🌐 L’Iran apre ad accordi con USA su energia, miniere e aeromobili
Nel contesto del nuovo ciclo di colloqui tra Iran e Stati Uniti, Teheran ha indicato che, oltre alle questioni nucleari, potrebbero essere discusse intese economiche su energia, mining e acquisti di aeromobili se Washington mostra reale interesse nel raggiungere un accordo più ampio e reciprocamente vantaggioso.
Una negoziazione con doppio binario: sicurezza e benefici economici
Le trattative tra Iran e Stati Uniti, mirate a disinnescare anni di tensioni sul programma nucleare di Teheran, stanno assumendo sempre più un profilo economico oltre che politico.
Secondo il vice direttore per la diplomazia economica del Ministero degli Esteri iraniano, Hamid Ghanbari, l’accordo potenziale dovrebbe offrire benefici economici concreti e rapidi anche per gli Stati Uniti, non solo per l’Iran, per garantire la sostenibilità di qualsiasi intesa futura. Tra i settori menzionati figurano campi petroliferi e gas, investimenti nelle risorse minerarie e possibili acquisti di aerei.*
Questa apertura riflette una strategia iraniana volta a rendere il dialogo più appetibile per la controparte americana, evidenziando che un accordo nucleare non può essere considerato soltanto in termini di sicurezza ma anche di ritorni economici tangibili.

Il contesto dei colloqui e la pressione diplomatica
Le nuove trattative, che si svolgono con l’Oman come mediatore, segnano una ripresa formale del dialogo diretto tra Teheran e Washington dopo anni di stallo dagli Accordi del 2015, noti come JCPOA. A differenza di quei negoziati multilaterali, quelli attuali sono bilaterali e si concentrano su vantaggi diretti per entrambe le parti, con l’obiettivo dichiarato di evitare un’escalation militare.
Gli Stati Uniti, da parte loro, in parallelo stanno aumentando la presenza militare nel Golfo – incluso il dispiegamento di una seconda portaerei – nel tentativo di esercitare pressione mentre cercano al contempo di trovare una soluzione diplomatica.
Il riferimento economico agli “interessi comuni nei giacimenti di petrolio e gas, negli sviluppi minerari e nelle possibilità di acquisto di aeromobili” sottolinea la volontà iraniana di ribaltare il paradigma delle negoziazioni, ponendo sul tavolo settori che potrebbero produrre “alti e rapidi ritorni economici” per la controparte.
Un equilibrio delicato
Questa scelta di Teheran può essere interpretata anche alla luce delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti dopo l’uscita di Washington dal JCPOA nel 2018 sotto il presidente Trump, che avevano ripristinato dure restrizioni economiche sull’Iran. Ghanbari ha sostenuto che il precedente accordo non aveva soddisfatto pienamente gli interessi economici statunitensi, motivo per cui oggi si pone maggiore enfasi sui benefici condivisi.
A livello politico, il dialogo economico potrebbe rappresentare una leva per stimolare la cooperazione su questioni più sensibili come il nucleare, dove Iran resta ferma su alcune linee rosse – come il diritto all’arricchimento dell’uranio – pur mostrando apertura a compromessi tecnici per ottenere l’allentamento delle sanzioni.

Le possibili implicazioni regionali e globali
Se le discussioni dovessero davvero includere accordi su energia, miniere e aeromobili, le ripercussioni non sarebbero solo di natura economica ma anche geopolitica, con potenziali implicazioni per gli equilibri commerciali e di alleanze in Medio Oriente. Iran, paese ricco in risorse naturali, potrebbe sfruttare tali intese per rafforzare legami con attori globali e ridurre l’isolamento economico causato dalle sanzioni.
Tuttavia, la strada rimane incerta: i negoziatori americani vogliono confrontarsi anche sul programma missilistico e su altri aspetti legati alla sicurezza regionale, mentre Teheran insiste nel mantenere una trattativa incentrata principalmente sul nucleare in cambio di vantaggi economici.
Un’apertura focalizzata sulle risorse strategiche
La proposta iraniana di includere sul tavolo del negoziato accordi relativi a energia, mining e aeromobili riflette una strategia volta a trasformare un dialogo ostinatamente politico in un’opportunità economica reciprocamente vantaggiosa, nella speranza di superare anni di stallo e tensioni.
In un contesto di tensioni militari crescenti e pressioni internazionali, l’evoluzione di questi colloqui potrebbe segnare una svolta non solo per l’accordo nucleare, ma anche per il futuro delle relazioni economiche tra Iran e Stati Uniti.
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