11:07 pm, 17 Febbraio 26 calendario

🌐 Un volto di duemila anni fa che sembra dipinto ieri

Di: Redazione Metrotoday
condividi

Un eccezionale ritratto funerario dell’Egitto romano di circa duemila anni fa, con realismo incredibile e proposta d’asta da 350 mila dollari, riaccende l’interesse globale per i “mummy portraits”, anticipando trend e record del mercato dell’arte antica.

Il fascino della storia millenaria trova nuova voce nelle aste internazionali. Un ritratto funerario risalente al periodo romano in Egitto, datato circa 1° secolo d.C., è stato recentemente proposto a New York con una stima iniziale di 350 mila dollari, attirando l’attenzione di collezionisti e studiosi d’arte antica in tutto il mondo.

Il pezzo, una tavola dipinta in stile encaustico con pigmenti mescolati a cera, fa parte della celebre tradizione dei “mummy portraits” del Fayyum: ritratti sepolcrali inseriti nel sudario delle mummie, concepiti per conservare non solo i resti ma anche la memoria visiva del defunto in modo straordinariamente realistico.

Arte antica e mercato contemporaneo

È raro che opere così antiche e ben conservate arrivino sul mercato con accompagnamenti scientifici e storici solidi. Il ritratto proposto da Sotheby’s – che ha già avuto esposizioni in musei come il Metropolitan Museum of Art di New York e il Detroit Institute of Arts – si distingue per lo sguardo penetrante e la resa cromatica sorprendentemente vicina a un dipinto moderno.

Le ossessioni del mercato per l’arte antica non si limitano ai capolavori del Rinascimento o alle tele di maestri moderni: la vendita di un ritratto di duemila anni fa per decine di migliaia di dollari conferma l’interesse crescente per testimonianze visive dell’antichità, con pezzi che fanno luce sulla vita quotidiana e sulle pratiche funerarie di epoche lontane.

La tecnica dell’enkaustica e la sua magia

I ritratti di Fayyum sono dipinti su pannelli di legno con una tecnica antichissima, la encaustica, che utilizza cera d’api e pigmenti minerali. Questa tecnica garantisce una durabilità nel tempo e un realismo che ha stupito generazioni di archeologi e storici dell’arte, tanto da far considerare questi volti come tra i primi tentativi di ritrarre con fedeltà psicologica un individuo.

La straordinaria conservazione dei colori e dei dettagli è dovuta alle condizioni climatiche aride della regione del Fayyum, nel deserto occidentale egiziano, dove molti di questi ritratti sono stati rinvenuti nel tardo XIX secolo durante campagne archeologiche pionieristiche.

Dal Fayyum al mercato globale

La domanda di opere antiche raffinate è in crescita nel mercato globale dell’arte, dove l’attenzione si è estesa ben oltre i classici Greci e Romani. Nel corso di aste recenti, non solo manufatti antichi come questo ritratto hanno attirato l’attenzione, ma anche opere di maestri medievali e rinascimentali hanno raggiunto cifre da record, riflettendo un interesse trasversale per la qualità e la rarità.

La vendita di un ritratto di epoca romana per un importo stimato di oltre trecentomila dollari si inserisce in un contesto di autentica rivalutazione di questi oggetti: semplici pannelli di legno, un tempo applicati alle mummie per onorare il defunto, sono oggi considerati finestre sul passato e investimenti culturali di grande valore.

L’identità e il valore simbolico dei “mummy portraits”

Ciò che colpisce di questi ritratti è soprattutto il senso di immediatezza con cui il volto ci guarda: gli occhi sembrano seguire lo spettatore, e il realismo sfida la distanza temporale di oltre duemila anni. Questa esperienza estetica, unita alla rarità di opere di epoca romana ben conservate, spiega in parte l’interesse del mercato per questi pezzi, capaci di unire storia, estetica e significato antropologico.

È ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi se tali ritratti siano stati realizzati durante la vita del soggetto o subito dopo la morte, ma la risposta al quesito è secondaria rispetto alla capacità dell’opera di raccontare l’individuo come persona e non solo come entità funeraria.

Impatto culturale e futuro delle aste

Il mercato delle aste sta attraversando un periodo dinamico, con opere antiche e moderne che competono per l’attenzione dei collezionisti. La comparsa di un ritratto funerario romano con stime elevate è un segnale della crescita di segmenti di mercato che guardano all’antichità non solo come curiosità archeologica, ma come patrimonio artistico di valore economico e culturale.

Eventi come l’asta di questa primavera a New York non solo determinano nuovi record, ma stimolano il dibattito su conservazione, provenienza e valore dell’arte antica nella contemporaneità. Per professionisti del settore, musei e collezionisti, l’evoluzione di questi trend può rappresentare non solo un’opportunità d’investimento, ma anche un modo per valorizzare la memoria umana in forme sempre nuove e sorprendenti.

In conclusione, un volto di duemila anni fa che sembra dipinto ieri racconta più di una storia: unisce tecnica antica, economia moderna e curiosità culturale, facendo del passato non solo un oggetto di studio, ma un protagonista vivace nel presente dell’arte

17 Febbraio 2026 ( modificato il 11 Febbraio 2026 | 23:10 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA