5:56 pm, 17 Febbraio 26 calendario

🌐 Addio a Jesse Jackson, icona diritti civili con Martin Luther King

Di: Redazione Metrotoday
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È morto negli Stati Uniti il reverendo Jesse Jackson, storico attivista per i diritti civili e protagonista della lotta con Martin Luther King Jr., ex candidato alla Casa Bianca e fondatore della Rainbow PUSH Coalition; aveva 84 anni.

È morto all’età di 84 anni Jesse Jackson, il reverendo statunitense considerato una delle figure più significative del movimento per i diritti civili dopo Martin Luther King Jr. e un simbolo della lotta contro la discriminazione razziale e sociale negli Stati Uniti. La famiglia ha annunciato che è deceduto serenamente, circondato dai suoi cari nella sua casa di Chicago.

Nato l’8 ottobre 1941 a Greenville, South Carolina, in piena epoca di segregazione razziale, Jackson emerse come voce potente fin da giovane, partecipando alle manifestazioni del movimento per i diritti civili accanto a King e facendo parte, in quegli anni cruciali, della Southern Christian Leadership Conference, l’organizzazione guidata dal celebre leader. Dopo l’assassinio di King nel 1968, Jackson ne raccolse in parte l’eredità e divenne uno dei principali fautori della lotta per uguaglianza e giustizia negli Stati Uniti.

Jackson non fu solo un simbolo della lotta contro la segregazione, ma un’organizzazione in prima linea nel cambiamento sociale. Nel corso della sua vita fondò e guidò diverse organizzazioni, tra cui Operation Breadbasket e, soprattutto, la Rainbow PUSH Coalition, concepita come una coalizione multirazziale per la dignità, i diritti economici e l’uguaglianza sociale. La sua “Rainbow Coalition” era un concetto inclusivo volto a unire persone di diversa provenienza in una lotta comune per il progresso sociale.

Malgrado non abbia mai raggiunto la Casa Bianca, Jackson si candidò due volte alla nomination democratica alle elezioni presidenziali (1984 e 1988), mobilitando milioni di elettori e contribuendo a spianare la strada a future generazioni di politici afroamericani. Queste campagne, pur non coronate da vittoria, furono considerate storiche nel contesto politico americano e simboliche della crescente influenza dei movimenti progressisti.

Il suo impegno non si limitò alla sola questione razziale: Jackson fu un sostenitore instancabile dei diritti di voto, dell’uguaglianza economica e dell’accesso all’istruzione e alla sanità, oltre a denunciare le discriminazioni istituzionali che affliggevano comunità marginalizzate di ogni etnia e condizione sociale. Le sue parole e il suo attivismo cercarono costantemente di “tenere viva la speranza” e di elevare lo spirito di chi era stato definito senza voce e senza mezzi.

La sua influenza si estese anche oltre i confini nazionali: Jackson fu impegnato in missioni diplomatiche per ottenere la liberazione di detenuti americani e si fece portavoce di diritti umani nei confronti di governi e organizzazioni internazionali. Attraverso la sua carriera politica e sociale, rimase una figura di riferimento per i movimenti progressisti in tutto il mondo.

Negli ultimi anni la sua salute aveva cominciato a declinare: negli anni recenti affrontò il Parkinson e una grave malattia neurodegenerativa, la paralisi sopranucleare progressiva, che lo costrinse a ridurre la sua attività pubblica. Nonostante ciò, fino agli ultimi anni partecipò a eventi e manifestazioni per sostenere giustizia e uguaglianza, incarnando la sua filosofia di lotta quotidiana.

La reazione alla sua morte è stata immediata: leader politici, attivisti e figure pubbliche negli Stati Uniti e nel mondo hanno reso omaggio a Jackson come a un “leader al servizio degli oppressi”, un uomo la cui vita fu dedicata alla causa dei diritti umani e dell’uguaglianza sociale. La sua eredità sarà ricordata come parte integrante della storia del movimento per i diritti civili e come un ponte tra l’era di Martin Luther King Jr. e le sfide sociali contemporanee.

Con la scomparsa di Jesse Jackson si chiude un capitolo storico della lotta per i diritti civili negli Stati Uniti, lasciando un’eredità morale e politica destinata a influenzare le generazioni future.

17 Febbraio 2026
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