10:04 am, 16 Febbraio 26 calendario

🌐 Mediobanca, fuga di banchieri verso Deutsche Bank dopo Mps

Di: Redazione Metrotoday
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Mediobanca, Deutsche Bank e banchieri in uscita da Piazzetta Cuccia: il cambio di controllo dopo l’acquisizione di Mps spinge talenti e clienti verso la banca tedesca, con un effetto domino sulle dinamiche tra private banking italiano ed europeo.

Una dozzina di banchieri di alto profilo di Mediobanca hanno deciso di lasciare Piazzetta Cuccia per approdare a Deutsche Bank, in un’escalation che riflette la turbolenta fase di transizione dopo l’acquisizione di Mediobanca da parte di Monte dei Paschi di Siena (Mps). Questo fenomeno di fuga di talenti segna un punto di svolta nelle dinamiche della finanza italiana e pone nuovi interrogativi sul futuro della storica istituzione milanese, conosciuta per essere stata guidata per decenni da élite di investimento e relazioni con famiglie imprenditoriali.

La cessione di Mediobanca, simbolo dell’investment banking italiano, a Mps tramite un’offerta pubblica di scambio che si è recentemente chiusa con una maggioranza di controllo superiore al 62%, ha innescato reazioni a catena nei piani alti dell’istituto.

Fuga di talenti e riorganizzazione

La notizia della migrazione di banchieri da Mediobanca verso Deutsche Bank non è un semplice spostamento di nomi, ma riflette la preoccupazione diffusa in alcuni settori del private banking. I professionisti che se ne vanno portano con sé relazioni consolidatesi nel tempo con clientela di alto profilo e patrimoni significativi, mettendo in discussione non solo la forza organizzativa della banca milanese, ma anche la sua redditività futura nel settore della gestione patrimoniale, storicamente uno dei suoi punti di forza.

Deutsche Bank, da parte sua, sta implementando una strategia aggressiva di crescita su scala globale, potenziando il proprio wealth management e attirando figure esperte capaci di consolidare rapporti con famiglie imprenditoriali e clienti high‑net‑worth proprio nei mercati dove Mediobanca era storicamente forte.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, almeno una dozzina di manager senior hanno già preso la strada tedesca, con ruoli chiave che rafforzano l’offerta di Deutsche Bank nel segmento di wealth management e consulenza finanziaria.

Il contesto dell’acquisizione Mps‑Mediobanca

L’acquisizione di Mediobanca da parte di Mps — annunciata a inizio 2025 con un’offerta da circa 13,3 miliardi di euro e poi perfezionata con la maggioranza assoluta del capitale — ha rappresentato uno dei più grandi e complessi movimenti nel sistema bancario italiano degli ultimi anni.

Monte dei Paschi ha deliberato l’offerta pubblica di scambio nell’intento di creare un “terzo campione bancario” nazionale, integrando i servizi di credito retail e corporate con quelli di investment banking e wealth management. Tuttavia, l’operazione ha alimentato timori tra i banchieri legati a Mediobanca circa la possibile perdita di autonomia gestionale e strategica, così come possibili riduzioni di commissioni sotto la nuova struttura.

La fusione è stata accompagnata da una riorganizzazione del consiglio di amministrazione e dei vertici: la lunga gestione di alcuni top manager storici di Mediobanca si è progressivamente conclusa, con uscite e cambi di ruolo che hanno accentuato il senso di discontinuità per molti dipendenti e professional.

Cosa spinge i banchieri a guardare verso Deutsche Bank

Diverse ragioni spiegano l’attrattiva di Deutsche Bank per i professionisti in uscita da Piazzetta Cuccia:

  • Stabilità organizzativa e piani di crescita internazionale in wealth management, con obiettivi di assumere decine di senior banker su scala globale.

  • Minore incertezza legata a fusioni interne rispetto alla complessa integrazione di un gruppo bancario recentemente consolidato.

  • Opportunità di sviluppo professionale in network europei e globali, diversamente dai possibili vincoli di una banca in profonda ristrutturazione.

Per molti, la migrazione non è quindi solo un cambio di ruolo, ma una scelta strategica per preservare relazioni con clienti chiave e garantire continuità di servizio nel private banking internazionale.

Implicazioni per il sistema bancario italiano

Il fenomeno non riguarda solo Mediobanca: la fusione con Mps ridefinisce equilibri e competenze nel settore bancario italiano, soprattutto in termini di attrattività verso istituti esteri e gestione dei grandi patrimoni. Se la transizione di talenti verso Deutsche Bank dovesse continuare, potrebbe emergere una nuova composizione del valore competitivo nel mercato italiano, con ulteriori ripercussioni sui clienti più ricchi e sul peso dei gruppi internazionali.

In un mercato europeo sempre più interconnesso e competitivo, le banche italiane come Mediobanca si trovano ora a confrontarsi con sfide strutturali, oltre che con pressioni immediate legate al mercato dei talenti e alla retention dei clienti. L’esodo verso Deutsche Bank può essere interpretato come un campanello d’allarme sulla necessità di bilanciare innovazione strategica e stabilità operativa in un settore in rapida evoluzione.

Scenari e decisioni chiave

Mentre la governance di Mediobanca si stabilizza sotto il nuovo controllo di Mps, gli occhi degli analisti restano puntati sulle prossime mosse di reclutamento, sulle strategie di integrazione del gruppo e sulla capacità della banca di trattenere i talenti chiave.

Il successo o fallimento di questa transizione potrebbe influenzare non solo gli equilibri interni di Piazzetta Cuccia, ma anche la capacità del sistema bancario italiano di competere a livello internazionale, soprattutto nel segmento delle gestioni patrimoniali di alto valore.

16 Febbraio 2026 ( modificato il 13 Febbraio 2026 | 10:08 )
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