mobile registrato, in genere un veicolo, per costringere il debitore a saldare un debito non pagato. Una volta iscritto il fermo nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA), il veicolo non può circolare, essere venduto legalmente né radiato.
Il fermo non può essere applicato senza una notificazione preventiva: il debitore deve ricevere un preavviso di fermo almeno 30 giorni prima dell’iscrizione, termine in cui può ancora reagire pagando o chiedendo una rateizzazione.

Novità 2026: niente più importo minimo di debito
Fino a poco tempo fa, vi era l’idea (non più vigente) che per attivare il fermo amministrativo fosse necessario un debito minimo — ad esempio importi superiori a certe soglie, come 800 o 2.000 euro — legati a prassi interne di riscossione passata.
La normativa attuale non prevede più alcun importo minimo di debito: anche debiti di poche decine di euro derivanti da cartelle esattoriali, tributi locali o multe possono costituire motivo per l’iscrizione del fermo amministrativo.
Questo significa che non esiste più alcuna protezione automatica basata sul “debito basso”: l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione può procedere con il fermo dopo aver completato le notifiche e reso il debito esigibile.
Quando il fermo può portare alla perdita definitiva del veicolo
Sebbene il fermo di per sé non sia una confisca automatica, in caso di persistente inadempienza il veicolo può essere sottoposto a misura esecutiva più severa, inclusa la vendita forzata del bene per soddisfare il credito residuo.
Inoltre, la mancanza di una soglia minima rende possibile che un veicolo di valore significativo sia fermato anche per un piccolo debito, senza che la legge richieda proporzionalità tra somma dovuta e valore del bene.
Le novità sulla rottamazione dei veicoli con fermo
Una delle principali novità legislative del 2026 riguarda anche la possibilità di rottamare un veicolo sottoposto a fermo, qualora sia inutilizzabile. Fino a poco tempo fa, il fermo impediva la demolizione o la radiazione del mezzo dal PRA; ora, se il veicolo non può più circolare o è da considerarsi fuori uso, è prevista la cancellazione dal PRA e la rottamazione anche in presenza di debiti pendenti.
Tuttavia, i debiti non scompaiono con la rottamazione: restano esigibili verso il proprietario e possono gravare su altri beni futuri o azioni di riscossione ulteriori.

Come verificare se sei a rischio di fermo amministrativo
Per evitare sorprese, è fondamentale verificare regolarmente la propria posizione debitoria:
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Consultare la propria posizione debitoria tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate‑Riscossione o l’area riservata del sito ACI/ACI Tech, con visure al PRA;
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Controllare le notifiche cartacee o digitali, perché il fermo non può essere iscritto senza un preavviso formale;
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Verificare che eventuali debiti siano contestati o regolarizzati entro i termini per evitare l’iscrizione del fermo.
Cosa fare quando arriva il preavviso di fermo
Se si riceve un preavviso di fermo amministrativo, è possibile:
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Pagare l’intero importo dovuto per evitare l’iscrizione del fermo;
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Chiedere una rateizzazione del debito, presentando istanza all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione, che può sospendere o cancellare il fermo una volta pagata almeno la prima rata;
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Presentare ricorso o contestazione se si ritiene che l’atto sia illegittimo, ad esempio per errori formali o per motivi di strumentalità del veicolo alla professione.
Le conseguenze della violazione del fermo
È importante sottolineare che circolare con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo comporta sanzioni severe: secondo il Codice della Strada e la disciplina fiscale, la circolazione o l’uso non autorizzato può portare a multe da migliaia di euro e, in casi reiterati, alla confisca del mezzo.

La legge è cambiata e quali effetti produce
La scelta di eliminare la soglia minima di debito per il fermo amministrativo riflette una linea normativa orientata a potenziare gli strumenti di recupero dei crediti fiscali, soprattutto in un contesto in cui la lotta all’evasione resta una priorità. Tuttavia, questo ha suscitato preoccupazioni tra cittadini e imprese, perché ora anche un debito “modesto” può avere conseguenze molto incisive sulla libertà di uso di un bene importante come l’auto.
Consapevolezza e tutela dei diritti
La nuova disciplina del fermo amministrativo del 2026 richiede maggiore attenzione da parte dei contribuenti: l’assenza di un minimo di debito, l’entrata in vigore della rottamazione per veicoli inutilizzabili e le sanzioni severissime in caso di violazione rendono imprescindibile monitorare la propria situazione fiscale e agire tempestivamente al primo segnale di preavviso.
Per proteggere i tuoi diritti e la tua mobilità, può essere utile rivolgersi a un professionista fiscale o legale non appena ricevi una notifica di debito o un preavviso di fermo amministrativo.






