🌐 Morto Robert Duvall, il duro del cinema americano de “Il Padrino”
È morto all’età di 95 anni Robert Duvall, icona del cinema americano celebre per ruoli storici come Tom Hagen ne “Il Padrino” e il colonnello Kilgore in “Apocalypse Now”. La notizia della sua scomparsa è stata confermata oggi dalla moglie Luciana Duvall, che ha annunciato che l’attore si è spento serenamente nella sua casa circondato dall’affetto dei suoi cari.
Robert Selden Duvall, nato il 5 gennaio 1931 a San Diego, California, è stato uno degli interpreti più amati e rispettati della Hollywood moderna con una carriera cinematografica che si è estesa per oltre sei decenni, attraversando decenni di evoluzione artistica e culturale del grande schermo. La sua morte segna la fine di un’epoca per il cinema americano, lasciando un’eredità di performance intense, autentiche e memorabili.

Una carriera leggendaria: dai classici della New Hollywood alla consacrazione
Robert Duvall è considerato una figura chiave della cosiddetta “New Hollywood”, il movimento cinematografico che negli anni ’70 e ’80 ha rivoluzionato le regole della recitazione e della narrazione americana, portando in scena personaggi complessi e profondamente umani. Il suo percorso artistico ha incluso ruoli in film che sono diventati pietre miliari della storia del cinema.
Il ruolo che lo rese celebre fu quello di Tom Hagen, il consigliere della famiglia Corleone nella saga de “Il Padrino” (1972) e “Il Padrino – Parte II”, che gli valse una delle sue prime nomination all’Oscar e lo consacrò come volto indelebile della saga cinematografica più iconica sul crimine organizzato. La sua interpretazione sobria, pacata e al contempo profonda, ha contribuito a definire lo standard delle performance drammatiche di quel periodo.
Pochi anni dopo, Duvall fu protagonista in “Apocalypse Now” (1979), dove interpretò il carismatico e controverso tenente colonnello William Kilgore, famoso per la battuta “I love the smell of napalm in the morning”. La sua performance potente e indimenticabile cementò ulteriormente la sua reputazione di attore poliedrico e capace di incarnare personaggi complessi nei film di guerra e non solo.
Premio Oscar, ruoli indimenticabili e una filmografia straordinaria
Nel corso della sua lunga carriera, Duvall ha ricevuto sette nomination agli Academy Awards, vincendo l’Oscar come miglior attore protagonista nel 1984 per “Tender Mercies – Un tenero ringraziamento”, un ritratto intenso di un cantante country in cerca di redenzione. La sua capacità di lavorare con sobrietà e precisione recitativa ne fece uno degli attori più rispettati di Hollywood.
La sua filmografia spazia dai ruoli drammatici alle commedie, dai western ai thriller: può essere ricordato anche come Boo Radley in “Il buio oltre la siepe” (1962) e per interpretazioni in pellicole come MASH*, Network, The Natural, Days of Thunder e The Judge. Oltre alla recitazione, Duvall si cimentò anche nella regia e nella sceneggiatura, portando avanti una visione artistica personale e indipendente lontano dai riflettori del divismo hollywoodiano.

L’annuncio della moglie e il ricordo di un gigante
La notizia della scomparsa è stata resa pubblica da sua moglie, Luciana Duvall, tramite un messaggio condiviso sui social: “Ieri abbiamo detto addio al mio amato marito, prezioso amico e uno dei più grandi attori del nostro tempo. Bob se n’è andato serenamente a casa, circondato dall’affetto”, ha scritto. Per il pubblico e i colleghi, Duvall non era solo un interprete premio Oscar, ma anche un narratore appassionato e un maestro della recitazione.
Le reazioni dalla comunità cinematografica sono state immediate: attori, registi e critici di tutto il mondo hanno ricordato Duvall come un “gigante” del cinema, capace di trasmettere autenticità e profondità in ogni personaggio che ha interpretato. Il suo lavoro ha influenzato generazioni di artisti e ha contribuito a definire l’evoluzione del racconto cinematografico moderno.
L’eredità di un attore senza tempo
La scomparsa di Robert Duvall rappresenta un momento di grande commozione nel mondo del cinema. La sua eredità artistica continua a vivere nelle storie che ha raccontato e nei personaggi che ha reso indimenticabili, dalla lentezza misurata dei drammi interiori alla potenza corrosiva dei ruoli più iconici.

Pur avendo attraversato quasi settant’anni di cinema, Duvall ha sempre mantenuto un approccio rigoroso al mestiere, preferendo interpretazioni che puntassero alla verità emotiva dei personaggi piuttosto che alla spettacolarità. Il risultato è stato un corpus di opere che resta una fonte di studio e ispirazione per chiunque ami la settima arte.
Con la sua scomparsa, il mondo del cinema perde una delle sue voci più autentiche e potenti, ma il ricordo delle sue performance e l’impatto duraturo che ha avuto sulla cultura cinematografica rimarranno per sempre parte dell’immaginario collettivo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






