11:02 am, 16 Febbraio 26 calendario

🌐 USA e le licenze petrolifere in Venezuela: major globali pronte

Di: Redazione Metrotoday
condividi

USA concedono licenze petrolifere in Venezuela con una mossa storica che allenta le sanzioni sul settore energetico venezuelano e autorizza cinque grandi compagnie come Chevron, BP, Eni, Shell e Repsol a riprendere le operazioni oil & gas in Venezuela. Due nuove licenze generali dell’Office of Foreign Assets Control (OFAC) aprono la strada a investimenti e contratti con la compagnia statale PDVSA, segnando un potenziale ritorno strategico delle major internazionali in uno dei più vasti bacini petroliferi al mondo.

Svolta politica ed economica

Gli Stati Uniti hanno compiuto una significativa svolta nella politica delle sanzioni nei confronti del Venezuela, rilasciando due licenze generali che consentono alle principali compagnie petrolifere globali di riprendere le attività nel settore petrolifero e del gas venezuelano. Le licenze sono state emesse dall’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro e rappresentano il più ampio allentamento delle restrizioni statunitensi nel paese sudamericano dall’abbattimento e cattura di Nicolás Maduro.

La prima licenza permette a compagnie come Chevron, BP, Eni, Shell e Repsol di riprendere le operazioni in Venezuela, compresi lo sviluppo degli impianti, la produzione di petrolio grezzo e le attività correlate. La seconda autorizza le aziende a negoziare contratti di investimento con la compagnia petrolifera statale PDVSA per nuovi progetti oil & gas.

Questa decisione segna un cambio radicale rispetto alla politica di massima pressione di anni recenti, con Washington che ora punta a sostenere l’aumento della produzione e a favorire un maggiore coinvolgimento delle major globali nel rilancio dell’industria energetica del paese.

Trasparenza e controllo USA

Le licenze non eliminano completamente le condizioni legate alle sanzioni: per operare in Venezuela, le compagnie devono rispettare condizioni specifiche legate alla governanza e alla supervisione finanziaria. Ad esempio, i pagamenti delle royalty e delle tasse venezuelane devono transitare attraverso un fondo di deposito controllato dagli Stati Uniti (Foreign Government Deposit Fund), creando un meccanismo di trasparenza nel flusso di denaro derivante dall’estrazione e dalla vendita del greggio.

Inoltre, le licenze non consentono transazioni con società o entità controllate da paesi ritenuti “frictionati”, come Russia, Iran o Cina, né con entità controllate da joint venture con soggetti residenti in tali Paesi.

Queste restrizioni riflettono le preoccupazioni strategiche degli Stati Uniti di evitare che risorse energetiche e capitali finiscano sotto influenza di attori globali considerati avversari.

Obiettivi strategici degli Stati Uniti

La mossa di concedere licenze petrolifere in Venezuela si inserisce in un quadro più ampio di politica estera ed energetica statunitense. Dopo la rimozione di Nicolás Maduro attraverso un’operazione guidata dagli USA, Washington ha indicato che intende favorire investimenti esteri nel settore energetico venezuelano e rilanciare la produzione di petrolio in un paese che detiene alcune delle più grandi riserve petrolifere al mondo.

Il segretario all’Energia USA ha già sottolineato la necessità di un “flusso di investimenti” per rigenerare il settore: l’idea è di attirare capitali internazionali e tecnologie americane per modernizzare l’industria e renderla più competitiva su scala globale.

Questa strategia combina interessi economici e geopolitici: Stati Uniti e alleati intendono ridurre l’effetto delle passate interruzioni di produzione, rafforzare la propria influenza nelle Americhe e limitare l’espansione di rivali strategici nel settore delle risorse energetiche.

Impatto sul mercato energetico globale

La decisione di rilanciare le attività delle major petrolifere in Venezuela potrebbe avere effetti significativi sui mercati energetici globali. Con l’aumento della produzione venezuelana – che negli ultimi anni si è attestata intorno a circa 1 milione di barili al giorno dopo un lungo periodo di declino – potrebbe attenuarsi la pressione sui prezzi del petrolio e aumentare la disponibilità di greggio sul mercato internazionale.

Inoltre, l’ingresso di major come BP, Shell, Eni e Repsol in nuove attività potrebbe stimolare investimenti infrastrutturali e tecnologici, contribuendo a riparare impianti e modernizzare impianti di estrazione e raffinazione che hanno sofferto negli anni di bassa produzione e mancanza di manutenzione.

Per i paesi importatori di greggio, un Venezuela produttore e stabile potrebbe diventare una fonte di approvvigionamento competitiva rispetto ad altri fornitori, con potenziali benefici per l’equilibrio dell’offerta e la sicurezza energetica globale.

Sfide nel settore petrolifero venezuelano

Nonostante l’allentamento delle sanzioni, restano sfide significative per il settore energetico venezuelano. La compagnia statale PDVSA continua a confrontarsi con problemi legati a capacità produttive, manutenzione degli impianti e debiti accumulati. Inoltre, la dipendenza da investimenti esteri e tecnologie avanzate è vista come un nodo critico per una ripresa sostenibile della produzione.

Alcuni grandi investitori e banche a livello internazionale permangono cauti nell’entrare nel mercato venezuelano, in parte per l’incertezza normativa e la complessità delle obbligazioni legali e contrattuali che accompagnano le operazioni in un paese ancora segnato da tensioni politiche e istituzionali.

Queste incertezze potrebbero limitare l’entità degli investimenti diretti e la velocità con cui la produzione tornerà ai livelli storici.

Implicazioni geopolitiche

Il rilascio delle licenze petrolifere USA in Venezuela rappresenta un cambiamento importante nella geopolitica dell’energia, con gli Stati Uniti che cercano di bilanciare interessi economici e considerazioni di sicurezza in un’area critica per l’offerta globale di petrolio.

Se da un lato l’alleggerimento delle sanzioni potrebbe rafforzare l’industria energetica venezuelana e aumentare l’offerta globale, dall’altro potrebbe influenzare le alleanze regionali e la competitività tra grandi potenze nel settore energetico globale.

L’autorizzazione di licenze petrolifere in Venezuela incarna un equilibrio tra l’apertura al mercato e la protezione strategica, con potenziali ripercussioni su produzione, prezzi e relazioni internazionali nel prossimo futuro.

16 Febbraio 2026 ( modificato il 15 Febbraio 2026 | 21:07 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA