10:29 am, 17 Febbraio 26 calendario

🌐 Russia, allarme missili nucleari ai confini dell’Unione europea

Di: Redazione Metrotoday
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La leader dell’opposizione bielorussa in esilio, Sviatlana Tsikhanouskaya, ha lanciato un forte allarme sulla possibile presenza di missili nucleari russi vicino ai confini dell’Unione Europea, evidenziando come il rafforzamento militare russo in Bielorussia rappresenti una potenziale minaccia alla sicurezza europea e un’escalation nelle tensioni con la NATO.

L’allarme dell’opposizione bielorussa

Secondo quanto dichiarato da Sviatlana Tsikhanouskaya, figura di spicco dell’opposizione bielorussa in esilio, Mosca starebbe rafforzando la propria presenza militare nei territori della vicina Bielorussia con il dispiegamento di missili che potrebbero essere configurabili come nucleari o essere in grado di trasportare testate nucleari, portando queste armi potenzialmente a poche centinaia di chilometri dai confini dell’UE.

L’allarme nasce dal timore che queste mosse possano tradursi in un significativo aumento delle capacità offensive russe lungo il perimetro orientale dell’Unione Europea, con potenziali implicazioni strategiche e politiche rilevanti.

Tsikhanouskaya ha sottolineato che compagnie bielorusse stessero contribuendo all’industria militare di Mosca e che la cooperazione tra Minsk e Mosca si fosse intensificata, mentre Minsk non ha ancora confermato ufficialmente l’effettivo schieramento di armi nucleari sul proprio territorio.

L’evoluzione delle basi e dei missili

Da tempo la questione della presenza di capacità militari russe in Bielorussia è al centro delle preoccupazioni degli esperti di sicurezza occidentali. Negli ultimi anni, Mosca ha annunciato l’intenzione di schierare sistemi missilistici avanzati come l’Oreshnik, un sistema ipersonico a medio raggio capace di trasportare testate nucleari, sul territorio bielorusso, portando una serie di sistemi d’arma a pochi chilometri dai confini della NATO e dell’UE.

Questi missili hanno un raggio operativo stimato in migliaia di chilometri, potenzialmente in grado di raggiungere capitali europee in tempi molto brevi, e i leader militari di Mosca li hanno descritti come difficili da intercettare anche se non tutti gli analisti concordano sugli aspetti tecnici specifici del loro utilizzo e controllo reale delle testate.

Perché la situazione preoccupa l’Europa

Secondo gli oppositori del regime bielorusso e diversi osservatori internazionali, lo schieramento di missili a ridosso dei confini diplomatici dell’Unione Europea potrebbe:

  • Ridurre drasticamente i tempi di reazione e allerta delle difese europee e della NATO.

  • Aumentare la percezione di una minaccia diretta alla sicurezza collettiva nel cuore dell’Europa.

  • Creare spurie “zone d’avanguardia” dove la logistica e la deterrenza si fondono, senza un quadro chiaro di controllo sui vettori e le testate.

Inoltre, la Bielorussia ha modificato la sua costituzione per eliminare lo status di Paese “non nucleare”, un cambiamento che secondo critici e osservatori internazionali ha facilitato l’introduzione di capacità militari russe sul suo territorio senza contraddittorio locale.

Reazioni e implicazioni internazionali

Questa evoluzione degli assetti militari si inserisce in un contesto strategico già teso per la guerra in Ucraina e i rapporti tra Russia e Occidente. Il possibile schieramento di missili con capacità nucleare in territorio bielorusso rappresenterebbe una significativa sfida alla stabilità in Europa proprio perché riduce il cosiddetto “spazio di sicurezza” tra Mosca e i membri dell’Unione Europea e della NATO.

Le autorità europee e alleate monitorano da tempo i movimenti e le capacità militari russe vicino ai confini della NATO, valutando informazioni di intelligence e le immagini satellitari per comprendere meglio la reale presenza e operatività di questi sistemi d’arma. Fonti ufficiali dell’UE e della NATO hanno ribadito l’importanza di continuare ad osservare con attenzione qualsiasi nuova capacità dispiegata in prossimità dei confini dell’Europa orientale.

Scenario geopolitico: tra deterrenza e rischio escalation

La discussione sulla possibile presenza di missili nucleari russi in Bielorussia tocca questioni più ampie:

  • Il ruolo della deterrenza nucleare nell’era post‑guerra fredda.

  • L’equilibrio strategico tra Russia, NATO e Unione Europea.

  • La possibilità di escalation accidentale o di incidenti di sicurezza che coinvolgano sistemi a lungo raggio in zone contigue.

Mentre il Cremlino afferma di non modificare sostanzialmente la sua dottrina di deterrenza, esperti di difesa internazionale osservano con preoccupazione che il rafforzamento della presenza militare vicino all’UE comporta rischi non banali di escalation e di aumento delle tensioni strategiche su scala globale.

L’allarme lanciato dall’opposizione bielorussa riguarda la possibile presenza e schieramento di missili nucleari russi in Bielorussia, a pochi chilometri dai confini dell’Unione Europea, una mossa che potrebbe segnare un significativo inasprimento delle tensioni di sicurezza in Europa. La situazione resta fluida, con Mosca che mantiene un controllo deciso sulle proprie capacità militari e gli alleati occidentali che continuano a monitorare l’evoluzione della situazione geopolitica e militare nell’Europa orientale.

17 Febbraio 2026 ( modificato il 16 Febbraio 2026 | 20:35 )
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